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POSTO VACANTE AL MINISTERO PER LO SVILUPPO ECONOMICO… ANCORA PER MOLTO?

agosto 1, 2010 di Redazione 

4 maggio 2010: lo scandalo sul caso Anemone costringe l’allora ministro allo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, a rassegnare le dimissioni dalla carica governativa. A quasi tre mesi di distanza lo scranno più alto del dicastero è ancora vacante. E, nei giorni in cui ‘Futuro e Libertà’ monopolizza l’arena politica, sembra ormai dimenticata l’urgenza della questione. Noi del giornale della politica italiana non perdiamo però di vista l’agenda politica, ed in vista del Cdm del prossimo mercoledì, fendiamo ora la cortina di fumo dietro cui si è tentato di nascondere il primo, e tuttora più probabile nome, candidato al ministero di via Molise. Sempre che le ironiche allusioni di Paolo Guzzanti non si dimostrino profetiche. Sentiamo.

Nella foto, Paolo Romano viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni

di Chiara BURGIO

Mentre la rottura tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini sembra essere definitiva e non facilmente risanabile, si fanno infatti i primi nomi degli appartenenti al neonato gruppo “Futuro e libertà per l’ Italia”, rimane accesa la questione della mancata nomina del ministro dello Sviluppo Economico nell’ ultimo Consiglio dei Ministri. Stando alle dichiarazioni rilasciate dal premier la scorsa settimana, sembrava mancare solo l’ atto formale alla consegna degli incarichi a Paolo Romani, già vice del dimissionario Scajola, parole che trovavano conferma in quelle di Giorgio Stracquadanio, deputato del Popolo della Libertà, che prima del Cdm aveva affermato: “Oggi sarà nominato il ministro dello Sviluppo Economico. Sarà Paolo Romani, è confermato”. Nel mezzo deve essere successo qualcosa, dal momento che la nomina ufficiale non c’è stata, e il ministro Tremonti ha addirittura dichiarato che la questione “Non era all’ ordine del giorno”.

Che la scelta del sostituto del ministro coinvolto nella faccenda Anemone fosse cosa delicata, lo si era intuito. Ciò che attende il futuro ministro dello Sviluppo Economico non è cosa semplice, sul suo tavolo c’è il dossier Fiat e la questione nucleare, che il governo intende far diventare cosa certa a partire dalla posa della prima pietra del nuovo impianto nel 2013. Non bisogna scordarsi della distribuzione delle frequenze digitali sul Digitale Terrestre tra le quali parteciperà anche Sky, poiché tra le competenze del ministero c’è anche quella relativa alle Telecomunicazioni.

Sembra essere questo il nodo cruciale intorno al quale gira l’ estenuante proroga della nomina del ministero vacante. Il Presidente Napolitano ha sollecitato Berlusconi ad arrivare ad una conclusione in tempi brevi, sottolineando però la necessità di individuare un candidato imparziale. Il conflitto di interessi e la poca neutralità dovuta ai passati incarichi lavorativi, sembrano essere le motivazioni che hanno spinto il capo di Stato a porre un veto sul nome di Romani. Il prossimo Cdm si terrà mercoledì, e prima che le vicende di politica interna facciano passare ancora in secondo piano la soluzione di questo rebus che va avanti dal 4 maggio, diventa cruciale trovare un candidato che soddisfi i requisiti di tutte le parti in causa.

CHIARA BURGIO

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