Fini:”Non darò le dimissioni” NASCE NUOVO GRUPPO PARLAMENTARE: ‘FUTURO E LIBERTA’
Berlusconi: “Non ho ragione di cambiare la squadra di governo”
luglio 30, 2010 di Redazione
Nella foto, Gianfranco Fini in conferenza stampa
di Stefano CATONE
Presenti alla conferenza stampa la maggior parte dei “finiani”, tra i quali, in prima fila, Carmelo Briguglio, Italo Bocchino e Fabio Granata, deferiti ieri dall’ufficio di presidenza del Pdl.
“Futuro e Libertà”, dopo un balletto di nomi durato alcune ore, è il nome scelto per il nuovo gruppo parlamentare composto dai dissidenti del Popolo della Libertà, che – assicura Fini – “sosterranno lealmente il governo ogni qual volta saranno prese scelte nel solco del programma elettorale e lo contrasteranno se le scelte saranno ingiustamente lesive dell’interesse generale”. Al momento aderiscono a Futuro e Libertà dieci senatori e trentaquattro deputati.
La prima replica, immediata, alle parole del presidente della Camera giunge da Francesco Storace, segretario de La Destra: “Legalità e case a Montecarlo sono principi in netto contrasto”, riferendosi a un servizio de Il Giornale di alcuni giorni fa, che gettava ombre sulla gestione del patrimonio di Alleanza Nazionale.
Nei momenti precedenti all’intervento di Fini è intervenuto Roberto Maroni (Lega Nord), ministro dell’Interno, assicurando che non ci saranno elezioni anticipate: “Nonostante queste tensioni e queste fibrillazioni il governo mantiene una sua maggioranza e la capacità di portare a compimento il suo programma. Certo, sarà una navigazione più a vista”. Maroni ha poi proseguito anticipando la giocata di Fini, dichiarando che “Il ministro dell’Interno sui temi della legalità non deve prendere lezioni da nessuno”.
Ancor più incisivo il presidente del Consiglio, che rassicura sul futuro del Governo: “Gli amici di Fini al governo lavorano bene, non ho dubbi sulla loro lealtà e non ho ragione di modificare la squadra di governo. Quindi si prosegue cosi”. Meno possibilista Franco Maria Giro, sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali, che considera “difficile la coabitazione con chi definisce illiberale il Presidente del Consiglio e accusa il suo governo di scarso profilo istituzionale. Due accuse molto gravi e prive di fondamento”.
Livia Turco, del Partito Democratico, invita Berlusconi a “riferire in Parlamento quello che è successo”, descrivendo l’epurazione di Fini “una crisi politica, non catalogabile come crisi interna al più grande partito di maggioranza”. Pier Luigi Bersani ribadisce la fine del governo, parlando di “respirazione artificiale a un governo che non c’e’ più. [...] Bisogna guardare la realtà. Non si può sperare di galleggiare con falle così evidenti nella barca”.
STEFANO CATONE


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