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Fini:”Non darò le dimissioni” NASCE NUOVO GRUPPO PARLAMENTARE: ‘FUTURO E LIBERTA’
Berlusconi: “Non ho ragione di cambiare la squadra di governo”

luglio 30, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana continua con il racconto della vicenda Pdl. ‘Alia iacta est’: il presidente della Camera e la componente dei finiani sono fuori dal partito di maggioranza relativa. “Sono stato buttato fuori dal Pdl. Berlusconi è illiberale” denuncia di Gianfranco Fini, ma, come fa sapere nella conferenza stampa di oggi, non intende abdicare. Non rassegnerà le dimissioni e continuerà a garantire “il rispetto del regolamento e l’imparziale conduzione dell’attività della Camera”. I suoi fedelissimi intanto non hanno perso tempo e da oggi danno ufficialmente vita ad un nuovo gruppo parlamentare: “Futuro e Libertà”. Ce ne parla Stefano Catone.

Nella foto, Gianfranco Fini in conferenza stampa

di Stefano CATONE

“Ovviamente non darò le dimissioni perché è a tutti noto che il presidente deve garantire il rispetto del regolamento e la imparziale conduzione dell’attività della Camera: non deve certo garantire la maggioranza che lo ha eletto. Sostenerlo dimostra una logica aziendale, modello amministratore delegato e consiglio di amministrazione, che di certo non ha nulla a che vedere con le nostre istituzioni democratiche”. Gianfranco Fini chiude così la conferenza stampa e la vicenda che lo ha visto protagonista nelle ultime ore, riaffermando il proprio impegno alla legalità “intesa anche come etica pubblica”, che si esplicita nell’affermazione “il garantismo non è impunità”.

Presenti alla conferenza stampa la maggior parte dei “finiani”, tra i quali, in prima fila, Carmelo Briguglio, Italo Bocchino e Fabio Granata, deferiti ieri dall’ufficio di presidenza del Pdl.

“Futuro e Libertà”, dopo un balletto di nomi durato alcune ore, è il nome scelto per il nuovo gruppo parlamentare composto dai dissidenti del Popolo della Libertà, che – assicura Fini – “sosterranno lealmente il governo ogni qual volta saranno prese scelte nel solco del programma elettorale e lo contrasteranno se le scelte saranno ingiustamente lesive dell’interesse generale”. Al momento aderiscono a Futuro e Libertà dieci senatori e trentaquattro deputati.

La prima replica, immediata, alle parole del presidente della Camera giunge da Francesco Storace, segretario de La Destra: “Legalità e case a Montecarlo sono principi in netto contrasto”, riferendosi a un servizio de Il Giornale di alcuni giorni fa, che gettava ombre sulla gestione del patrimonio di Alleanza Nazionale.
Nei momenti precedenti all’intervento di Fini è intervenuto Roberto Maroni (Lega Nord), ministro dell’Interno, assicurando che non ci saranno elezioni anticipate: “Nonostante queste tensioni e queste fibrillazioni il governo mantiene una sua maggioranza e la capacità di portare a compimento il suo programma. Certo, sarà una navigazione più a vista”. Maroni ha poi proseguito anticipando la giocata di Fini, dichiarando che “Il ministro dell’Interno sui temi della legalità non deve prendere lezioni da nessuno”.
Ancor più incisivo il presidente del Consiglio, che rassicura sul futuro del Governo: “Gli amici di Fini al governo lavorano bene, non ho dubbi sulla loro lealtà e non ho ragione di modificare la squadra di governo. Quindi si prosegue cosi”. Meno possibilista Franco Maria Giro, sottosegretario ai Beni e alle Attività culturali, che considera “difficile la coabitazione con chi definisce illiberale il Presidente del Consiglio e accusa il suo governo di scarso profilo istituzionale. Due accuse molto gravi e prive di fondamento”.

Livia Turco, del Partito Democratico, invita Berlusconi a “riferire in Parlamento quello che è successo”, descrivendo l’epurazione di Fini “una crisi politica, non catalogabile come crisi interna al più grande partito di maggioranza”. Pier Luigi Bersani ribadisce la fine del governo, parlando di “respirazione artificiale a un governo che non c’e’ più. [...] Bisogna guardare la realtà. Non si può sperare di galleggiare con falle così evidenti nella barca”.

STEFANO CATONE

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