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***La riflessione***
IL CAOS
di MARCO ROSADI

luglio 29, 2010 di Redazione 

Nelle ore in cui si prepara l’espulsione di Gianfranco Fini dal Pdl, partito di cui è stato co-fondatore, il giornale della politica italiana vi propone questa riflessione sul Caos che imperversa nelle sfere del potere. La crisi del Pdl ne è solo un esempio, la punta dell’Iceberg, ma ben più profonda è quella che abbraccia l’intero sistema, da destra a sinistra. Lucido, pungente e critico, come sempre, Marco Rosadi ci regala ancora una volta un pezzo assolutamente da non perdere. Buona lettura e buona politica qui sul Politico.it!

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Nella foto, Marco Rosadi

di Marco ROSADI

Una miscela magmatica domina il mondo con la Paura, sua diletta concubina. È il Caos, la dimensione più vasta che il mito greco sia riuscito a concepire. Duplicandosi per gemmazione nutre un Potere affamato dei suoi germogli velenosi. Sullo specchio del Caos ristagna il riflesso deformato e deformante del Potere.
Impera l’assoluta bolgia quando un paese è ostaggio di governanti insolenti, ubriachi di privilegi e superiorità esibiti con sfrontatezza. È questo il volto di capi di governo, ministri, sottosegretari, faccendieri e oppositori faccendoni. E più il disagio sociale e lo scontento si fanno caotici più il Potere si rafforza e cresce.

Per demolire le ultime vestigia della legge su cui ha giurato con farisaica magnificenza, può allora iniettare il Caos su sanità, scuola statale, autonomie locali, forze dell’ordine. Può farlo tagliando, spezzando, indebolendo con puntiglio burocratico e ragionieristico tutto ciò che fa rima con pubblico.
Certe assonanze possono trasformarsi in moleste cacofonie nelle orecchie di una classe politica, finanziaria e mediatica perseguitata da magistrati “eversivi”. Quando poi un governo somiglia troppo a un governatorato corporativo, trionfa Hybris, personificazione della dismisura e dell’insolenza.

E c’è Hybris ogni volta che la misura del giusto è oltrepassata. Figuriamoci quando il giusto e l’iniquo sono un bolo vischioso di rozza propaganda e lamentosa auto incensazione. Dilagano così le fitte schiere mercenarie del Caos.
E dietro una cosa ce n’è sempre un’altra. Basta svoltare l’angolo delle parole legalità e ordine pubblico per ritrovare intatti i baccanali dell’illegalità, dell’anomia, di tangentopoli senza fine: il limaccioso reame del vecchio Caos. Così, nella più completa libertà di manovra, logge di “buontemponi” e mestatori seguono disegni eversivi “oscuri”.

Sono i bozzetti preparatori di un regime querulo, paternalistico e arrogante? Una democrazia sana dovrebbe avere gli anticorpi per neutralizzare Hybris e le sue legioni di lanzichenecchi. Dovrebbe. Esiste davvero una democrazia di sana e robusta costituzione fisica e morale?
E nei periodi in cui la crisi economica e finanziaria morde come un doberman affamato, dilaga la pandemia della Paura ricattatrice, nemica dello sdegno e dell’intelligenza critica. È la paura di non avere un futuro, di perdere il lavoro e finire disoccupato o precario a vita, magari senza ammortizzatori e Welfare. È la paura di non risalire la china.

Ovvero: il terrore dell’emarginazione sociale, della povertà. E la Paura, é anche la seducente favorita del Caos. Per gli antichi greci tutte le cose nascevano dal disordine primigenio per formare il Cosmo, antitesi del Caos. Dalla confusione fertilizzata dalla retorica del Potere, può sgorgare soltanto Hybris e Caos.

MARCO ROSADI

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