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Diario politico. Inchiesta P3: Dell’Utri interrogato a Roma ed ora anche il sottosegretario Caliendo è iscritto all’albo degli indagati

luglio 28, 2010 di Redazione 

La nota politica quotidiana del Politico.it oggi è firmata da Carmine Finelli. Nell’edizione di questo martedì troviamo anzitutto i nuovi capitoli dell’inchiesta sulla cosiddetta P3: Dell’Utri interrogato dai pm romani, ma soprattutto l’esponenziale crescita dei nomi Pdl (esponenti di prima linea) iscritti all’albo degli indagati. Le indagini proseguono e la politica non si ferma certo ad una sola inchiesta. In Piemonte prosegue il contenzioso sul conteggio delle schede, e  sull’agone Cota-Bresso sembra non dover ancora giungere l’ultima parola. Questo, e molto ancora, nel nostro Diario. Buona lettura e buona politica con il Politico.it! 
Nella foto, Marcello Dell’Utri

di Carmine FINELLI

Anche in estate la politica italiana regala gioie e dolori. Molti dolori e poche gioie per la verità. E già perché anche oggi è stato un giorno di polemiche e di inchieste giudiziarie che gettano una pesante ombra su uomini del Pdl e del governo.

Alla procura di Roma, è durato pochi minuti l’interrogatorio di Marcello Dell’Utri davanti al procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo. Dell’Utri si è avvalso infatti della facoltà di non rispondere alle domande relative all’inchiesta denominata P3. “A Palermo 15 anni fa ho parlato 17 ore e sono stato rinviato a giudizio sulla base della mie dichiarazioni. Ho imparato da allora”, dichiara Dell’Utri all’uscita dal tribunale. L’indagine prende le mosse dalla violazione della legge Anselmi riguardo la costituzione di una presunta associazione che è al centro dell’inchiesta. Secondo i pm romani, il ruolo di Dell’Utri sotto il profilo politico sarebbe stato superiore a quello del coordinatore del Pdl Denis Verdini, interrogato lunedì scorso.
Il registro degli indagati appartenti al Pdl non si ferma a Dell’Utri. Tra le carte dei magistrati è finito anche il nome del sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, accusato di aver preso parte alla presunta associazione segreta messa in piedi da Carboni, Martino e Lombardi. Il premier Berlusconi, dopo un incontro con il sottosegretario, gli ha rinnovato la sua “piena fiducia invitandolo a continuare a lavorare con l’impegno fin qui profuso”. Anche il Guardasigilli, Angelino Alfano, in una nota ha ribadito il proprio sostegno del senatore Caliendo», rinnovandogli fiducia e solidarietà”.
Da parte sua il sottosegretario cerca di difendersi replicando alla notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati. Caliendo assicura di non aver “mai contattato né fatto elenchi di giudici della Corte costituzionale favorevoli o contrari al lodo Alfano”. Caliendo indica poi Lombardi come “millantatore” e spiega che al pranzo a casa Verdini del 23 settembre 2009 lui rimase solo mezz’ora e “solo successivamente ho appreso che si era parlato anche del lodo Alfano”. Anche Calidendo in qualità di indagato sarà ascoltato dalla procura.
Le intercettazioni fin qui rese pubbliche raccontano un’altra storia, però. In più di una circostanza Caliendo è beccato a parlare con alcuni degli altri indagati di alcune nomine ai vertici della magistratura. Dagli atti emerge chiaramente il tentativo di Pasquale Lombardi di coinvolgerlo nelle manovre per ostacolare l’abrogazione del Lodo Alfano da parte della Consulta. Gli inquirenti definiscono in un’informativa Caliendo personaggio “vicino al gruppo di Flavio Carboni, uno di quelli che prendono parte alle riunioni nel corso delle quali vengono impostate le principali operazioni o che paiono fornire il proprio contributo alle attività d’interferenza”. In particolare è un incontro ad essere al centro degli interessi dei carabinieri: il pranzo in casa Verdini, con Dell’Utri e i magistrati Arcibaldo Miller e Antonio Martone. Quel giorno si sarebbe discusso del lodo Alfano, ma probabilmente anche della nomina di Alfonso Marra a presidente della Corte d’appello di Milano e del ricorso presentato in Cassazione dall’ex sottosegretario Nicola Cosentino contro l’ordinanza d’arresto emesso dalla procura di Napoli. Il sottosegretario viene ancora sorpreso a telefono con Lombardi, e i due sembrano intrattenere rapporti colloquiali: “Ormai guagliò ti è spianata la via per i’ a fà o’ ministro, o’ vuoi capiscere o no?”, spiega un giorno il geometra finito in carcere. Oppure, il 4 novembre scorso, al telefono con Marra, Lombardi precisa: “Poi ho parlato con Giacomino e… stiamo operando”.
Intanto, dopo le dimissioni di Verdini da presidente del Credito cooperativo fiorentino, la Banca d’Italia ha chiesto con una nota scritta il commissariamento della banca per gravi irregolarità. In relazione ai risultati degli accertamenti ispettivi di vigilanza condotti presso il Credito Cooperativo Fiorentino con delibera adottata all’unanimità dal Direttorio il 20 luglio, “ha proposto al Ministro dell’economia la sottoposizione dell’azienda alla procedura di amministrazione straordinaria per gravi irregolarità nell’amministrazione e gravi violazioni normative, ai sensi dell`art. 70, comma 1, lett. a), del Testo Unico Bancario”. In serata il ministro del Tesoro Tremonti ha dato via libero al decreto di commissariamento del Credito cooperativo fiorentino. A renderlo noto un comunicato di via XX Settembre nel quale si precisa che “la proposta di commissariamento del Credito Cooperativo Fiorentino, formulata dalla Banca d’Italia, è arrivata ed è stata protocollata nella giornata di mercoledì 21 luglio 2010 presso la segreteria del CICR. La pratica è stata immediatamente istruita dagli uffici ed è stata siglata dal Direttore generale del Tesoro – Segretario del CICR – nella giornata di venerdì. Lunedì 26 luglio è stata ritrasmessa al Gabinetto del Ministro per la firma. Martedì il Ministro ha firmato il relativo Decreto”.

Elezioni Piemonte. Oggi è anche un duro giorno per la Lega e per il neo governatore del Piemonte Roberto Cota. Il Consiglio di Stato ha, infatti, respinto la richiesta di sospensiva presentata dai legali del presidente Cota, relativa alla decisione del Tar del Piemonte, che ha ordinato il riconteggio elettorale di circa 15 mila schede delle ultime elezioni regionali.
I legali dell’ex governatore Mercedes Bresso si dicono molto soddisfatti. “Il Consiglio di Stato – spiega l’avvocato Luca Di Raimondo – ha stabilito che con il riconteggio non c’è alcun danno grave per la Regione Piemonte, la cui attività amministrativa può andare avanti con regolarità. Inoltre – aggiunge – è stato detto che la certificazione dei voti prevede il contraddittorio tra le parti, che sono quindi entrambe garantite”.
La vicenda non poteva lasciare indifferenti i vertici del paese. Con una nota anche il presidente del Consiglio è intervenuto: “Mi auguro per il rispetto dovuto alla sovranità popolare, che non si voglia ribaltare per via giudiziaria la scelta dei cittadini piemontesi. La legge è chiara: chi vota una lista con una croce sola dà due voti, uno alla lista e uno al candidato presidente. A meno che non scelga di dare esplicitamente un voto disgiunto” si legge nel documento.

Tagli agli stipendi. Tra tanti dolori che la politica italiana ci regala, una piccola gioia ogni tanto fa capolino. L’ufficio di presidenza della Camera, sulla base delle indicazioni della manovra economica, ha deciso un taglio della retribuzione dei deputati di mille euro. Il taglio inciderà per 500 euro sulla diaria di soggiorno e per i restanti 500 sulla somma destinata al “rapporto eletto-elettore”, le risorse destinate anche ai “portaborse”.
Inoltre, La Camera dei deputati opererà un taglio complessivo nei prossimi tre anni di 60 milioni di euro, calcolati sul complesso di tutte le spese. La somma si aggiungerà ai risparmi, stimabili in 300 milioni di euro, conseguiti dalla Camera, in termini di riduzione della dinamica di crescita della dotazione, tra il 2006 e il 2010.
Il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, commenta euforico.  “Evviva! Sono particolarmente lieto della decisione assunta dall’ufficio presidenza della Camera, che ha recepito in toto il contenuto del mio emendamento alla manovra approvato in Consiglio dei ministri. L’emendamento è stato lo stimolo affinchè la Camera, nella sua autonomia, assumesse poi quelle decisioni che tutto il Paese attendeva”.

Tea Party. Anche in Italia prende piede la moda del Tea Party. Un avvenimento che si terrà il 31 Luglio a Forte dei Marmi, organizzato da Saba Giulia Zecchi, con la partecipazione di numerosi esponenti politici e non, tra cui Antonio Martino, Oscar Giannino, Carlo Stagnaro e Daniele Capezzone. L’evento verterà sul tema della pressione fiscale e si propone di creare in Italia un nuovo movimento culturale ispirato alla culturale liberale del Grand Old Party statunitense.

CARMINE FINELLI

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