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***Il commento***
CUCU’, LA LEGGE-BAVAGLIO NON C’E’ PIU’
di GAD LERNER

luglio 21, 2010 di Redazione 

Con l’emendamento che accoglie, di fatto, la proposta del presidente dell’Anm Luca Palamara di istituire un’udienza-filtro nella quale decidere cosa, del materiale intercettato, è di interesse pubblico e può essere diffuso e cosa no, la maggioranza fa dietrofront e manda in soffitta i propositi di far calare un velo di omertà sugli scandali che la cricca compie alle nostre spalle. Una vittoria dell’onestà e della responsabilità della nuova destra che sta emergendo nel nostro Paese, o meglio sta risorgendo dopo il quindicennale dominio berlusconiano dalle “ceneri” della grande destra nazionale di Giorgio Almirante. Una vittoria dell’opinione pubblica, adeguatamente motivata dalla nostra categoria. Una vittoria anche del giornale della politica italiana, che per primo denunciò i rischi che il ddl intercettazioni avrebbe comportato innanzitutto per la nostra sicurezza – molto prima che cominciassero le campagne degli altri grandi quotidiani – e che in queste settimane ha continuato ad informare su ciò che l’approvazione della legge avrebbe comportato per tutti noi, anche direttamente e concretamente. Chi perde? Nessuno. Perché un Paese nel quale le azioni illegali possono continuare ad essere scoperte è un bel Paese per tutti. Anche, pure se non lo sanno, per coloro che quelle azioni continuano a tentar di compiere. Il commento, all’interno, del conduttore de L’Infedele.

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

Con l’ammissione di Silvio Berlusconi che la legge sulle intercettazioni telefoniche lascia le cose così come sono, dopo l’emendamento governativo presentato ieri, possiamo finalmente festeggiare. Il premier ha firmato la resa. Fa dietrofront. La raffica di scandali in cui è coinvolta buona parte della nostra classe dirigente non è arrestabile con l’ennesimo provvedimento emergenziale di autotutela. Le indagini anticrimine devono fare il loro corso, i cittadini devono esserne informati. Il governo è costretto a prenderne atto. Dobbiamo dire grazie alla severità del Quirinale, all’abile gioco d’interdizione del presidente della Camera e di Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia, ma soprattutto alla mobilitazione dei cittadini. E per una volta si è mossa compattamente anche la categoria dei giornalisti, in difesa di una libertà che è di tutti. La legge-bavaglio non c’è più.

GAD LERNER

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