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Tremonti pronto a sganciarsi da Silvio (?) “Sì, c’è una questione morale dentro Pdl”

luglio 19, 2010 di Redazione 

Dice no ad ipotesi di governi di transizione, «non c’è alternativa a Berlusconi», ma prende le distanze dalla «cassetta di mele marce» rappresentata dalla cricca. Della quale fa parte, evidentemente, anche Denis Verdini. Manifesta ancora fedeltà al “capo” (?), ma fa capire che non si lascerà affondare con il resto del barcone. Come a dire, per ora non mi muovo, ma resto alla finestra: una mina vagante per il governo, di cui già – lo ha scritto tra i primi il giornale della politica italiana, lo dice esplicitamente ora, ad esempio, Lorenzo Cesa – Tremonti è un primo ministro de facto. Giulio che, secondo alcuni, tra cui il nostro Crespi, fu l’orditore delle presunte trame ai danni del presidente del Consiglio nei giorni degli scandali sessuali e, in seguito, delle vicende di corruzione che hanno lam- bito l’esecutivo. Insomma, Silvio ha poco da stare tranquillo. Il commento, all’interno, di GAD LERNER

Nella foto, Giulio Tremonti: calma

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di GAD LERNER

Fossi in Silvio Berlusconi, leggerei con molto sospetto le due pagine di intervista che Giulio Tremonti ha concesso ieri a Massimo Giannini di “Repubblica”. Le rassicurazioni sull’inattualità di un governo tecnico o di unità nazionale sono accompagnate dal riferimento esplicito alla questione morale in cui sta implodendo il Pdl. Il ministro dell’Economia parla del Popolo della libertà come se non ne facesse parte, lo guarda da fuori con tono leggermente schifato. Parla di una “cassetta di mele marce”, lasciando intendere che il giudizio comprende pure il coordinatore nazionale del partito, Denis Verdini. Certo lui non si immolerà per difendere certi figuri di cui il primo ministro si è circondato.

GAD LERNER

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