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***L’analisi***
IL LEGHISMO AL GOVERNO
di GAD LERNER

luglio 18, 2010 di Redazione 

Con lo smarca- mento di Fini e un presidente del Consiglio indebolito dagli scandali ora sono Bossi e compagni ad avere il pallino dell’azione di governo (fatti salvi, naturalmente, i provvedimenti necessari alla salvaguardia di Berlusconi). E tutto questo assume un carattere di sistema. La vicenda delle quote latte è emblematica. Molti allevatori hanno sforato il limite. La gran parte ha già pagato o sta pagando le multe. Una quota (è proprio il caso di dirlo?) minima, di furbi, si rifiuta. La Lega, spalleggiata da Tremonti, ottiene, attraverso l’approvazione di un emendamento in commissione Bilancio, una proroga del pagamento fino al 31 dicembre. Il che “salverà” i furbi a discapito, ovviamente, non solo degli onesti che hanno pagato, ma anche del Paese intero, che incorrerà – previsione del ministro Ronchi – in una procedura d’infrazione europea. La giustificazione degli allevatori multati è nel segno del protezionismo localistico: «Le quote ci fanno introdurre molto più latte in polvere e latte scadente proveniente da altri Paesi al posto del buon latte italiano». L’elevazione del leghismo (che qui si intreccia con il protezionismo tremontiano e con la “cultura” dello sfregio delle regole berlusconiana) a cultura del governo. Peccato che a rimetterci sarà, ancora una volta, il Paese. Il commento, all’interno, del conduttore de L’Infedele.

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

Giancarlo Galan ha l’aria di essere un buontempone sempre pronto a spassarsela, il che lo rende simpatico. Ma io ho smesso di prenderlo sul serio dal giorno in cui scrisse addirittura in un libro-intervista che lui non avrebbe mai fatto il ministro, perché non sopportava l’idea di vivere a Roma e non concepiva la politica altrove che in Veneto.

Naturalmente non lo pensava. Gli serviva solo bluffare in funzione anti-Lega quando sperava ancora di evitare il passaggio di testimone con Luca Zaia alla presidenza della Regione.

Allo stesso modo, dopo aver tuonato contro l’emendamento alla manovra con cui i leghisti hanno ottenuto la proroga al pagamento delle multe per infrazione europea degli allevatori furbi – alla faccia di quelli onesti, e a carico di tutti i contribuenti – Galan aveva minacciato di dimettersi da ministro dell’Agricoltura. I giornali di ieri lo ritraggono che brinda in compagnia di Calderoli & co. Ma non è della sua credibilità che mette conto parlare. La vicenda delle quote latte è istruttiva perchè evidenzia in modo lampante qual è la dinamica quotidiana nei rapporti fra Pdl e Lega. Il Popolo della libertà è un partito sfrangiato, ridotto all’impotenza. Come Galan, anche Andrea Ronchi aveva dichiarato che l’Italia non può permettersi di disobbedire alle direttive europee, se non altro per i danni che gliene conseguono. Gli fanno pat pat sulla spalla, dicendo che hanno ragione, senz’altro, ma poi Tremonti in Parlamento manda avanti il relatore della manovra a presentare l’emendamento leghista, senza neanche avvertire i ministri Pdl interessati.

L’episodio è minore, ma anticipa il futuro del centro-destra. Multato, forse squalificato, ma di certo molto più leghista che berlusconiano.

GAD LERNER

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