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Volevan sovvertire la nostra democrazia I carabinieri: “E Berlusconi sapeva tutto” Dov’è la voce tonante dell’opposizione?

luglio 17, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è un giornale onesto e responsabile. Figuriamoci se il Politico.it non capisce la delicatezza del passaggio e anche l’opportunità di verificare la possibilità di uscirvi in modo indolore. Ma a non capire la portata della situazione sembra essere, per contro, il Partito Democratico. Ci troviamo di fronte ad un tentativo di mettere sotto scacco il nostro sistema costituzionale, di cui – secondo le forze dell’ordine – era a conoscenza il capo del governo, mentre lo stesso esecutivo si prepara ad approvare una legge che impedirà di venire a conoscenza di tutta la restante parte di scandali e nuovi tentativi che si dovessero verificare. Qualcosa che in qualsiasi altro Paese avrebbe comportato immediatamente le dimissioni dell’esecutivo. Ci si sarebbe aspettato che il principale partito di opposizione alzasse forte la propria voce per stigmatizzare tutto questo e contribuire a suscitare nel Paese quel sentimento di indignazione che un’Italia stanca e ormai “abituata” a fenomeni di questo tipo non è più in grado di maturare da sé. Senza considerare che questa era, è un’occasione per erodere consenso. Il consenso non se ne va, da una parte, e non arriva, dall’altra, senza che ci sia qualcuno che spinga questo movimento. E invece, invece il Pd si esercita in goffi tentativi politicistici – subito rispediti al mittente, il che non ha sicuramente migliorato l’immagine e la percezione di “forza” (?) che Paese ha di Franceschini e compagni – di coinvolgere una parte finiana della maggioranza che i Democratici sembrano dimenticare essere parte organica del centrodestra. Ma al di là delle valutazioni, che restano opinabili, sulla possibile partita a scacchi, il punto è proprio che i Democratici sembrano non accorgersi – così come il Paese, ma da parte della forza che dovrebbe guidarla, l’Italia, è molto più inatteso (?) e grave – che è in atto, al contrario, un incontro di football americano. Il servizio sulla “mossa” dei Democratici, all’interno, è di Nicolò Bagnoli.          

Nella foto, Pierluigi Bersani

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di Nicolò BAGNOLI

Dario Franceschini propone ai deputati finiani di votare i sette emendamenti del Pd sul ddl intercettazioni: “Noi faremo una battaglia intransigente ma abbiamo anche il dovere di contenere il danno, e in quest’ottica abbiamo detto che avremmo votato o voteremmo gli emendamenti dei finiani e del relatore Bongiorno. Ora però siamo noi a chiedere a Fini e ai suoi di votare i nostri sette emendamenti che toccano punti a cui i finiani si sono riferiti nelle loro dichiarazioni e che modificano profondamente questo ddl e che dunque sono votabili, senza mettere in discussione l’appartenenza alla maggioranza di governo: insomma, si tratta di un sì o un no politico”.

Ma Bocchino non ci sta: “ll nostro voto favorevole andrà soltanto agli emendamenti del capogruppo Costa e della presidente Bongiorno. Il nostro obiettivo resta quello di rafforzare il partito facendolo uscire dalle secche in cui si trova e abbiamo la necessaria esperienza politica per non abboccare alle proposte di Franceschini”.

Nicolò Bagnoli

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