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Ma vediamo di cos’è accusato Cosentino Camorra e “P3″, i due capi di imputazione Ma sulla loggia c’è il rischio-svuotamento Camera potrebbe negare uso telefonate

luglio 14, 2010 di Redazione 

La notizia del giorno è dunque la calen- darizzazione prima dell’estate del voto sulla mozione di sfiducia – presentata dall’opposizione – al sotto- segretario in odore di camorra. Ma chi è veramente l’imputato Cosentino? Lo scopriamo. Ma vediamo anche cosa “rischiano” i processi a suo carico. Sì, avete capito bene: cosa rischiano i processi. Perché nel caso del dibattimento sulla nuova P2 la Giunta per le autorizzazioni della Camera ha già dato parere negativo all’utilizzo, in sede processuale, delle inter- cettazioni che lo inchiodano. E ci si può aspettare un “no” definitivo. di MASSIMO DONADI*

Nella foto, Dell’Utri e Cosentino

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di MASSIMO DONADI*

Per farsi un’idea di chi sia davvero questo signore, basta dare un’occhiata ai capi di imputazione che pendono sulla sua testa. Indagato a Napoli per concorso esterno in associazione camorristica. Oggi, si aggiunge l’iscrizione per associazione a delinquere e violazione della legge anti P2 nell’inchiesta di Roma.

Cosentino lavorava attivamente con l’imprenditore Martino, il faccendiere Carboni e il geometra Pasquale Lombardi, alla promozione di se stesso e alla demolizione dell’avversario Caldoro. Per questo, le sue dimissioni sono solo il primo atto.

Il Tribunale di Napoli, che lo sta processando per concorso esterno in associazione camorristica, e che già si è visto respingere dalla Camera la richiesta di arresto di Cosentino (che pure la Cassazione aveva giudicato legittima) rischia ora di vedersi svuotare il processo, qualora la Camera respinga la richiesta dei magistrati campani di poter utilizzare nel processo le intercettazioni che lo inchiodano (ed il timore è più che fondato, visto che la Giunta per le autorizzazioni a procedere, chiamata a dare un parere preventivo, ha già detto di no).

Siamo convinti che se il Parlamento impedisse ai magistrati di fare il loro dovere diventerebbe politicamente e moralmente complice di Cosentino. Per questo, Italia dei Valori chiederà di discutere al più presto possibile di questo e che lo si faccia in diretta televisiva in modo che ognuno si assuma le proprie responsabilità davanti al Paese.

Nel frattempo, speriamo che il sottosegretario Cosentino compia un atto di decenza istituzionale e si levi dai piedi. La sua permanenza al governo imbarazza ogni giorno di più l’intero Paese.

MASSIMO DONADI*

*Capogruppo alla Camera di Italia dei Valori

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