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E forse il 21 ci “libereremo” di Cosentino Dipietrismo? No, onestà e responsabilità Ed è prova del fuoco per la maggioranza

luglio 14, 2010 di Redazione 

Mercoledì prossimo Gianfran- co Fini ha calendarizzato il voto sulla mozione di sfiducia al sottosegretario in odore di camorra. Sposiamo pienamente la considerazione di Casini: «Non anticipiamo sentenze – Cosentino non è ancora stato condannato per nulla, rispetto all’accusa di concorso in associazione camorristica, ndr – ma esiste un problema di opportunità politica». Ecco il punto: garantismo, sì, certo, che significa non condannare preventivamente nessuno. E quindi “rispetto” nei confronti di Cosentino fino al verdetto. Ma contemporaneamente garantismo, permetteteci, anche per il Paese e per le istituzioni. Garantismo nel senso di garantire loro (a tutti noi) che il governo non sia presidiato da personaggi che possono – sfruttando appieno il loro inserimento, quindi in qualche modo colpendoci alle spalle, o agendo da traditori – favorire l’anti-Stato, la criminalità organizzata, che non aspetta altro che di avere proprie “teste di ponte” nelle istituzioni per potere manovrarle nella lotta contro loro stessi e prendersi un po’ dei nostri soldi, per poi usarli contro di noi. C’è il problema di evitare che la giustizia si metta a fare politica, ovvero di assegnare ai magistrati il potere di incidere sulla politica italiana. Che si può configurare nel momento in cui ad una semplice accusa si fanno seguire automaticamente delle dimissioni. Ma, intanto, non c’è nessun automati- smo: si tratta di valutare la gravità dell’accusa e il possibile “conflitto di interessi” (si fa per dire) nell’assolvimento delle proprie funzioni. E poi le dimissioni sono solo, appunto, un atto di garanzia: non devono coincidere con nessun riconoscimento anticipato di colpevolezza (che non sarebbe giusto ci fosse; ed è sicuramente necessario fare uno sforzo, soprattutto da parte dei media, per “migliorare” da questo punto di vista). Ma, semplicemente, assicurano all’accusato di potersi difendere liberamente e al Paese di non essere a rischio (palese) di inquinamento e deviazione. Il servizio con tutte le reazioni, all’interno, è di Nicolò Bagnoli.            

Nella foto, lo sconcerto del sottosegretario

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di Nicolò BAGNOLI

Il presidente della Camera Gianfranco Fini decide di far esaminare ai deputati fra la sera di mercoledì 21 e la mattina di giovedì 22 (dopo la discussione sul decreto legge di proroga delle missioni italiane all’estero) la mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, presentata dal Partito Democratico, Italia Dei Valori e Udc. I proponenti avevano chiesto a Fini di discutere della mozione quanto prima. La maggioranza era contraria, ma il presidente della Camera ha deciso diversamente, accogliendo appunto le richieste dell’opposizione. Ciò ha provocato reazione furibonde da parte dei capigruppo di centrodestra, a partire da Cicchitto: “Abbiamo confermato un netto dissenso rispetto alla ipotesi di calendarizzazione per la prossima settimana della mozione di sfiducia a Cosentino”. Gli fa eco Marco Regazzoni (il sostituito di Cota): “La decisione di Fini è grave perché contrasta con la maggioranza del Parlamento”.

A difendere il presidente della Camera ci pensa il suo portavoce, Fabrizio Alfano: “Può accadere che si scontenti l’opposizione, come è successo nel caso della calendarizzazione del ddl intercettazioni prima della pausa estiva, o che, come questa volta, si scontenti la maggioranza”.

Per l’opposizione, intervengono il leader dell’Udc Pierferdinando Casini ed il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini. Casini: “Abbiamo già presentato in passato la sfiducia a Cosentino e la voteremo. Siamo garantisti e non vogliamo anticipare verdetti – precisa Casini – ma c’è un problema di opportunità per chi sta al governo. La vicenda che ha coinvolto il governatore Caldoro è veramente una cosa preoccupante e vergognosa”. Franceschini: “Il voto della prossima settimana sulla mozione di sfiducia a Cosentino è un momento importante perché costringerà la maggioranza a un chiarimento. Il Pdl si è opposto sia alla calendarizzazione del provvedimento sia alla diretta televisiva che noi abbiamo chiesto e sulla quale Fini si è riservato di decidere”. L’altra mozione di sfiducia, sul sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, è stata rinviata a sdettembre. “A meno che non si sia già dimesso prima”, aggiunge Franceschini.

Nicolò Bagnoli

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