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Diario politico. ‘Ribaltamento della realtà’ Scoperchiato il progetto eversivo “P3″? Silvio: ‘E’ clima giacobino e giustizialista’ Ok dei finiani alla sfiducia a Cosentino? “Chi la vota sarà fuori dalla maggioranza”
Sì alle intercettazioni contro crimine? “Attentato alla privacy dei cittadini”

luglio 14, 2010 di Redazione 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Ricordate? Era il primo dei due confronti televisivi tra i nostri candidati premier alle politiche del 2006. Il presidente del Consiglio (allora uscente) accusò ripetutamente Romano Prodi di compiere un «totale ribaltamento della verità». Lo stesso che Berlusconi mette costantemente in pratica per indurre il Paese a “vedere” un realtà diversa da quella che si vede con occhi democratici. Un gioco pericoloso per (appunto) la democrazia, per il quale tutto diventa possibile, purché sia Berlusconi a dirlo. Preoccupa che ci siano milioni di italiani priv(at)i di quella capacità critica necessaria a non farsi abbindolare dal «ribaltamento della realtà». Tre esempi. Le autorità giudiziarie portano alla luce il progetto eversivo della nuova P2? Gli arresti per fermare questo tentativo diventano un eccesso di giustizialismo, e la colpa non è di chi vuole stravolgere il sistema democratico ma della giustizia del nostro Paese. Bocchino e gli altri fedelissimi del presidente della Camera annunciano di essere disposti a votare con il centrosinistra una mozione di sfiducia nei confronti di Cosentino, un personaggio in forte odore di camorra l’inopportunità della cui presenza al governo viene confermata dalle trame della stessa “P3″ per farlo candidare alla guida della Regione Campania al posto di Caldoro? Per Berlusconi è chiedere la sfiducia di Cosentino motivo per essere espulsi dalla maggioranza, e non l’inopportunità del sottosegretario. Infine, il ddl intercettazioni al quale ci siamo dedicati nel corso della giornata di ieri: si difende la legalità nel nostro Paese e si vuole evitare che la criminalità possa dilagare questa volta per davvero «a nostra insaputa»? Il problema è la privacy dei cittadini, come se non fosse chiaro che gli unici a dover temere per la propria privacy sono i personaggi che fanno e disfanno alle nostre spalle con i nostri soldi. Tre esempi del «ribaltamento della realtà» di cui Berlusconi accusava Prodi, salvo essere lui a compierlo. Come chiamarlo? Un ulteriore, totale ribaltamento della realtà. Il racconto della giornata, all’interno, è di Ginevra Baffigo.

Nella foto, il presidente del Consiglio: gambe corte o naso (più) lungo?

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di Ginevra BAFFIGO

Per il Pdl non sono giorni facili. Il premier avverte il surriscaldarsi del clima con un certo fastidio. In una nota diffusa da Palazzo Chigi denuncia «il clima giacobino e giustizialista nel quale alcuni stanno cercando di far ripiombare il nostro Paese». Si riferisce chiaramente all’inchiesta sull’eolico in Sardegna che compromette alcuni suoi fedelissimi. «Ancora una volta – promette Berlusconi – metterò tutto il mio impegno personale, assieme a quello del governo e della coalizione da me guidati e legittimati costantemente dal sostegno dei cittadini, per impedire che si ritorni a un passato che gli italiani non vogliono più». «Intendo restare fuori dalle artificiose burrasche scatenate dalla vecchia politica politicante e da quanti – e qui il rifermento al presidente della Camera sembra palesarsi – in maniera irresponsabile, giocano una partita personale a svantaggio dell’interesse di tutti».
«Il Paese, in questa fase di uscita dalla crisi economica globale, ha bisogno di scelte precise e di responsabilità e quindi di una piena governabilità», rimarca ancora il presidente del Consiglio. «Il governo ha a cuore l’interesse dei cittadini e perciò intende portare a rapida approvazione la manovra che stabilizzerà il bilancio pubblico come ha chiesto l’Europa, pure in presenza di una situazione migliore dei nostri conti rispetto agli altri partner europei».
Ma è in casa che si gioca la vera partita. Il senator Marcello Dell’Utri ed il sottosegretario all’economia Nicola Cosentino sono stati iscritti sul registro degli indagati della Procura di Roma, nell’ambito dell’inchiesta sull’eolico per la quale è finito in carcere Flavio Carboni. I finiani ribadiscono la richiesta di dimissioni per Cosentino, e «valuteranno» eventuali mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni, malgrado non vogliano votare in dissenso dal gruppo del Pdl.
La replica di Berlusconi è secca: «Chi vota con l’opposizione è fuori dalla maggioranza». Berlusconi traccia così la linea: non si possono chiedere le dimissioni di esponenti del governo, a seguito di indagini ancora in corso, se si vuole restare nel Pdl.
Le parole del Cavaliere pesano ancora nell’aria, ma Bocchino non indietreggia e spiega l’istanza dei finiani: «Noi siamo convinti che questa inchiesta – ribadisce il luogotenente di Fini – al di là dei profili penalmente rilevanti che appaiono essere deboli rispetto a un’accusa così complessa, pongono a Berlusconi un problema di opportunità circa la presenza di Verdini al vertice del partito, così come c’è un problema di opportunità sulla presenza di Cosentino al governo e alla guida del Pdl in Campania». Poi sui conflitti interni scatenati attorno al caso sull’eolico: «Se c’è qualcuno su cui bisogna discutere sono quei dirigenti che stanno creando un problema all’immagine del partito per i loro comportamenti, e non chi chiede invece pulizia morale all’interno del Popolo della libertà».
A fargli eco sulla battaglia di legalità, l’altro finiano Enzo Raisi: «Quando ci mettemmo di traverso per la candidatura di Cosentino in Campania, fummo accusati come al solito di sabotare. Oggi invece ci danno ragione. Chi ha buona memoria può verificare che le battaglie di legalità all’interno del Pdl fanno solo bene al partito». «Io sono un garantista – aggiunge Raisi – e lo sarò sempre, ma quando gli episodi si accavallano e quando c’è anche un mandato di arresto, la cosa diventa anche un po’ pericolosa. E credo che Cosentino dovrebbe risolvere questa situazione».

Sì europeo alla manovra. Il testo della manovra è «uguale o anche migliorato rispetto a quello che è entrato» in Parlamento, «come quantità e come qualità», dice il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, al termine dell’Ecofin (la riunione dei ministri economici e finanziari dell’Unione europea). «Non c’è stato alcun arretramento sulla linea dei numeri e delle norme – conferma il ministro a Bruxelles – anzi, su alcuni punti c’è stato un avanzamento. È stato valutato come l’Italia abbia adottato misure effettive ed adeguate, perfettamente in linea con gli impegni presi». E tra i miglioramenti, secondo Tremonti, c’è «la più grande riforma delle pensioni fatta in Europa quest’anno».
Toni entusiastici che non vengono smentiti, ma al contrario, rafforzati dal giudizio dell’Ecofin, secondo cui il governo italiano ha finora rispettato gli impegni europei sul fronte della riduzione del deficit e del risanamento delle proprie finanze pubbliche. Dati i risultati la giunta di ministri non poteva che dare il via libera alla manovra, notando che le misure prese dal governo siano «conformi alle raccomandazioni» esposte dalla Commissione e dal Consiglio Ue. «La manovra», aggiunge Tremonti, «doveva comunque essere fatta. Il contesto europeo l’ha resa più organica».
Il titolare di via XX settembre torna sulle pensioni. L’emendamento che avrebbe fatto saltare il limite di 40 anni per i contributi utili per la pensione «non era un refuso», al contrario di quanto sostenuto da Sacconi, ma il tentativo di rendere ancora più efficace la manovra all’esame delle Camere. «Abbiamo cercato di mettere dentro anche quello… ma alla fine non era quello convenuto e lo abbiamo tolto. Non era un refuso ma un tentativo di ulteriore rigore». Per poi concludere con tono trionfante: «Un’importante riforma delle pensioni è stata fatta passare in Italia con un emendamento senza che si facesse un solo giorno di sciopero».

Debito pubblico, nuovo record. Tremonti incassa il plauso europeo, ma tornato in patria deve fare i conti con il debito. Bankitalia pubblica infatti dei dati poco rassicuranti: il debito pubblico italiano a maggio ha toccato i 1.827,1 miliardi di euro. Aumenta di 15 miliardi rispetto al mese precedente. Dalla fine del 2009 il valore del debito italiano è dunque salito di 65,8 miliardi: un incremento del 3,7%. E già in aprile il debito si era attestato a 1.812,8 miliardi.
Tra gennaio e maggio, continuando la lettira dei dati forniti da Bankitalia, è rallentato il calo delle entrate fiscali. Il gettito tributario ha subito infatti una contrazione dell’1,3%, invertendo sensibilmente la flessione che nei primi 4 mesi era stata dell’1,8%. Il supplemento Finanza Pubblica del Bollettino Statistico di Palazzo Koch non lascia spazio a equivoci: i numeri sono nero su bianco. A maggio il gettito incassato ma non contabilizzato mostra un incremento dello 0,7%: gli incassi contabilizzati ammontano a 28.239 milioni contro i 28.035 dello stesso mese dell’anno precedente.
Carta canta. Eppure sul nuovo record del nostro debito pubblico Tremonti non si scompone: «La rilevanza del debito pubblico a livello nominale è di importanza fondamentale ma non esclusiva».
«Non farei cambio con Paesi che hanno un debito pubblico meno elevato ma quello privato quattro volte il nostro». Secondo il titolare dell’Economia, del debito vanno piuttosto monitorate sostenibilità e tendenza, «debito delle famiglie, situazione del sistema bancario, commercio estero, bilancia dei pagamenti e sistema pensionistico». Tremonti insiste: il concetto di debito sta progressivamente cambiando anche a livello Ue: bisogna tener conto delle diverse variabili da accostare al livello numerico. Il caso portoghese insegnerebbe pertanto quanto più «contagioso» sia l’indebitamento del settore privato rispetto a quello pubblico.

Ginevra Baffigo

Commenti

One Response to “Diario politico. ‘Ribaltamento della realtà’ Scoperchiato il progetto eversivo “P3″? Silvio: ‘E’ clima giacobino e giustizialista’ Ok dei finiani alla sfiducia a Cosentino? “Chi la vota sarà fuori dalla maggioranza”
Sì alle intercettazioni contro crimine? “Attentato alla privacy dei cittadini”

  1. Mario on luglio 15th, 2010 00.34

    Il ribaltamento della realtà è un gioco che si fa quando si è in difficoltà. Non c’è dubbio che Berlusconi sia in difficoltà all’interno della propria maggioranza e che tenti di tirarsene fuori con questi giochi un po’ stucchevoli. Ma questo vale per i primi due punti. Il terzo è invece il contrario. Questo giornale che ha trasformato dei giornalisti in addetti stampa , insieme alla sinistra, non ha argomenti seri per andare contro il ddl sulle intercettazioni (tanto è vero che in altri tempi lo volevano ancora più duro) per cui trovandosi in difficoltà nell’andare contro il DDL ribaltano la realtà. La lettura chiara del DDL impedisce di dire che tale DDL andrebbe a nuocere alle indagini. Nessuna verrebbe fermata tantomeno ostacolata. Ma questo è il messaggio che il PD ha lanciato e questo dal megafono del “il politico” o da altri giornali deve uscire.
    A questo punto una riflessione. Perché dovrei delegare ad un mio diritto sancito dall’art 15 della costituzione? Per sapere di più quello che succede? Ma se quello che succede me lo raccontate voi che alterate la realtà cosa ottengo? Delego ad un mio diritto solo per sapere non la verità ma quello che mi volete fare sapere e nella maniera che voi volete che io sappia. Alla fine cosa ottengo? Non ho più un mio diritto e non conosco la verità..di fatto sarei sotto il vostro regime…bel guadagno…

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