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Bocchino: gravi intercettazioni su Verdini Ma se ora passa il ddl non sapremo nulla Allora nuova P2 sarà libera di manovrarci Innocenzi: “Liberali, sicuri di volere ciò?”

luglio 12, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è il luogo privilegiato del dibattito pubblico della nostra politica. Ma sulle nostre pagine si alternano solo le maggiori firme e i giovani più interessanti del panorama politico italiano. Per un dibattito all’altezza di quello che dovrà essere il futuro del nostro Paese. Oggi un grande Crespi “morale” tra Mondiale e nostra politica. Poi l’intervento di Simone Bressan, uno dei più promettenti nella metà campo di centrodestra. E ora Giulia, che dopo il grande successo del pezzo con cui ha smontato il ddl Meloni torna con un affondo a quanti, professandosi liberali, sostengono la tesi della “priorità alla riservatezza” brandita dal presidente del Consiglio per racimolare un po’ di consenso intorno alla cosiddetta legge-bavaglio. Bavaglio che, ci spiega la co-conduttrice di Santoro ad Annozero, nel caso dell’inchiesta sull’eolico che porta alla luce l’esistenza di una nuova congrega d’affari e politica che avrebbe tentato di influire sul regolare svolgimento della nostra vita appunto politica e giudiziaria, andrebbe a nasconderci la verità sul ruolo e sul comportamento del coordinatore Pdl, che un suo compagno di partito, per quanto dissidente della fronda finiana, definisce privi probabilmente di rilievo giudiziario ma tali da rendere inevitabili le dimissioni. Ovvero, care lettrici, cari lettori, stanno cercando di impedirci di sapere cosa un uomo che ha un peso rilevantissimo nella politica italiana – è, di fatto, il numero due (o tre, con Letta) del presidente del Consiglio – ha fatto che, a detta dello stesso Bocchino, non è per così dire proprio nell’interesse del Paese. Ora, di fronte a que- sto, regge la tesi della riservatezza? Prova a districa- re la questione – per chi non vuole capire – Giulia. All’interno.

Nella foto, Giulia Innocenzi

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di GIULIA INNOCENZI

Mi rivolgo agli amici liberali, quelli con cui mi confronto in questi giorni sul tema delle intercettazioni, visto che molti di loro sono a favore del ddl intercettazioni nella parte in cui si stabilisce che queste non vadano pubblicate, mai.

Prendiamo ad esempio quello che ha detto Bocchino:

Sarà quello che verrà fuori che porterà Verdini a dimettersi: noi abbiamo visto finora solo una parte delle intercettazioni, quella relativa alle responsabilità addebitate agli altri indagati. Ma quando emergeranno le intercettazioni, è difficile che riesca a resistere. [...] Credo che ci sia ben poco dal punto di vista penale, ma per il resto pongono un grave problema di opportunità.

Bocchino si riferisce all’inchiesta sull’eolico in Sardegna, dalla quale Verdini (fanno sapere dal suo staff) non avrebbe ricevuto neanche un avviso di garanzia. E’ lo stesso Bocchino, infatti, a specificare che forse dal punto di vista penale non c’è niente. Infatti, una cosa sono le inchieste giudiziarie, una cosa l’opportunità politica: non tutto ciò che in politica è deprecabile e a dir poco sconveniente è penalmente perseguibile.

Ora, secondo gli amici liberali, queste intercettazioni non andrebbero pubblicate. Fra poco potrebbero essere accontentati: il 29 luglio partirà la votazione alla Camera e il ddl intercettazioni potrebbe diventare legge.

Cosa succederebbe a quel punto? Molto probabilmente, quello che Bocchino ha potuto leggere “nelle 60 pagine del gip” verrebbe trasferito in un riassunto redatto da non si sa chi, e soprattutto vicino a chi, e pubblicato solo alla fine delle indagini. Il che significa che Verdini intanto continuerebbe a farsi gli affaretti suoi e di quella che si delinea come la nuova P2, riuscirebbe forse a destituire un rispettabile uomo delle istituzioni per un Cosentino condannato per camorra qualsiasi, e a farsi un sacco di soldi in altre imprese tipo quella dell’eolico mettendo i soldi nella sua banca, rimanendo ovviamente coordinatore del Pdl e deputato della Repubblica. Tutto ciò assolutamente indisturbato e con un’opinione pubblica all’oscuro di tutto.

Allora, amici liberali, non è proprio la libertà di stampa il diritto fondamentale che porta al compimento dell’einaudiano “conoscere per deliberare”?

Non abbiamo ancora imparato la lezione dei padri costituenti americani, che con le parole di Jefferson già duecento anni fa ritennero che:

Il nostro primo obiettivo dovrebbe essere dunque, di lasciare aperte all’essere umano tutte le vie che portano alla verità

?

No perché, amici liberali, potete sempre decidere di preferire Berlusconi a Jefferson, quando dice che:

La libertà di stampa non è un diritto assoluto.

Sono liberale anch’io, e qualcosina me l’hanno fatta pure studiare. Questa storia della “riservatezza” non si regge in piedi, e fra Jefferson e Berlusconi, mi sa tanto che è più liberale il primo.

Allora amici liberali, ancora convinti che queste intercettazioni non vadano proprio pubblicate?

GIULIA INNOCENZI

Commenti

One Response to “Bocchino: gravi intercettazioni su Verdini Ma se ora passa il ddl non sapremo nulla Allora nuova P2 sarà libera di manovrarci Innocenzi: “Liberali, sicuri di volere ciò?”

  1. Mario on luglio 12th, 2010 22.30

    Certo che sono convinto. E se usasse il buon senso e la ragione invece che la pancia lo sarebbe anche lei.
    Far funzionare le cose negando una libertà fondamentale sancita dalla costituzione non è mai una buona cosa. Siete esattamente come quei leghisti che per evitare che gli extracomunitari delinquano gli negherebbero tutte le libertà. Esaltate la costituzione contro Berlusconi e poi vi scordate l’art 15 (che permette ai giudici di indagare ma non ai giornali di pubblicare). Sono mesi che dico che l’ipocrisia è il peggior nemico della morale. E i giornalisti dimostrano di credersi una casta intoccabile (visto che le proteste sono state bipartizan).

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