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***Dal Mondiale alla politica italiana/2***
ARIDATECE ER PORPO PAUL
di ANDREA SARUBBI*

luglio 12, 2010 di Redazione 

Secondo momento dell’excur- sus (ma non troppo) sul Campionato del Mondo. Prima la politica vera, con Crespi che trae la lezione di cui abbiamo letto dalla finale di ieri. Ora la nostra politica, affrontata satiricamente dal deputato del Partito Democratico che scrive una lettera al direttore dell’acquario di Oberhausen che ospita il cefalopede che ha azzeccato tutti i pronostici delle partite della Germania al Mondiale, più la finale, scegliendo di volta in volta – entrandoci – l’urna associata alla bandiera della nazione vincente. Gli scrive per chiedergli di ridarci il polpo, del quale sono state verificate le “origini” (è stato pescato nel mare al largo dell’isola d’Elba) italiane. Affinché Paul possa risolvere, per noi, i dilemmi sui quali si decidono i prossimi anni di politica italiana, e dunque del Paese. Ma sentiamo la satira (ma, ancora, non troppo) di Sarubbi.

Nella foto, Paul pronostica la vittoria della Spagna

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di ANDREA SARUBBI*

Avevo pensato ad un mandato di estradizione, ma non trattandosi di una persona pare che non sia possibile. Poi mi è venuto in mente l’Ufficio III della Farnesina, quello che si occupa della restituzione di opere d’arte illecitamente trafugate, ma l’oggetto in questione non è neppure un quadro del Botticelli. Provare con una rogatoria mi sembrava troppo, per non compromettere i rapporti diplomatici con un Paese amico. Così l’ho buttata sul sentimentale, sperando che pure i tedeschi abbiano un cuore.

Gentile direttore del Sea Life di Oberhausen,
nell’ultimo mese abbiamo scherzato tutti sui mondiali, sulle abilità divinatorie del simpatico polpo Paul, ma ora che non c’è più nessun risultato calcistico da pronosticare La supplichiamo di ascoltarci. Avevamo creduto, fino a ieri, che il cefalopode fosse di origine britannica, come da voi dichiarato nella sua biografia ufficiale, ma sul Bild am Sonntag di oggi abbiamo scoperto che Paoletto è uno di noi. Chieda conferma alla Sua dipendente Verena Bartsch, istruttrice dell’animale, che ha ammesso di averlo catturato con le proprie mani al largo dell’isola d’Elba: il polpo è italiano, ed è qui – nelle acque del Tirreno – che ha lasciato la sua famiglia. La moglie ne ha perso le tracce da tempo, i figli ne sentono la mancanza, gli amici lo rimpiangono. Lo faccia tornare a casa, la preghiamo, almeno per un po’: giusto il tempo di risolvere qualche problemino domestico e poi glielo rimandiamo in tempo per i Mondiali del 2014, quando ogni cosa sarà messa a posto.
Vede, stimatissimo direttore, nei prossimi anni qui in Italia abbiamo ancora due o tre faccendine da risolvere. La prima è la formazione dell’attuale maggioranza di governo, perché pare che Berlusconi voglia far fuori i finiani per metterci l’Udc, ma la Lega – che odia Fini – non sopporta neppure Casini, e quindi il povero Silvio si trova in mezzo al guado. La seconda è la sorte dell’opposizione, perché se si votasse oggi non sapremmo neppure chi è il candidato premier di Centrosinistra, e Lei capisce che sarebbe un bel guaio. La terza è più interna al Pd, e riguarda la nostra stessa identità: a due anni e mezzo dalla nascita, infatti, non ci è ancora ben chiaro se il Partito democratico debba essere riformista o piazzaiolo, o entrambe le cose, o nessuna delle due. Infine, ce ne sarebbe una quarta, la più importante di tutte: nel 2013 il Parlamento sarà chiamato ad eleggere il nuovo presidente della Repubblica, la prima carica dello Stato, e sbagliare quel nome significherebbe metterci nei guai fino al 2020.
Restiamo in trepidante attesa di una risposta, illustrissimo, certi della Sua comprensione e del Suo grande senso di responsabilità.

Potremmo fare una petizione su internet. Se qualcuno di voi conosce il tedesco, mi aiuti a tradurre, perché la faccenda – come capite – è terribilmente seria.

ANDREA SARUBBI*

*Deputato del Partito Democratico

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