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Bocchino: ‘Siamo in grado di fare cadere’ Allora Silvio cerca di (ri)annettere Casini Ma poi: “Libertà stampa non è un diritto” Gad: “Non vuole si sappia di Verdini&co.” Ma proprio per questo ci sarà la crisi (?)

luglio 10, 2010 di Redazione 

Il luogo- tenente di Fini si lascia scappare quello che pensa veramente (anche se poi cerca di smentire; ma c’è il video che lo inchioda) e, di fatto, annuncia che il count down è iniziato. Ce ne siamo accorti (prima degli altri) noi (che avevamo previsto il redde rationem nel Pdl settimane prima della direzione nazionale dello strappo) ma soprattutto se n’era già accorto il presidente del Consiglio, che sa di non potersi più fidare del presidente della Camera. E allora, approfittando del blackout dell’informazione, riunisce a casa di Vespa (niente meno) i poteri forti (Bertone, e con lui la Chiesa; la finanza con Geronzi) più il governatore della Banca d’Italia Draghi (il possibile “capo della filibusta” di un governo di transizione che sostituisca il suo?) e, appunto, il leader Udc. E contando sull’avere tutte le pedine-chiave allo stesso tavolo prova a vincere la partita con una mossa sola. Ma il re (lui o Fini?) (non) capisce che il progressivo sgretolamento della base di questa legislatura e del suo governo è dovuto proprio a sparate (e a tentazioni) come quella di stamattina: ennesimo attacco alla libertà di stampa, ribaltando il fondamento di ogni democrazia: senza di essa non ci può essere. Appunto. Lerner, all’interno, ci racconta cosa, ad esempio, non verremmo mai a sapere se il ddl intercettazioni venisse approvato e, soprattutto, se il controllo del premier sull’informa- zione aumentasse (excursus sull’inchiesta sull’eolico che compiamo oggi dopo lo sciopero). E proprio per questo: a) – Berlusconi la vuole limitare; b) – ha perso il sostegno di Fini, e non avrà quello di Casini. E il suo governo rischia (?) di cadere.       

La vignetta è di theHand

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di GAD LERNER

“Il Giornale” è andato in edicola contro il bavaglio. Difatti, per la libertà di stampa, censura la cena con Flavio Carboni a casa Verdini…

Leggo nelle motivazioni dell’arresto del faccendiere che nel settembre dell’anno scorso si tenne con lui, Marcello Dell’Utri e alcuni magistrati questa riunione a casa di Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, allo scopo di mettere a punto una strategia di pressione sulla Corte Costituzionale prima che si riunisse per decidere le sorti del lodo Alfano, quello che doveva garantire l’immunità processuale al primo ministro. So che Carboni è coinvolto con Verdini nel business dell’energia eolica in Sardegna.

Ma mi chiedo: che razza di mestiere fa il coordinatore del più grande partito italiano? E’ normale, secondo voi, che riunisca simili figuri per discutere della sorte delle alte cariche dello Stato? E che si incontri nell’ufficio di Gianni Letta con degli imprenditori dell’edilizia per pianificare gli appalti nell’Abruzzo terremotato?

In una intercettazione telefonica il suddetto Verdini confidava a un amico di aver rifiutato la carica di ministro dell’Ambiente perchè incompatibile con la presidenza della sua banca fiorentina. Nobile argomento per un uomo politico che, in teoria, dovrebbe dedicarsi agli interessi della collettività. Evidentemente nel Pdl si sono convinti, grazie all’esempio del capo supremo, che il senso dello Stato in Italia debba coincidere con il senso degli affari.

GAD LERNER

Commenti

One Response to “Bocchino: ‘Siamo in grado di fare cadere’ Allora Silvio cerca di (ri)annettere Casini Ma poi: “Libertà stampa non è un diritto” Gad: “Non vuole si sappia di Verdini&co.” Ma proprio per questo ci sarà la crisi (?)

  1. Mario on luglio 11th, 2010 10.21

    Chiaro editoriale scritto sotto dettatura, da chi fa coincidere la propria libertà a quella dettata dalla volontà del suo partito di riferimento. La libertà di stampa non è un valore assoluto (come per esempio quello alla salute) in quanto viene limitato dalla libertà individuale, ad esempio, dalla libertà di dire in privato quello che si vuole senza vedersi pubblicato il proprio discorso. Questo ha detto chiaramente Berlusconi se poi i giornalisti smettono di fare il proprio mestiere e iniziano a fare i giornalai o peggio gli addetti stampa come su “il politico” …

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