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Ora Brancher si ‘sacrifica’ per Berlusconi E’ l’annuncio delle dimissioni da ministro Un primo atto del “ghe pensi mi” di Silvio

luglio 5, 2010 di Redazione 

E’ comin- ciato il giro di valzer dettato dal presidente del Consiglio. In un colpo solo il Cavaliere toglie la spina più dolorosa dal fianco della maggioranza; getta acqua sul fuoco dei rapporti con Fini (Bocchino: «Un ottimo inizio»); disinnesca la bomba del voto di fiducia proprio su Brancher che giovedì avrebbe potuto segnare il de profundis del governo. Dopo le fibrillazioni degli ultimi giorni, un grande inizio di settimana per Berlusconi. Che tuttavia potrebbe non bastare: per Fini la situazione sarebbe irrecuperabile, ma per un semplice dato di fatto: il cofondatore del Pdl ha scelto una strada diversa da quella del Cavaliere, e finché non ci fosse la «separazione consensuale» invocata dai colonnelli del premier i litigi, e quindi i rischi per la tenuta della maggioranza e per la tenuta del consenso, della maggioranza – nel centrodestra hanno ben chiara la fine fatta dal governo Prodi – saranno difficili da evitare. Il presidente della Camera non vuole comunque assumersi la responsabilità dello strappo, che rischierebbe di porlo in una condizione di inferiorità e di isolarlo anche rispetto a parte del (proprio) elettorato. Mentre così è ben saldo «nella Costituzione» e nella legalità e, insomma, può esprimere il dissenso senza pagare (lui) dazio. Ma lo paga Berlusconi. Il giornale della politica italiana invita nuovamente il presidente del Consiglio a rilanciare, nell’interesse suo e del Paese: basta la sua disponibilità per risolvere la questione senza perdere (a nessun livello) la partita. Il servizio sulle dimissioni di Brancher, intanto, all’interno, è di Stefano Catone.

Nella foto, Aldo Brancher stamane in aula (di tribunale)

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di Stefano CATONE

Aldo Brancher ha annunciato, durante l’udienza del processo Antonveneta a Milano, che lascerà la guida del ministero per l’Attuazione del federalismo.

La dichiarazione è stata preceduta dalla rinuncia al legittimo impedimento: “Pensavo di dover privilegiare per un breve periodo gli obblighi verso il mio Paese ma siccome questa idea è stata indebitamente strumentalizzata ho fatto diverse scelte: prima di tutto nel rispetto della mia famiglia e poi anche perchè finiscano le strumentalizzazioni e speculazioni”. Così di fronte al giudice monocratico Annamaria Gatto. “La mia presenza è un segno di rispetto per il tribunale. Sono qui a difendere la mia innocenza” ha concluso il ministro dimissionario.

Per quanto riguarda il processo, Brancher – imputato, assieme alla moglie, per 420mila euro di appropriazione indebita – ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato e incondizionato e a porte chiuse.

Decisivo per le dimissioni sembra essere stato l’incontro chiarificatore tra Brancher e Berlusconi, durante il quale il premier lo avrebbe convinto. Sarebbe quindi un primo passo per calmare le acque in casa Pdl, in attesa di giornate che potrebbero essere cruciali per il governo. In questo senso, appaiono rivelatrici le parole di Italo Bocchino: “Chapeau a Brancher. Con le sue dimissioni e la rinuncia al legittimo impedimento il ministro ha sgombrato il campo dagli equivoci e favorito la soluzione di uno dei problemi più spinosi interni al Pdl. Ci fa piacere aver avuto ragione difendendo in maniera pignola il principio di legalità”.

Esultano le opposizioni, anch’esse impegnate nella battaglia per la legalità: “Le dimissioni del ministro Brancher sono una vittoria del Pd e dell’opposizione”: così Dario Franceschini. Secondo Leoluca Orlando si tratta di “un altro gravissimo episodio a conferma di un progetto oggettivamente eversivo dell’attuale governo”.

Stefano Catone

Commenti

One Response to “Ora Brancher si ‘sacrifica’ per Berlusconi E’ l’annuncio delle dimissioni da ministro Un primo atto del “ghe pensi mi” di Silvio”

  1. Giulio Carlo on luglio 5th, 2010 12.29

    ““Pensavo di dover privilegiare per un breve periodo gli obblighi verso il mio Paese”. Che altruismo, degno di ammirazione! Sono commosso, di galantuomini come lui ormai se ne è perso lo stampo …

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