Top

«Ghe pensi mi» Diario politico. Dopo il Tg La7 di Mentana

luglio 2, 2010 di Redazione 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Da stasera, care lettrici, cari lettori, lo avrete letto per ora solo sul giornale della politica italiana, c’è anche il Tg La7 di Enrico Mentana. Fino a ieri solo da noi, e su nessun altro giornale e tantomeno in tivù potevate ascoltare ogni sera il racconto completo della giornata della nostra politica, senza censure, sfornato con onesta e responsabilità nel solo interesse di tutti noi. Da oggi molto di quello che leggerete qui alla sera potrete sentirlo anche dagli schermi de La7, perché di Enrico Mentana il Politico.it condivide l’impostazione super partes e la volontà di avvicinarsi quanto più è possibile alla verità, che poi è l’essenza del giornalismo. Certo «la verità è sfuggente, stiamo ai fatti», diceva il premio Pulitzer Walter Cronkite. Allora per noi, come per Mentana, la verità non può che essere raccontare tutti i fatti, dare tutte le notizie. Vi consigliamo dunque di seguire prima il Tg La7 di Mentana e ascoltare la prima infarinatura sui fatti della giornata e poi di cliccare qui per il vero racconto completo. Diario che, vedrete, vi dirà tutto ciò che il Tg La7 stasera non vi ha detto, sulle notizie che il Tg La7, però, a differenza di tutti gli altri telegiornali, ha dato: Berlusconi che annuncia «ghe pensi mi», sì, con cui hanno aperto Tg1 e Tg5. Ma soprattutto Fini che attacca sul fronte della legalità e (ri)apre un (nuovo?) fronte dentro il Pdl, al punto da spingere Cicchitto a parlare per la prima volta di possibile «separazione consensuale». E poi Tremonti che accusa le Regioni di avere sbarellato nella gestione dei fondi Ue. Un grande Diario firmato, stasera, Carmine Finelli.

Nella foto, Enrico Mentana

-

di Carmine FINELLI

Giornata infuocata quella odierna. La politica italiana non perde mai il vizio della sterile polemica ed ancora una volta ci si ritrova in una serie di botta e risposta che alimentano uno scontro mai sopito. In primo piano le liti interne al Pdl che dopo lo scontro Bondi-Fini di ieri, appare aquantomai lacerato al suo interno. Al ritorno dai suoi viaggi internazionali, Silvio Berlusconi assicura che si occuperà di tutti i dossier che sono sul tavolo. “Sono tornato e adesso mi trovo qui, con una situazione italiana che mi pare non precisamente tranquilla”. Silvio Berlusconi in una intervista al Tg1 conferma: “Da lunedì prenderò decisamente in mano tutti i titoli che sono sul tavolo, dalla manovra finanziaria alla legge sulle intercettazioni, alla riforma della giustizia. Come dicono a Milano “ghe pensi mi”, da lunedì tutte queste cose andranno a buon fine”. In una successiva intervista al Tg5 ha ribadito la volontà di prendere in pugno le questioni aperte: “Quando faccio una cosa la faccio fino in fondo e con grande determinazione, con risultati concreti”. Berlusconi al Gr1 parla poi del rischio di spaccature nella maggioranza: “Se qualcuno pensa che le correnti possano provocare un raffreddore, in questo caso io sono certo di evitarlo. Ho trovato un po’ di ebollizione a casa, ma prenderò in mano la situazione con tutti i titoli dell’agenda politica e anche i temi che riguardano i temi delle correnti dei partiti, a partire da lunedì”.

Il Pd come al solito non perde occasione per rinfacciare al premier la presenza sui mezzi di comunicazione, anche se magari esponenti dell’opposizione (come Di Pietro o la Serracchiani) sembrano fare i presenzialisti tv di lavoro anziché i parlamentari. Il Pd fa quindi appello alla Vigilanza. “Quello che è successo con la “berlusconeide” a reti unificate è talmente più grave della già consueta faziosità che richiede un pronunciamento urgentissimo dell’autorità competente a vigilare sul settore – sostiene il senatore Vincenzo Vita, componente della commissione di vigilanza Rai – Per l’ennesima volta Berlusconi ha superato ogni limite”. E la presidente dei Democratici, Rosy Bindi: “Gli italiani sanno chi li governa malamente da due anni e a Berlusconi non basterà una intervista ai tg per recuperare le figuracce di queste settimane”.

Intanto, prosegue lo scontro all’interno del Pdl. “Al punto in cui siamo, in un lasso ragionevole di tempo, o si definiscono in modo serio i termini di una convivenza fondata su atteggiamenti positivi e costruttivi, oppure sarà più ragionevole definire una separazione consensuale”. Così Fabrizio Cicchitto nella nota in cui il presidente dei deputati Pdl lamenta che “c’è qualcuno che nel Pdl ha preso come modello la litigiosità del Pd e cerca di importarla all’interno del centro-destra, dimenticando che essa è stata una delle ragioni delle ripetute sconfitte del centro-sinistra. Anzi – continua – c’è chi sembra credere che la permanente rissa verbale sia la quintessenza della democrazia interna. In ogni caso – fa notare ancora Cicchitto – i problemi serissimi che ci stanno davanti non consentono di passare il tempo in una dialettica basata sulle note d’agenzia. D’ora in avanti ci dovremo concentrare sul sostegno all’iniziativa politica e di governo di Berlusconi e sulla definizione di un complesso di riforme sul quale sviluppare l’azione politica e parlamentare”.

Dai finiani arriva un commento positivo al “ghe pensi mi” del premier. “La notizia che il presidente Berlusconi in persona prenderà in mano da lunedì l’agenda delle questioni spinose di cui si sta dibattendo è positiva e ci rende ottimisti circa l’accoglimento delle nostre proposte di modifica sulle intercettazioni e sulla manovra – afferma in una nota Italo Bocchino – Quanto alla proposta di Cicchitto relativa all’ipotesi di una separazione consensuale l’unica cosa certa è che mai e poi mai lasceremo il partito politico che abbiamo immaginato prima di altri e costruito con passione ed entusiasmo conferendogli un grande patrimonio storico, politico, culturale, di classe dirigente e di elettori”.

A creare terreno fertile per lo scontro è sempre il caso Brancher. Nel Pdl sarebbe in corso una riflessione sul ruolo di Aldo Brancher nel governo. L’obiettivo è evitare il voto di sfiducia richiesto da Pd e Idv e in calendario l’8 luglio alla Camera.
Perciò il partito potrebbe chiedere al neoministro del Decentramento di fare un passo indietro. Oppure potrebbe essere lo stesso Brancher a decidere di farlo. L’ufficiale di collegamento con la Lega oggi è stato a palazzo Grazioli e dovrebbe vedere il presidente del Consiglio anche nel week end. “C’è una riflessione in atto, qualcosa potrebbe succedere. Non è stata presa ancora nessuna decisione” sottolineano da Via Dell’Umiltà.

A surriscaldare il clima ci pensa anche Niccolò Ghedini, deputato ed avvocato del premier, finito nel tritacarne delle dichiarazioni e delle repliche in merito alle affermazioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sul decreto intercettazioni. “I commenti del Quirinale sono assai pregevoli, ma c’è un Parlamento: spetta a quest’ultimo decidere, perché la valutazione del capo dello Stato non è su problemi di natura tecnica. Altrimenti dovrebbe farsi eleggere. La valutazione è sulla costituzionalità. Le criticità tecniche esulano dalla sua competenza”. Queste le dichiarazioni di Ghedini rilasciate in una intervista al Corriere della Sera. Parole che non passano certo inosservate.

Le dichiarazioni accendono l’ira dell’opposizione. “Ghedini è in completo delirio di onnipotenza. Oggi si è anche messo a fare il legale della maggioranza contro il Capo dello Stato. Con o senza incarico professionale, l’avvocato Ghedini straparla ignorando le norme della Costituzione, cosi come ha dimostrato con leggi aberranti da lui elaborate e dichiarate sistematicamente incostituzionali” afferma il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando, al quale fanno seguito le parole di Pierluigi Bersani. “Ho letto con imbarazzo le dichiarazioni di Ghedini – dice il segretario del Pd – nessuno può rivolgersi in questo modo al presidente della Repubblica, tantomeno uno che è avvocato e che dice di capire qualcosa di politica. Stiamo superando il segno si mettano al fresco un attimo e riflettano perché così non può andare”.

E sulle parole del suo collega di partito interviene anche il presidente del Senato, Renato Schifani che sembra prendere le distanze da Ghedini: “Napolitano non si commenta, si ascolta. Mi auguro sempre che ogni tensione si allenti facendo in modo che ci siano tempi e spazi adeguati per il dibattito su ogni provvedimento”.

Nel pomeriggio Silvio Berlusconi ha riunito a palazzo Grazioli i coordinatori del Pdl Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini, insieme ai presidenti dei gruppi di Senato e Camera, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto.

Ma oggi è davvero una giornata in cui la polemica la fa da padrone. Questa volta si tratta del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che ha sferrato un duro attacco alle regioni del Sud.
Secondo il ministro bisogna smetterla con la “cialtroneria di chi protesta solamente”. Tremonti intervenendo all’assemblea della Coldiretti si scaglia contro chi, al Sud, non fa gli interessi del cittadino e non spende i fondi messi a disposizione dall’Ue. “L’agricoltura italiana – dice il ministro – ha tenuto nella crisi, anche nel Sud. Anche se i problemi ci sono”. Nel suo incontro di ieri con il commissario Ue ai fondi europei si è sottolineato il fatto che per il Sud c’è stato uno stanziamento nell’ambito del programma comunitario 2007-2013 pari a 44 miliardi di euro dei quali ne sono stati usati solo 3,5. “Uno scandaloso percorso” secondo il titolare del dicastero di via XX Settembre. “Mentre cresceva la protesta contro i tagli subiti, aumentavano i capitali non usati. Più il Sud declinava, più i fondi salivano. Questa cosa è di una gravità inaccettabile». E la colpa – ha aggiunto – «non è dell’Europa, dei governi di destra o di sinistra, ma è colpa della cialtroneria di chi prende i soldi e non li spende. E siccome i soldi per il Sud saranno di più e non di meno nei prossimi anni allora non si può continuare con questa gente che sa solo protestare ma non sa fare gli interessi dei cittadini” conclude il ministro.

Carmine Finelli

Commenti

One Response to “«Ghe pensi mi» Diario politico. Dopo il Tg La7 di Mentana

  1. Mario on luglio 3rd, 2010 20.41

    Un giornalista che sta ai fatti cita le fonti. Altrimenti fa opinione con esattamente la stessa dignità di Fede, Minzolini e Berlinguer. Io i fatti li ho chiesti ma qui non sono stati dati. Rimane solo l’autoreferenzialità di dirsi “quanto siamo bravi” , forse è vero ma allora dovete dimostrarlo. Se poi vogliamo vedere attentamente questo giornale parla di politica in massimi sistemi, da giudizi sulle intenzioni più che sui fatti veri e propri e non entra mai nel merito delle questioni.
    Un atteggiamento da intellighenzia che vuole riportare la politica fuori dai cittadini per ridarla alle segreterie dei partiti. Perchè alla fine tra chi si autoreferenzia ci si capisce.

Bottom