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***L’editoriale***
SILVIO, ORA LA GENTE SI STA STANCANDO
di LUIGI CRESPI

luglio 1, 2010 di Redazione 

Il centro- sinistra sta dando il meglio di sé (per tenerlo ancora una volta in piedi) ma stavolta potrebbe non bastare. Quello del presidente del Consiglio, il giornale della politica italiana lo ha scritto per primo, potrebbe essere l’inizio della fine. Il dato della fiducia, il peggiore dall’insediamento del 2008, è più di un campanello d’allarme; è la conferma – della percezione che si ha ascoltandola attraverso i giornali, registrando lo spirito del tempo (del momento) – che il rapporto con l’opinione pubblica si sta sfaldando. «Come tra il 2003 e il 2005», scrive il grande sondaggista, ma Berlusconi non è più quello di cinque anni fa e stavolta la crepa potrebbe preludere al crollo della struttura. Anche se, avverte Crespi, non è la prima volta che qualcuno “vede” il tramonto del premier, che però è ancora al suo posto. Merito soprattutto dei suoi avversari, che, scrive il capo di Crespi Ricerche, al fondo «lo amano e lo rendono immortale». Tuttavia, i segnali, numerosi, e il quadro nel quale ci si muove fanno pensare che stavolta il tramonto potrebbe essere davvero alle porte. Intanto cerchiamo di capire me- glio perché. Il più acuto osservatore delle dinami- che della nostra politica sul (suo) giornale numero uno. Buona lettura e buona politica con il Politico.it.

Nella grafica, Luigi Crespi

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di LUIGI CRESPI

Noemi, D’Addario, e Veronica Lario. Fini, Tremonti, Bocchino, Miccichè e il Pdl in Sicilia, i giovani della Giovane Italia e poi Bertolaso, Scajola e Brancher. Feltri, il Giornale, Il Tempo, Libero e Repubblica. Il Milan, Leonardo e la Nazionale. Le tasse che non vanno giù, le tariffe che salgono sempre di più. Fine dell’ottimismo, avvento della depressione collettiva. La sfiga, la mafia e la magistratura. I sondaggi. La Lega e Bossi, il partito unico, l’età, le donne e le fidanzate.

E’ un elenco sommario e incompleto, ma che dà l’idea di dove si trovi il premier e francamente il fatto che sia ancora poco sotto il 50% di fiducia e che il suo partito sia al 34% è un dato clamoroso.

La centralità di Berlusconi è resa evidente dalla mancanza di credibili alternative, ma per quanto si può reggere in questa situazione? Certo che la garanzia della sua permanenza è data dalla misura dell’inettitudine dei suoi avversari, la sua demonizzazione è la cosa che più di tutto gli restituisce quella centralità che lo rende invincibile in Italia. Ma all’estero non è così e oggi nel consesso internazionale appare un dinosauro, una creatura di un epoca che non c’è più.

Ma attenti a chi pronostica repentine cadute di Berlusconi, i più sono stati smentiti da una straordinaria capacità di sopravvivenza a qualunque evento, unica sul nostro pianeta. E ogni qual volta il leader è sotto scacco e sembra con le spalle al muro riesce a trovare la capacità di fare balzi sovrannaturali. Ma com’è che si trova sempre con le spalle al muro? E perché i suoi avversari non sono mai riusciti ad inchiodarlo a quel muro? La risposta sta negli avversari che manifestano odio, alimentano contrapposizioni, ma poi sotto sotto sono i primi ad amare Berlusconi e a renderlo immortale.

Nemici come alleati e alleati come nemici? Complesso da capire. Ma visto che il benessere non è arrivato e nemmeno le riforme tanto promesse e sbandierate, il vero nemico per Silvio può essere la noia, la noia della gente esasperata dai suoi conflitti, stremata dalla crisi economica e dalla mancanza da quei vantaggi che ha sempre promesso.

Il Cavaliere è su un crinale pericoloso nel quale si era già trovato tra il 2003 e il 2005, quello di perdere il rapporto con l’opinione pubblica e non so se il Pd di Bersani, di D’Alema e Veltroni e l’Italia dei Valori di Di Pietro riusciranno a salvarlo anche questa volta.

LUIGI CRESPI

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