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Brancher scuote gli italiani e Napolitano ‘No, non ha alcun legittimo impedimento’ Così (ora) anche la Lega prende distanze E i finiani: “Quella mossa, inopportuna”

giugno 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il neo- ministro «non ha portafo- glio» dunque non non ha nessun ministero da costruire e perciò neppure alcunché gli impedisca di presentarsi ai processi. Quando è troppo è troppo. Studiato a tavolino per esplodere nelle ore della partita della Nazionale, e passare, così, (quasi) inosservato, il caso Brancher al contrario fa breccia nei sentimenti (di indignazione) degli italiani e si rivolta contro il governo per raggiunto limite di sopportazione: l’Italia è Paese abituato al peggio, cui il presidente del Consiglio ha insegnato a non “patire” più per nulla, ma di fronte ad una presa in giro-provocazione, come l’ha definita il nostro Gad Lerner, tanto palese, anche i nostri concittadini sotto effetto dell’anestetico berlusconiano reagiscono, e mettono nelle mani del capo dello Stato la palla di una risposta. Che prontamente, in serata, arriva. Per la sorpresa di tutti, Napolitano raccoglie lo spirito del (breve) tempo e rispedisce al mittente la “giustificazione” di Brancher che ventiquattrore dopo avere giurato al Quirinale aveva già brandito lo scudo del legittimo impedimento, confermando i sospetti sulla strumentalità della nomina. Il giornale della politica italiana vi racconta come nessun altro questa storia (è proprio il caso di chiamarla così). Baffigo. Read more

“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi Paradossi calcistici

giugno 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Oggi è il giorno del processo alla Nazionale di Lippi. E della ricerca delle cause di un fallimento (sportivo). Repubblica, Corriere e Stampa dedicano dalle 10 alle 13 pagine, le prime, all’Italia (quella calcistica). Si può accettare, anche se in un Paese con un’altra cultura (civile) ciò non sarebbe accaduto. Specie in un momento di crisi (di fondo e acuta) della nazione. Oltre tutto ciò allontana gli italiani dalla percezione di ciò che sta davvero avvenendo. Ed è così che anche la nostra politica, quella becera, quella autoreferenziale, può permettersi di macchiarsi, nella giornata della partita della Nazionale, di un fatto grave come la nomina a ministro di Brancher perché potesse utilizzare, come ha effettivamente fatto ieri, lo scudo del legittimo impedimento per sfuggire ai propri guai giudiziari. Il giornale della politica italiana sceglie allora una via mediana, parlando della nostra politica – e dell’Italia, quella vera – e parlando anche un po’ (poco) di calcio. Lo fa con Giulia, che analizza il commento di Calderoli all’uscita prematura della nostra rappresentativa chiedendosi se il ministro, e dunque la Lega, non si stiano accorgendo che la loro linea sulla cittadinanza è antistorica. E non fa (dunque) il bene dell’Italia.      Read more

Pomigliano, ciò che non vi dicono In gioco c’è la nostra democrazia

giugno 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana non è certo un giornale “conservatore”, nella accezione tecnica e non politica del termine. Ma il cambiamento non può essere imposto dal mercato bensì dev’essere guidato dalla (nostra) politica. La strada, per il nostro Paese – lo abbiamo indicato più volte – è quella di un cambio di sistema, sì, ma nel senso di una conversione in una società (e in un’economia) della conoscenza. Del passo fatto proprio da esecutivo, Lingotto e sindacati si va verso una sempre maggiore riduzione dei diritti, nella chiave di una «rivoluzione copernicana» che ci porta da una democrazia fondata sull’uomo, quella scritta nella prima, sempre attuale perché “definitiva”, parte della Costituzione, ad una “democrazia” fondata sul profitto, a discapito dell’uomo (sempre lo stesso, peraltro; è proprio il caso di dirlo). Nell’anno degli effetti della crisi, in cui tutti avevamo sostenuto che c’era bisogno di un ritorno della Politica, un’alzata di bandiera bianca che costerà cara non solo alle persone più deboli, di oggi e di domani, lavoratori e non – ma all’intero Paese. E colpisce ancora una volta l’indulgenza del centrosinistra: invece di rilanciare, nel senso di una prospettiva nuova, si appiattisce sulle posizioni iperliberiste e anticostituzionali della maggioranza. Non c’è opposizione in questo Paese. E la (nostra) democrazia si allontana sempre di più. E non solo, questa volta, in termini qualitativi. Ginevra Baffigo ci spiega i veri termini della questione di Pomigliano. Read more

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