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***L’intervento***
TEA PARTY: MENO TASSE, PIU’ LIBERTA’
di SABA GIULIA ZECCHI

giugno 23, 2010 di Redazione 

Arriva anche in Italia il movimen- to, nato negli Usa, che chiede più mercato e meno Stato. Una delle sue fondatrici scrive al giornale della politica italiana per “annunciare” la nascita dei Tea Party italiani e raccontarci le loro proposte. il Politico.it è sempre più il canale privilegiato attraverso cui la nostra politica, ma anche cittadini e personalità della società civile, di destra e di sinistra, parlano al Paese. Saba Giulia Zecchi: sentiamo.

A lato, il logo dei Tea Party in versione nostrana

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di SABA GIULIA ZECCHI

Anche in Italia stanno avendo inizio i Tea Party. La prima tappa, dopo un evento di piazza, ha avuto luogo a Prato il 20 maggio alla presenza di sei relatori di spicco e di un centinaio di persone interessate. Si replica a Roma sabato 26 giugno, in piazza san Lorenzo in Lucina, e lo stesso fine settimana i tea party toccheranno il nord e il sud della Penisola con tappe ad Alessandria e ad Aversa domenica 27. Molte altre tappe sono in preparazione, altrettanti sono i promotori che hanno prontamente chiesto di diffondere i Tea Party italiani, da privati cittadini ad associazioni liberali fino a realtà conservatrici.

Negli Stati Uniti animano il panorama politico dal febbraio 2009, quando un commentatore della CBNC, Rick Santelli, invocò lo spettro della rivolta fiscale rivolgendosi al movimento ispirato al Boston Tea Party del 1773. Nel Belpaese non c’è stata una “chiamata alle armi”, è pur vero però che una certa piattaforma culturale che da tempo anima le discussioni politiche via web (attraverso testate, fondazioni, blog, centri studi) ha osservato attentamente le dinamiche oltreoceano. Tali dinamiche permettono al settore imprenditoriale e privato di esprimere candidati propri, e alla rete di fondazioni e centri studi di costituire think tank che siano vera espressione della società civile e non emanazione partitica alla maniera italiana, ovvero inefficaci. Ciò costituirebbe un passaggio determinante per incoraggiare imprenditori, liberi professionisti, studiosi e giornalisti a percorrere il cammino americano su terra italiana, cosicché piccoli passi in una certa direzione possano disincentivare l’autoreferenzialismo politico nel lungo periodo.

Altrettanto determinante è la questione di merito che viene sollevata dai Tea Party e che può costituire un’ottima chiave di volta in un quadro di stallo come quello attuale. Chiedere un’azione dello Stato più leggera, di semplice amministrazione, meno invadente nelle dinamiche di mercato, abbandonare scelte paternalistiche – che l’assistenzialismo ha elevato a regole auree, ma che oggi non stanno più in piedi – ripristinare il patto generazionale, dare fiducia e libertà alla persona poiché capace di assumersi le proprie responsabilità, sono esigenze tangibili oggigiorno, di impronta apartitica e trasversale.

È un fatto di buon senso. E’ alla portata di tutti rilevare che è l’uomo, nella sua individualità, che costituisce attivamente il sistema socio-politico, poiché la volontà, la creatività, l’intuizione, la costanza, sono caratteristiche proprie dell’uomo e non possono essere rintracciate nelle istituzioni. Nelle dinamiche di mercato il valore umano è evidente, in quelle assistenziali e statali molto meno. È poco credibile, oltretutto, attuare politiche paternalistiche e poi lamentare il forte disimpegno politico attuale: forse occorre spostare vigorosamente l’attenzione dai dibattiti politici alla vita quotidiana di tutti – senza distinzioni pauperistiche o differenze di classe che fortunatamente stiamo superando, come si intravede nelle recenti questioni sindacali di Pomigliano d’Arco.

La necessità di sviluppo, di crescita economica può arrivare solo rendendo alla persona il suo proprio valore, rivalutandone la proprietà privata, il lavoro e la libertà personale che ne deriva.

Senza elencarli adesso, i provvedimenti che possono essere attuati prima di riformare interamente il sistema – e le riforme presto o tardi dovranno essere fatte – sono diversi: molti economisti li indicano da tempo, molti imprenditori li sperimentano con mano. Un tentativo, per esempio, è quello proposto dal presidente del Consiglio di modificare l’art.41 della Costituzione, sulla libertà imprenditoriale, per rendere più agevole l’iniziativa privata senza vincoli dirigisti. Accoglieremmo volentieri, come Tea Party Italia, una modifica a tale articolo, e vorremmo che non rimanesse un provvedimento isolato. Alcuni tra i molti provvedimenti che possono essere introdotti contemplano sgravi a chi sceglie la previdenza privata, le due aliquote, federalismo fiscale e fiscalità di vantaggio, parziale privatizzazione di università, abolizione del valore legale del titolo di studio. Solo per citarne alcuni.

Il movimento guarderà ai politici con gli occhi della gente, da fuori, e il dialogo con la classe politica sarà una logica conseguenza dell’essere movimento strutturato sull’esempio dei cugini americani. Recente è la visita della cofondatrice del Tea Party California – Southern tax revolt coalition ai promotori italiani, a Firenze, dove il confronto ha messo in luce una piena uniformità di intenti.

Vi sono già diversi spunti di dialogo con alcuni politici, ma come riferimento resteranno gli stessi economisti, pensatori e liberi professionisti che hanno tracciato il solco in cui fioriscono i Tea Party, penso all’azione privata di Fidenato sul sostituto d’imposta, a editorialisti come Marco Respinti, centri studi liberali come l’IBL e Oscar Giannino, a economisti come Antonio Martino, e forse anche a un Berlusconi classe ’94, quello delle due aliquote. Ma senza affrontare la questione di senso, non pensiamo certo che basteranno le due aliquote a fare la differenza.

SABA GIULIA ZECCHI

Commenti

One Response to “***L’intervento***
TEA PARTY: MENO TASSE, PIU’ LIBERTA’
di SABA GIULIA ZECCHI

  1. Tea Party Italia on luglio 5th, 2010 19.27

    Per promuovere iniziative, tappe o altro ci potete contattare al sito http://www.teapartyitalia.it

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