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“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi Il partito è mio e me lo gestisco io

giugno 22, 2010 di Redazione 

Di Pietro dunque indagato per, è l’accusa, avere intascato – attraverso l’associazione Italia dei Valori, da non confondersi con il partito – i rimborsi elettorali per le Europee 2004. Il giornale della politica italiana è, ovviamente, garantista, e attende gli esiti degli accertamenti della procura. E d’altra parte la questione giudiziaria interessa fino ad un certo punto. Nel senso che, se si va a vedere, come ha fatto Giulia, cosa prevedono le «norme transitorie» dello statuto del partito-Idv si scopre (o meglio, si ha la tragica conferma) che l’Italia dei Valori è, di fatto, un partito di “proprietà” di Di Pietro, nel senso che – secondo ciò che prevede la carta fondamentale – l’ex pm può, anzi “deve” disporne a proprio piacimento. Il che, scrive la co-conduttrice di Annozero con Michele Santoro, rende inevitabili delle degenerazioni. Che possono essere legali o illegali. Ma ciò non cambia la sostanza: Idv è un partito personale a democrazia limitata, altro esempio di quella concezione proprietaria della politica figlia dell’involuzione della nostra (cultura) politica (appun- to) che impoverisce la democrazia e, certo, non costituisce un toccasana contro l’autoreferenzialità e una gestione sana della cosa pubblica. 

Nella foto, Giulia Innocenzi. Il blog personale all’indirizzo http://giuliainnocenzi.blogspot.com

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di GIULIA INNOCENZI

Da garantisti quali siamo, attendiamo gli esiti dell’indagine della procura per capire cosa sia successo con i rimborsi elettorali destinati al partito di Antonio Di Pietro, o meglio, se se li sia intascati con la sua associazione privata “Italia dei Valori”, cui partecipano anche la moglie e la fidata Silvana Mura, oppure se siano stati correttamente indirizzati al partito “Italia dei Valori”.

L’episodio, però, mi permette di tornare sulla particolarissima situazione del partito di Antonio Di Pietro, che se nella forma dei primi 15 artt. dello Statuto potrebbe farvi credere che non ci sia una virgola fuori posto, dovete arrivare all’art. 16 per capire che tutto ciò che avete letto prima non vale una cippa: quel che conta sono le “disposizioni transitorie” (chissà rispetto a quale transizione…):

  1. Fino a sua rinuncia, il ruolo di Presidente dell’Associazione viene assunto dal fondatore del Partito, on.le Antonio Di Pietro.
  2. Fino a sua rinuncia, al Presidente fondatore – ed esclusivamente a lui, salvo sue deleghe espresse – spettano i seguenti ulteriori compiti:
  • titolarità del simbolo richiamato all’art. 1 dello Statuto;
  • modifica ed integrazione del presente Statuto;
  • approvazione del rendiconto preventivo e consuntivo;
  • ripartizione e utilizzo dei contributi e dei finanziamenti pubblici e privati;
  • approvazione degli Statuti regionali del partito (anche con riferimento alle specifiche modalità di individuazione dei delegati assembleari);
  • delega scritta per la presentazione delle liste ed il deposito del simbolo;
  • supervisione del Registro generale aderenti e del Registro generale Circoli;
  • titolarità dei siti internet nazionali del Partito e del giornale del Partito;
  • definizione delle candidature alle elezioni politiche europee e nazionali;
  • interventi cautelari urgenti – ivi compreso i provvedimenti di decadenza ed il commissariamento nelle varie realtà regionali e territoriali – in caso di grave violazione dello Statuto o delle direttive di ordine generale impartite ovvero per mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati;
  • nomina del Tesoriere;
  • assegnazione di incarichi retribuiti;
  • autorizzazione per lo svolgimento della prima Assemblea Regionale dei Delegati ed approvazione del preventivo Regolamento congressuale

Che ve ne pare? A me sembra (e scusate la brutalità) che con queste “disposizioni transitorie” se i rimborsi elettorali finiscono al partito o all’associazione privata non cambia proprio niente. Si tratta in ambedue di una gestione proprietaria della politica. Che porta, per forza di cose, ad alcune degenerazioni, che queste siano legali (come auspichiamo nel caso di Di Pietro), o illegali.

Finché non finirà questa messinscena del rimborso elettorale…

GIULIA INNOCENZI

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