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L’editoriale. Pd, ora dì qualcosa di sinistra (ovvero di incisivo) Crespi

giugno 22, 2010 di Redazione 

Che non è usare la parola “compa- gni”, ma conoscere e rivolgersi alla società. Il grande sondaggista interviene nella querelle davvero tutta interna ai Democratici sull’appellativo di tradizione comunista per suonare la sveglia a quello che dovrebbe aspirare ad essere il primo partito italiano: smettete di guardarvi l’ombelico, ricominciate a stare in campo guardando, piuttosto, la palla e la porta (la nostra politica e, appunto, il Paese). Crespi è sferzante come sempre. Il centrosinistra sord(id)o ai richiami della realtà. Dopo la critica accorata di Giulia, ieri, questo nuovo “appello” dalle nostre colonne al Pd perché torni a fare politica: se i media rilanciano solo la polemica cercata da pochi Giovani Democratici è perché il morso delle proposte di Bersani non è abbastanza canino: in altre parole, se il Paese non vi segue, caro Pigi, non è (solo) perché è poco abituato a discutere di contenuti, ma (anche) perché sono altri i contenuti che ci si aspetta da voi. Siamo nel 2010, la politica italiana è cambiata profondamente mentre il Paese è fermo, e serve una cura radicale, che pur serissime (ma non abbastanza) proposte di aggiustamento qua e là non sono in grado di assicurare. L’ex spin doctor del presidente del Consiglio chiede dunque – in buona sostanza – quel cambio di prospettiva che il giornale della politica italiana sollecita ai Democratici da settimane. Fini ci ascolta, e forse contribuirà a salva- re l’unità di questo Paese, voi ancora no(n del tutto): a quando una vera svolta? Intanto Crespi. Eccolo.

Nella grafica, Luigi Crespi

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di LUIGI CRESPI

Meschini, hanno ragione i giovani del Partito Democratico a ribellarsi. Bersani deve capirli, loro sono nati nel Pd e sono estranei alla tradizione comunista e democristiana e quindi tra di loro non vogliono chiamarsi “Compagni”, preferiscono ehi senti tu… oppure… scusa coso.

Questi giovani del Pd saranno estranei alla tradizione catto-comunista ma sono intrisi della sua prassi. Discutono del niente si arrovellano tra di loro con un gusto autolesionista e sempre para scissionista.

Il Pd ha perso il contatto con qualunque blocco sociale, non si capisce a chi parla ma si capisce che ogni giorno che passa sono sempre in meno ad ascoltarli e questi se la menano su come devono chiamarsi, perdendo di vista il fatto che il loro nome si sta disperdendo nel nulla politico e nel bizantinismo programmatico.

Chiamatevi come vi pare ma fate in modo di essere ascoltati e dire ogni tanto qualche cosa che sia capace di incidere nella nostra società.

Io, intanto spero che sempre più persone mi chiamino compagno, così come si chiamavano Pertini, o Bettino Craxi e come oggi chiamiamo Pannella o Ingrao.

LUIGI CRESPI

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