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Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Ora legalizzare la prostituzione (?)

giugno 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il luogo privilegiato del dibattito pubblico della nostra politica. Che ali- menta con la propria linea moderna e lungimirante – questo è il solo giornale in grado di far convivere sensibilità di destra e di sinistra, purché oneste e responsabili; un grande laboratorio anche per il futuro del Paese, oltre alle idee che il Politico.it offre quotidianamente alla nostra politica – e con i contri- buti delle sue grandi firme. Il tema della legalizzazio- ne (e, per quello che vale in questo contesto, conse- guente possibilità di tassazione), o meno, della prostituzione è tornato al “centro” del (o, meglio, un po’ defilato nel) confronto in Parlamento. Giulia lo affronta a partire dalla propria posizione, molto netta a favore dei “sì”. Ma il suo è comunque uno spunto (utile anche, o soprattutto, a chi la pensa diversamente) per riflettere. Read more

***Dopo la scomparsa***
LA COSA BERLUSCONI
di JOSE’ SARAMAGO

giugno 19, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana vuole, voleva, e continuerà a volere molto bene al grande scrittore portoghese. E José voleva bene all’Italia. Lo dimostra anche in questo pezzo, uscito su El Pays e poi sul blog dell’autore di “Cecità”, “dedicato” al (nostro – ?) presidente del Consiglio, che il Politico.it sceglie di pubblicare perché l’analisi – al di là della nettezza delle definizioni propria di un uomo profondamente di sinistra – è come sempre tra le più lucide del Vecchio continente. Il giornale della politica italiana guarda al futuro senza partigianeria. Ma, verrebbe da dire, proprio per questo. Saramago, dunque. Sentiamo. P.S.: Commuoverà i lettori di José leggere ancora una volta – ma non sarà l’ultima – le chiose che chiudono i periodi lunghissimi (ma affatto lunghissimi da leggere) dei suoi racconti. Read more

Adesso Berlusconi tentato di lasciare (?) Ora non molla per non “fare vincere” Fini Che sulla bavaglio alza ancora l’asticella Ma destra non dimentichi suo garantismo

giugno 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il ddl intercet- tazioni, lo abbiamo scritto qualche mese fa, è una delle prove che possono decidere il futuro della maggioranza. Ci torneremo nelle prossime ore, ma la nomina di Brancher a ministro – oltre a risolvere poco onestamente i suoi problemi giudiziari – appare anche come una nomina ad mediationem, ovvero Brancher svolgerà anche una funzione di - definizione del nostro Pietro Salvatori – ministro alla mediazione nel governo. E proprio la nostra prima firma per il centrodestra ci racconta cosa sta succedendo, a questo proposito, intorno alla cosiddetta legge bavaglio. Sulla quale appunto si sta spalancando quella divisione aperta ufficialmente dallo scontro in direzione nazionale. Ma è, prima di tutto, una questione di fondo. In gioco c’è, a questo punto, uno dei (pochi) fondamenti culturali del centrodestra italiano: il principio liberale per cui lo Stato non deve intromettersi (troppo) nella vita dei suoi cittadini. La ricostruzione di Salvatori.           Read more

Diario politico. Le (nuove) strumentalità Brancher neo-ministro per il Federalismo E ora è coperto da legittimo impedimento Libertà d’impresa, mani su Costituzione Ma si può assicurare senza toccare Carta Quando al lavoro soltanto per il Paese?

giugno 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Ancora scelte controverse per il governo, che conferma di non “amare” onestà e responsabilità. Il trait d’union – con Tremonti – tra Berlusconi e la Lega nominato alla guida di un nuovo dicastero: moltiplicazione degli incarichi e più spese. Quando la riforma in senso federalista dello Stato è già ben presidiata da Bossi ministro, appunto, per le Riforme oltre che da Calderoli e dal ministro per gli Affari regionali Fitto. E Brancher ha problemi giudiziari, che il nuovo incarico gli consente di aggirare almeno finché rimarrà in carica. L’esecutivo poi tira dritto sulla concessione di maggiore libertà di intrapresa. Raccogliendo il plauso indiretto di Mario Draghi, che insiste sulla necessità. Ma per consentire l’autocertificazione è sufficiente una legge ordinaria, mentre il governo continua a non escludere una legge costituzionale. Un modo come un altro per (cominciare a) mettere le mani sulla Carta (?). Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

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