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La lotta sottotraccia del “compagno” Fini Sulla bavaglio porta a casa compromesso E adesso frenerà il premier sulle riforme Salvatori: ma gioca la partita dentro il Pdl

giugno 12, 2010 di Redazione 

Ieri il coro della destra italiana che non si riconosce nella leadership di Berlusconi – per come si traduce nei fatti – richiamava, dalle nostre colonne, il presidente della Camera ad un maggior impegno di contrasto a cominciare dal, per loro, non sufficiente risultato ottenuto nella riformulazione del ddl intercettazioni. Qua e là le critiche – anche molto aspre – di esponenti vicini all’ex leader di An. Ma, a cominciare dalla implicita richiesta di contropartita di Fini al presidente del Consiglio dopo il placet alla cosiddetta, appunto, legge-bavaglio – una maggiore attenzione alle proprie istanze sul tema della eventuale riforma della Costituzione – la “lotta” del capo di Montecitorio è, una volta di più, del tutto organica alla dialettica interna al partito. Il che esclude, tra l’altro, la possibilità di strappi (salvo, naturalmente, eventuali situazioni eccezionali). Ci racconta come stanno le cose la nostra grande firma per il centrodestra, Pietro Salvatori.

Nella foto, il presidente del Consiglio e il presidente della Camera (alle loro spalle, si riconosce l’attuale commissario europeo Antonio Tajani)

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di Pietro SALVATORI

Spazziamo subito il campo da un equivoco.

C’è chi dice che il finismo sia finito, che l’opposizione interna al Pdl si sia dissolta sotto gli archibugi dei colonnelli, ex An e non, che hanno spazzato il campo dalle possibili schermaglie ostruzionistiche del presidente della Camera e dei suoi fedelissimi.

La preoccupazione, si sa, quando si aprono contemporaneamente i file “giustizia” e “Berlusconi” era molta. Ed il provvedimento, precedentemente caratterizzato da un multiforme contenuto e poi cristallizzato da un maxi-emendamento che ha messo tutti d’accordo, ha richiesto un serrate le fila che vedeva scettici i pasdaran del presidente del Consiglio sulla possibilità di evitare mal di pancia da parte di quella che ormai oggi si accredita pacificamente come la minoranza interna del partito.

Invece Pdl e Lega hanno portato a casa nel migliore dei modi e nei tempi previsti il risultato sperato. Cosa è successo?

Niente.

Niente perchè Fini sbaglia spesso i modi ed i tempi delle proprie esternazioni verbali. Offre cioè l’impressione di combattere delle battaglie al di fuori del partito o contro il partito, mentre la sua battaglia è tutta interna. Vale a dire che né il presidente della Camera né i parlamentari che a lui riferiscono fanno mancare, nel momento del serrate i ranghi, il proprio apporto alla maggioranza di governo, ma non permettono viceversa che il proprio spazio di autonomia di giudizio venga messo in discussione.

Per cui provvedimento approvato senza che fosse mai messo in dubbio (i maligni sussurrano che sì è passato, ma al Senato, e che dovrà fare i conti con la ben più spinosa direzione dei lavori di Montecitorio) e azione di governo preservata nella sua integrità. Ma non per questo la dialettica interna al partito di maggioranza si è affievolita, con buona pace di chi spererebbe in una compagine granitica al seguito del capo carismatico.

Flavia Perina, direttrice del Secolo d’Italia, ieri scomodava nientepopodimenoche Borsellino, Niccolai e Sciascia come punti di riferimento del “finismo di destra”, come lei stesso lo definisce. Uscita che suona tanto di “siamo noi la destra brava ed intelligente e non quegli altri puzzoni e traffichini”, atteggiamento che è il vero punto di frizione tra maggioranza e minoranza del Pdl, perchè più di ogni altra cosa offre l’impressione che le critiche non siano frutto di un dibattito interno, ma che arrivino più che altro come picconate tese a delegittimare una buona parte del partito.

Perina però, che a nostro avviso sbaglia, come tanti finiani, nei modi, rivendica a ragione il successo sui contenuti: è grazie all’azione moderatrice di Fini che si è arrivati ad un testo che è tutto sommato un buon compromesso, con buona pace di chi ha proclamato scioperi e mobilitazioni di fronte alla prima delle tante bozze che si sono succedute.

Il presidente della Camera esige una contropartita politica al buon viso fatto in ambito intercettazioni. Dalle dichiarazioni tranchant sulla non indispensabilità del federalismo fiscale, che tutto sommato andavano a colpire la Lega, mancando il bersaglio desiderato, Fini si è spostato su un terreno ormai consueto, e che gode di buona stampa, quello delle riforme istituzionali.

Commentando le esternazioni di Berlusconi sulla volontà di cambiare la Costituzione, Fini ha detto che “il presidente del Consiglio si lamenta, ma ancora non abbiamo capito il governo cosa vuole fare sulle riforme, quale sia il progetto, quale idea abbia il Pdl al riguardo. Mi sembra il solito polverone”. Una chiara richiesta di attenzione affinché la fuga in avanti del premier non si caratterizzi come una boutade determinata dalle contingenze dell’attualità politica.

Duri, comunque, in generale, i commenti sulle volontà riformistiche del Cavaliere: “E’ come una seppia: nelle difficoltà schizza nero per confondere”. Antonio Di Pietro? No, Carmelo Briguglio, finiano doc.

Pietro Salvatori

Commenti

One Response to “La lotta sottotraccia del “compagno” Fini Sulla bavaglio porta a casa compromesso E adesso frenerà il premier sulle riforme Salvatori: ma gioca la partita dentro il Pdl

  1. FRANCESCO BUFFA DESIGNER on giugno 13th, 2010 18.36

    PROVVEDIMENTO ECCELLENTE E URGENTISSIMO! VI SPIEGO PRCHE’: – Con questa legge finalmente saranno assicurate la felicità e la pace: – i magistrati non correranno il pericolo di saltare in aria! e vivranno più tranquilli anche se sono “talebani” come ha spiegato un cittadino italiano al di sopra di ogni sospetto, perché i mafiosi e i delinquenti finalmente potranno parlare tranquillamente al telefono senza essere disturbati da nessuno, spariranno i “pizzini”! stante che i loro delegati ne garantiscono la riservatezza, ma anche quella dei comitati di affari, delle cricche, dei pedofili, degli stupratori, dei politici impegnati a studiare le leggi eccellenti per i loro elettori preferiti che finalmente godranno di un paese tranquillo, tanto tranquillo, che pur di non turbare l’opinione pubblica nulla deve sapersi. La Polizia potrà così dedicarsi a fare attraversare le vecchiette e i bambini! – a dirigere il traffico, potrà multare i lavavetri e controllare meglio gli extracomunitari. – (personalmente io suggerirei pure di disarmarla, non ci saranno delinquenti pericolosi da arrestare). I quotidiani finalmente potranno pubblicare con la massima libertà, le coloratissime foto delle veline e delle troie degne e preferite di chi questo “ordine” ama da sempre! – ma niente altro – tanto di carta da stampare e televisioni da dedicare a tanta splendida cultura popolare ne ha quanto ne vuole qualcuno ha già anticipato i soldi! Basta abituare e distrarre il pubblico …. Grande fratello, tette, culi e spettacoli culturali simili non ne mancheranno, storicamente la storia si ripete e così le grandi intelligenze malate puntualmente si ripresentano! Se pensiamo che Mussolini fece la guerra senza accorgersi che ogni giorno vedeva gli stessi aerei e gli stessi carri armati che sapientemente contava e sommava, che delle leggi razziali nessuno si accorgeva perché esattamente come oggi le minchiate di pochi rincoglionivano le masse. Figuriamoci il danno che saprà produrre chi non spiega da dove sono arrivati tanti soldi veri che comprano tutto! Anche il silenzio degli “onesti” quelli che fingono essere giusto che la legge non è uguale per tutti. Zittiranno tutti, intanto cominciamo con le intercettazioni! Presto si metterà mano alla giustizia! E poi anche la Costituzione “è un inferno”. Chi ha investito in questo splendido futuro ha fatto un grande investimento pagando in anticipo … Che Dio ci protegga dai cretini, per i quali tutto va bene! E discutono su leggi e proposte demenziali che fingono (?) di non capire!

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