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***Il commento***
VUOLE RIDURRE LE NOSTRE LIBERTA’
di GAD LERNER

giugno 10, 2010 di Redazione 

Da tre giorni il condut- tore de L’Infedele dispiega il filo di una narrazione e di una valutazione sul giornale della politica italiana. Qual è il senso profondo delle scelte e dei gesti del presidente del Consiglio. Martedì e mercoledì le offensive nei confronti della Costituzione, oggi l’approvazione al Senato al ddl intercettazioni. Una legge che Ezio Mauro per primo ha definito «contro la libertà: la libertà per i giudici di perseguire i criminali, e per i giornali di fare il proprio mestiere di informare». Anche se, in questo caso, basata sulla necessità particolare (uno) di diminuire un controllo che raggiunge, grazie alle intercettazioni, un livello mai avuto nella Storia (due), e dunque figlia di una situazione eccezionale, la legge che limita l’uso dello strumento e la conseguente informazione può apparire a tutti gli effetti come un primo momento di riduzione della libertà, alla quale, anche in virtù di questo “precedente”, sia possibile far seguire ulteriori smottamenti. Come nel caso della riduzione delle libertà civili attraverso il meccanismo della dichiarazione dello stato di emergenza: lo racconta, e ve ne abbiamo riferito con suo… padre, Sabina Guzzanti nel suo Draquila; la dichiarazione dello stato è lasciata alla totale discrezione del governo, che dunque può, per estensione, limitare le libertà civili in qualunque momento e per qualsiasi pretesto. Un “inizio” dello stesso tipo può essere rappresentato (anche se non offre un meccanismo-automatismo come nel caso dell’emergenza) dal precedente del ddl intercettazioni. In tutto questo non si può non osservare come la motivazione di chi ci governa sia la preservazione di se stesso e, semmai, favorire i propri affari e quelli dei propri sodali: una motivazione anti-ideologica che da un lato dimostra la pochezza e la farsa, appunto, della nostra situazione attuale; dall’altra offre una speranza per il presente (della quale con Marco Rosadi abbiamo imparato a diffidare) ma, contemporaneamente, getta una ulteriore, inquietan- te luce di plausibilità sulla profezia di Veronica Lario: «Non mi preoccupa tanto mio marito, ma chi verrà poi». Il commento di Lerner dunque. Sentiamo.

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

La Costituzione non è l’inferno. Neanche per gli spregiudicati e i corrotti uomini di potere che vi hanno trovato, nella loro carriera, strumenti di garanzia altrove impensabili.

Chi siede al vertice del potere esecutivo e scherza sulle regole fondamentali della democrazia, merita solo la nostra esecrazione. Il suo proposito oggi non è certo quello di aumentare, bensì di ridurre le nostre libertà. Prima fra tutte la libertà di denunciare e perseguire chi viola le norme della collettività anche quando si tratti di un detentore di privilegi.

Al dunque Gianfranco Fini si è allineato al peggiore dei Berlusconi possibili. Resta il vecchio Giorgio Napolitano al Quirinale, che Iddio gli preservi la salute.

GAD LERNER

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