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Ecco la discesa in campo (?) di Vendola “Mi candido alle (eventuali) primarie ’13″ Scopriamo meglio allora il modello-Puglia Per tre anni ebbe il Pil più alto del Paese

giugno 10, 2010 di Redazione 

Il leader di Sinistra Ecologia e Libertà annuncia che, se la consultazione si farà, lui sarà della partita. Il giornale della politica italiana è stato critico rispetto all’ipotesi di Nichi candidato premier per ciò che per la gran parte dei nostri lettori di sinistra è il maggiore motivo di adesione e fascinazione, al contrario, per questa prospettiva: la (troppo) forte propensione (appunto) a sinistra. Vendola stesso non nega di essere (ancora) «un po’ comunista». Che non è male in assoluto: il Politico.it ne considera la sensibilità altamente morale e giusta. Ma può cozzare con le esigenze di un Paese che non solo è abbastanza moderato (ma non per questo conservatore, anche se magari ha riflessi incondizionati in questo senso) ma non può (più) sostenere una linea radicale nel senso opposto a quella (non) tenuta in questa fase: ha bisogno, invece, di onestà e responsabilità, nell’interesse di tutti. In questo senso l’uscita di Vendola in particolare sulla quale avevamo focalizzato e concentrato la nostra analisi era poco “rassicurante”. Alcuni nostri lettori si erano lamentati della scelta di concentrarci su una apparizione televisiva. Nel giorno della candidatura de facto di Nichi, il Politico.it è andato allora a vedere, nel dettaglio, quello che in pochi hanno guardato finora: come Vendola ha concretamente governato – e sta governando – la sua Regione. E i risultati sono, come scopriamo, molto lusinghieri. Vedete il giornale della politica italiana: è libero al punto di sostenere una tesi e, poi, con onestà e responsabilità (appunto), portare acqua al mulino della tesi opposta, se nel ruscello scorre appunto tutto questo. Un giornale del quale i nostri lettori sanno, nei limiti umani delle nostre possibilità, di potersi fidare. Il servizio, all’interno, di Ievolella.

Nella foto, Nichi Vendola sullo sfondo dei colori di Sinistra Ecologia e Libertà (e, naturalmente, della bandiera della pace)

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di Attilio IEVOLELLA

Le mille anime del centrosinistra continuano a cozzare. Le scintille sono visibili quotidianamente. Quella più luminosa, e, quindi, più incandescente, è quella del leader che dovrà guidare la corsa contro il centrodestra nel 2013 e che, soprattutto, dovrà proporre un progetto (e un’alleanza) per l’Italia (e per gli italiani): quale l’uomo giusto?

Ecco perché le ipotesi, le alternative, le idee, i sussurri e le indiscrezioni sono sempre più frequenti. Bersani segretario, certo, ma candidato premier, invece… E in questo quadro sta prendendo piede, e trova oggi l’ufficializzazione dell’annuncio della candidatura del suo protagonista, l’identikit di Nichi Vendola.

Per Bersani “quello del candidato premier non è un problema di oggi”. Se l’attuale compagine governativa resterà in sella, di elezioni politiche (e di primarie) si riparlerà del resto soltanto fra tre anni. “Pensiamo piuttosto a un progetto per la modernizzazione del Paese e a una coalizione chiara”, auspica ancora il segretario nazionale del Partito Democratico. Parole condivisibili, anche queste. Che, però, non spazzano il campo dal totoleader, e il nome di Vendola è appunto quello più glamour.

Ma qual è, nello specifico, al di là della patina superficiale e di immagine, il modello Vendola?

Dal punto di vista della comunicazione (e del rapporto coi cittadini), bisogna riconoscere le potenzialità delle scelte operate dal governatore della Puglia: contatto-confronto con la popolazione, sia sul territorio sia in rete, sul web. Ciò ha consentito a Vendola di creare un legame forte col territorio, di accrescere l’identificazione, di riuscire a conquistare il secondo mandato consesutivo.

La domanda è, però, scontata: si può riproporre questo tipo di approccio, comunicativo e di rapporto, nella gestione politico-amministrativa non di un territorio ma di un intero Paese? Anche su questo, forse, ci si interroga. Per capire se questo modello possa essere preso a riferimento per il governo del Paese.

E poi il programma (e la sua attuazione, con i risultati), ovvero i contenuti.

Ebbene, da questo punto di vista, l’elenco è lungo: più 25% di turisti in Puglia; milioni di euro per i trasporti; milioni di euro per le politiche sociali; investimenti corposi per la sanità pubblica; progetti e strutture per i giovani; più 2% di occupazione in tre anni; fondi e progetti per l’istruzione e la cultura; una manovra anti-crisi ad hoc; risorse destinate alla tutela ambientale e alla tutela del diritto all’acqua.

E questo è il bilancio della prima esperienza amministrativa targata Vendola. Caratterizzato, su tutto, da un dato: nel triennio 2005-2008 la Puglia è stata la regione italiana con il migliore incremento del Prodotto interno lordo. E nel 2008, il primo anno di recessione, ancora la Puglia è stata l’unica regione italiana a non far registrare un decremento del Prodotto interno lordo.

Questo è il biglietto da visita che Vendola presenta alle mille anime del Partito Democratico.

“Nel gennaio del 2005 ho vinto le primarie in cui si sceglieva il candidato del centrosinistra alle consultazioni regionali del 3 e 4 aprile 2005, in cui poi sono stato eletto presidente della Regione Puglia – ricorda Vendola – Da allora ho un anello al pollice, regalatomi da un pescatore di Mola di Bari, era la fede di sua madre. Per me rappresenta una specie di matrimonio col popolo”. Anche di quel matrimonio ha bisogno il Partito Democratico.

Resta da capire, ora, se lo si può coltivare, quel matrimonio, facendosi guidare da Vendola, o, più semplicemente, rielaborandone il modello e l’esempio.

Attilio Ievolella

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