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Criminali posson dormire sonni tranquilli C’è il “sì” del Senato al ddl intercettazioni Finocchiaro: ‘Iniziata la fine della libertà’

giugno 10, 2010 di Redazione 

Passa a palazzo Madama la legge che limita fortemente l’ascolto delle telefonate da parte della nostra giustizia per l’accertamento dei reati. «Non volete controllo, la privacy è l’ombra nella quale continuate a fare i vostri affari», è la sintesi della presidente dei senatori Democratici inusual- mente efficace. Una scelta, quella del centrodestra, volta ad evitare che fenomeni di malcostume e, peggio, di illegalità che coinvolgono, ahinoi, anche “protagonisti” (si fa per dire) della nostra politica e comunque loro sodali, possano essere scoperti: da oggi agire alle spalle di tutti noi, da parte della cricca, da parte della Casta (e – purtroppo – non solo), sarà più facile. Il servizio, all’interno, di Stefano Catone.

Nella foto, Anna Finocchiaro

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di Stefano CATONE

“Da qui comincia il massacro della libertà”. “I cittadini, invece di stare a guardare, si ribellino, perché serve una nuova Resistenza”. Il 10 giugno 2010 potrebbe essere una giornata fondamentale per la storia della Repubblica Italiana, perché è oggi il giorno in cui in Parlamento si è votata la legge sulle intercettazioni. Quelle che avete letto sono le parole usate da Anna Finocchiaro e da Antonio Di Pietro.

Finocchiaro annuncia in aula che il Pd non avrebbe partecipato al voto, perché il ddl non tutela la privacy dei cittadini, ma “tutela meglio, molto meglio i criminali. Questo ddl uccide il diritto dei cittadini ad essere informati, uccide la libertà di informazione”. L’accusa, verso la maggioranza governativa è stata chiara e diretta: “Voi volete nascondere, voi vi nascondete, non volete controllo, volete il popolo cieco, sordo e manipolabile, vi servite del popolo ma lo volete bue. E la privacy è l’ombra nella quale continuare a fare i vostri affari”.

I senatori Pd hanno quindi abbandonato l’aula, mentre i colleghi dell’Idv erano stati allontanati dopo aver occupato i banchi del governo.

La maggioranza, attraverso Gasparri, ha definito “non democratico” il comportamento del Partito Democratico, mentre i senatori abbandovano l’Aula. Sandro Bondi ha invece espresso un punto di vista manicheo sulla questione: “Il comportamento del Pd al Senato dimostra una cosa sola: non cambiano mai. La sinistra in Italia non cambia mai. Ad ogni scelta impegnativa riemerge una invincibile faziosità refrattaria a rispettare le ragioni degli altri, indifferente ai dati della realtà, rivolta al ribaltamento della verità e alimentata da un odio senza freni”.

L’esito della votazione: 189 votanti, 164 favorevoli e 25 contrari.

“Invito a listare a lutto tutti i giornali, i siti e i blog, e chiedo a radio e tv di mandare in onda un minuto di silenzio”. Così Giuseppe Giulietti, deputato e portavoce di Articolo 21.

Stefano Catone

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