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Berlusconi: ‘Costituzione intralcia azione’ Risponde Bersani: ‘Non ti piace? Vai via’ Ma premier punta a preparare il terreno

giugno 9, 2010 di Redazione 

Sfatiamo un mito: il governo Berlusco- ni, anzi, la serie di governi Berlusconi – dal 1994 ad oggi – non hanno sostanzialmente governato. Il sistema-Italia è andato avanti (male) per inerzia da sé. Prova ne sia il crollo del Pil ogni qual volta l’attuale presidente del Consiglio è salito al potere. La manovra di Tremonti, a questo giro, è forse il primo, vero provvedimento organico e incisivo. Peccato sia fatto di tagli, e tutti da una parte sola: quella delle persone più deboli, o dei comuni cittadini, senza (ancora) nessuna iniziativa di sviluppo. Nel solco tracciato stamattina da Giulia Innocenzi, è in questa chiave che si possono spiegare le ultime esternazioni del Cavaliere: il premier cerca (anche) dei capri espiatori. E li trova (dal suo punto di vista, efficacemente rilanciato) nelle regole e nella Costituzione. L’ennesimo attacco alla Carta ha il solo fine di giustificarlo e, contempora- neamente, accelerare e spingere una deriva nella quale ci ha lanciato lui stesso: verso forme peraltro consensuali, da parte della gente, di autoritarismo. Qui sta la novità: nell’era della comunicazione, la deriva assume la forma di una scelta collettiva, naturalmente accompagnata dal populismo e dalla sua grande capacità di comunicare. Quello nei confronti della Costituzione è l’ultimo tentativo di provocare un progressivo smottamento nell’opinione pubblica a favore della possibilità di sospendere gli effetti della Carta: Berlusconi cerca il consenso o, meglio, la non ostilità al compimento (“democratico”-populistico-plebiscitario) della parabola. D’altra parte uno scontro rischierebbe di portare, forse, ad una accelerazione e a tensioni molto forti. Inoltre gli anticorpi, oggi, nonostante un’Italia molto lasciva, sono più forti che un tempo. E Berlusconi è ormai giunto al tramonto della sua breve e fulminante carriera politica. Il servizio sulle parole del premier di stamattina, di Stefano Catone.

Nella foto, il presidente del Consiglio

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di Stefano CATONE

Che a Silvio Berlusconi qualsiasi limite stia stretto è risaputo. E tra i limiti rientra anche la Costituzione, che in questo caso funziona, a suo dire, da ostacolo all’azione di governo: “Visto da dentro – dice il premier intervenendo all’Assemblea di Confartigianato – è un inferno: non è che manchino le intenzioni o i buoni progetti, ma l’architettura costituzionale rende difficilissimo trasformare progetti in leggi concrete”.

Oltre che un intralcio per il governo, la Costituzione sarebbe anche un intralcio per per le imprese: “Vogliamo arrivare a un nuovo sistema in cui non si debbano chiedere più permessi, autorizzazioni, concessioni o licenze”.

Su questo tema, il presidente del Consiglio ha definito le procedure previste dalla Carta fondamentale come “pratiche da Stato totalitario, da Stato padrone che percepisce i cittadini come sudditi”, e di fatti, secondo questa lettura, “lo Stato si è sviluppato in maniera eccessiva e prende a noi cittadini il 50% di ciò che produciamo e dà molto di meno in termini di servizi”. Il riferimento è anche alle dichiarazioni di Tremonti, rilasciate qualche giorno fa, riguardanti l’art. 41 della Carta.

La reazione dell’opposizione non si è fatta attendere. Bersani, intervenendo ad un forum su Repubblica Tv: “Berlusconi deve smetterla di attaccare la Costituzione”. “Vorrei che fosse percepito che lui fa sempre così – ha proseguito il segretario del Pd – quando comunque deve deviare l’attenzione da quello che lo preoccupa di più. Adesso sa che questa manovra chiude col giorno delle favole, e deve dire al Paese la parola sacrifici…”.

Attraverso una nota, il leader dell’IdV, Antonio Di Pietro, replica al premier con gravi parole di accusa: “Affermando che le regole della Costituzione sono un impedimento a governare, Berlusconi è in linea con il suo personaggio e le sue idee. Solo nei modelli fascisti si può fare a meno delle regole costituzionali e del Parlamento”.

Stefano Catone

Commenti

2 Responses to “Berlusconi: ‘Costituzione intralcia azione’ Risponde Bersani: ‘Non ti piace? Vai via’ Ma premier punta a preparare il terreno

  1. Hombre on giugno 9th, 2010 15.19

    Non si può tecnicamente considerare lo showman al potere come un dittatore anche se di marca scadente. Invero dice chiaramente che la Carta Costituzionale è un intralcio al governo del Paese come l’intende lui. Se avesse la stoffa del dittatore non si curerebbe di regole scritte, non le farebbe applicare. Ma non ne ha la forza; blatera solo come se volesse convincere tutti che in effetti se governasse lui, a suo modo…….
    Ma viene il dubbio che non ne sarebbe capace veramente: in fondo cosa ha fatto di duraturo in tanti anni di governo? Ha rimestato tanto in lungo e in largo, ma: o ha fatto danni che una diversa legislatura cercherà di riparare o soprattutto ha sbandierato grandi cose a parole per nascondere miserevoli risultati. Correndo verso l’epilogo della sua esperienza saranno più i ricordi amari del mal fatto a ricordarci di lui che la cronaca giudiziaria. La Storia, beh, lasciamola a chi ne ha merito.

  2. Hombre on giugno 9th, 2010 15.31

    Voglio solo aggiungere: il suo consigliere privato per “le cose di religione” che sa suggerirgli le frasi evangeliche sull’amore, gli ricordi ogni tanto che nella vita terrena gli orpelli che abbelliscono l’azione umana sono “vanitas vanitatum”.

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