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***Il caso***
ANCORA DIMISSIONI PER MOLESTIE
di GAD LERNER

giugno 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Secondo e conclu- sivo mo- mento della (breve) narrazione di oggi sull’universo femmi- nile. Dopo aver studiato con Donadi il nodo-lavoro, analizziamo il sintomo principale di ciò che è alla radice del problema: la concezione, da parte di (una parte degli) uomini delle donne come puro oggetto (è proprio il caso di dirlo) del desiderio. Al punto da non considerare e, quindi, di non rispettare la loro sensibilità. Tutto questo si intreccia con il tema del potere e dell’autoreferenzialità della nostra politica, nella mancanza di onestà e responsabilità. Per cui gli uomini al potere cadono spesso nella tentazione di “approfittare” (ecco il raccordo con il passaggio di prima) di loro. Ma per fortuna – e grazie anche alle intercettazioni, anche in questo senso, per scoprire il malcostume che spesso va a dispregio dell’universo femminile, strumento decisivo per la civilizzazione della nostra politica (e non solo) – vengono scoperti. E sono costretti a dimettersi. Quello dell’assessore all’Ambiente del Comune di Milano è il quarto caso nel solo 2010. Il conduttore dell’Infedele li passa in rassegna e ci indica come tutto questo possa rap- presentare «una lezione per tutta la politica italiana». Read more

Ue: “Anche donne in pensione a 65 anni” Ma ora la parità va garantita a tuttotondo Donadi: ‘Ancora discriminate sul lavoro, il governo non faccia solo cassa su di loro’ Appello a Carfagna: incalzare Berlusconi

giugno 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è l’unico grande giornale di cultura politica del nostro Paese. Cultura politica vera: ovvero un giornale che offra ogni giorno una visione onesta e responsabile e spinga così la nostra politica, e con essa tutto il Paese, ad un rinnovamento appunto culturale di sé. Nel senso della modernità (sui temi di fondo che incidono il nostro futuro, e non solo su – singole – questioni particolari). Che non è una scelta di parte, ma quella condizione di “normalità” che caratterizza il resto del mondo occidentale e alla quale il nostro Paese ha il diritto-dovere di aspirare. Così, dopo avere fatto una battaglia contro l’autoreferenzialità della nostra politica, che abbiamo indagato nei giorni del caso/caos liste del Pdl nel Lazio – e che continuiamo ad indagare come filo conduttore del nostro discorso – e ora quella a favore della scelta della Cultura non più come voce di bilancio ma perché divenga bilancio della politica italiana e del Paese, oggi dedichiamo una breve narrazione – in due momenti – alle donne. Donne che costituiscono una metà disomogenea (ovvero non un blocco a sé stante ma/)e mescolata all’altra della nostra società. Le cui caratteristiche particolari – perché pure nella tensione alla parità, che sarebbe un peccato diventasse omologazione, esistono ed è bene che continuino ad esistere degli specifici maschili e femminili – sono essenziali per l’equilibrio della realtà e dunque è essenziale, per il bene di tutti, che divengano motore imprescindibile almeno tanto quanto quelli dell’uomo. La nostra politica, che non è un’arte maschile ma il governo della nostra società, ha bisogno in maniera decisiva di un apporto femminile comparabile a quello maschile. E lo stesso vale per il mondo del lavoro, i cui protagonisti non potrebbero che trarre beneficio da un ruolo rilevante delle donne. Che diventa doveroso nel momento in cui si stabilisce che donne e uomini vanno in pensione alla stessa età: stessi òneri (perché si parla di un allungamento della durata del tempo della vita dedicato al lavoro), stessi onòri. Di questo ci parla Massimo Donadi, nella prima parte di questa nostra discussione sull’universo femminile ingabbiato nella nostra società. Il capogruppo di Idv alla Camera invita il governo a non approfittare delle donne (è proprio il caso di dirlo? Lo vedremo meglio nella seconda parte del nostro “racconto”) e a cogliere l’occasione della parificazione dell’età pen- sionabile per prendere provvedimenti-scossa per stabilire una completa parità lavorativa. Read more

Un anno fa, Crespi: ‘Tremonti fa la fronda E’ il mandante degli scandali del premier’ Ora i sospetti sul suo ruolo in Appaltopoli E intanto il ministro si avvicina a FiniVerso un cambio d’equilibri dentro il Pdl?

giugno 8, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Lo hanno scritto e detto, oltre a noi, quasi tutti i grandi quotidiani. Maurizio Crozza fa la sintesi: «Complimenti Giovanni (Floris) per lo scoop di avere in studio il nuovo presidente del Consiglio». Provocazioni, boutade. Ma poi ci sono i fatti: da mesi il Parlamento è semibloccato per un cordone della borsa stretto da Tremonti; gli stessi altri ministri si lamentano perché il plenipotenziario di via XX Settembre (e, appunto, a quanto pare non solo) fa il bello e il cattivo tempo (anche, indiretta- mente, con le loro competenze). Appare insomma chiaro a tutti come il ministro dell’Economia sia oggi il perno della politica italiana (attuale): quale che sia il giudizio che si possa dare (…). In questo contesto assumono contorni diversi, quasi drammatici, e da un certo punto di vista spaventosi, i sospetti circa il ruolo di Tremonti nella (scorsa) estate calda di Berlusconi, quella degli scandali sessuali. E ora di una sua regia dietro le inchieste della magistratura. Il ministro avrebbe insomma in mano le redini del nostro Paese. A tutto ciò si aggiunge ora una tessera ulteriore: Giulio è uno strano animale politico; ex predicatore liberista, poi protezionista, oggi attua in politica economica una linea che si può ricondurre ai modelli di welfare State nord-europei, e dunque a modelli laburisti. Se qualcuno arriva ad azzardare che in un futuro rimescolamento delle carte Tremonti potrebbe addirittura trovarsi vicino o alleato con i Democratici, il giornale della politica italiana può anticipare un incontro (in senso figurato) che starebbe maturando con il presidente della Camera. Per un nuovo patto di ferro che determini un ribaltamento degli equilibri interni al Pdl e favorisca la fronda (appunto) contro il presidente del Consiglio. E prepari magari il terreno ad un confronto indolore per la successione. Ce ne parla, come sempre per il centrodestra, il nostro Pietro Salvatori. Read more

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