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***Il commento***
BERLUSCONI A BALLARO’, AVEVA RAGIONE LUI
di LUIGI CRESPI

giugno 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Più vicini alla realtà i dati di Euro- media Research (anche se il presidente del Consiglio è sicuramente in calo, come ci rivelavano proprio i numeri del grande sondaggista la scorsa settimana). E la “tesi” della trasmissione per cui Tremonti sia “meglio” di Berlusconi per il centrodestra è, (anche) popolarità alla mano, infondata. E contemporaneamente è vero che la strategia di comunicazione sulla manovra del governo è stata fallimentare: si è passati dalla rappresentazione di una realtà posticcia da sogno, alla tragedia del «rischio-Grecia». Nonostante questo, la maggioranza resta l’unica opzione considerata credibile dagli italiani: l’opposizione non esiste, e non offre nessuna «alternativa». In questo nuovo grande pezzo per il giornale della politica italiana, l’ex spin doctor del presidente del Consiglio prende le mosse dall’episodio della telefonata del premier, martedì sera, alla trasmissione condotta da Giovanni Floris per fare il punto della situazione.     Read more

L’intervento. Vinci il concorso, ma con i tagli non ti assumono Madia

giugno 3, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La manovra di Tremonti ha colpito, lo abbiamo visto, in primo luogo gli statali. Che non sono una categoria di persone fuori dal Tempo e dallo Spazio, ma donne e uomini in carne ed ossa che, anche se negli ultimi anni sono stati più garantiti, hanno, magari, una famiglia a carico e possono vivere delle difficoltà per le limitazioni imposte dalla finanziaria. Ma c’è un risvolto, se possibile, ancora più grave. Confindustria denuncia che si tratta di una manovra che non fa sviluppo, l’opposizione rileva la mancanza di interventi strutturali. In altre parole, non ci porta da nessuna parte anche perché fra qualche tempo, non avendo cambiato il modo in cui le cose vanno (ciclicamente), ci ritroveremo a punto e accapo. In questa chiave, non ci sono tuttavia solo meno opportunità di quelle che si sarebbero dovute creare, ma anche rispetto a quelle che c’erano già. Perché, e lo denuncia dalle nostre colonne la deputata del Partito Democratico, la manovra blocca il ricambio: lo Stato cerca nuove competenze, ne ha bisogno per evolvere, modernizzarsi, innovare; ma, quando le ha trovate (i vincitori di concorso, appunto), non le assume. E passa molto tempo prima che ciò possa accadere. Un blocco che va a colpire direttamente ciò che più sta a cuore a questo giornale: la modernizzazione, appunto, del nostro Paese (anch)e (attraverso) i giovani. Non solo dunque non viene dato un contributo per il futuro, ma viene tolto qualcosa rispetto a quello che, in termini di rinnovamento fisiologico, avevamo. Una manovra all’indietro, che non potremo che pagare ancora di più in futuro, in termini di mancata crescita sul piano della competitività, e dunque di mancata crescita economica che andrà ad aggravare ancora di più il ritorno dei problemi che questa manovra avrebbe dovuto risolvere, invece ha solo rattoppato, e togliendo (una parte del)la possibilità che si risolvessero da “soli” per come il nostro Paese già funzionava. L’intervento, dunque, di Madia.            Read more

***L’editoriale***
MA ORA (RI)COSTRUIAMO L’ITALIA
di ALDO TORCHIARO

giugno 3, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Uno dei segni di una politica italiana autoreferenziale e che ha perso la capacità di incidere è la retorica. Sì, perché la retorica è la mancanza di contenuto; è l’espressione manieristica di un pensiero che non c’è, e che si deduce (dovrebbe essere), nei suoi caratteri generali (e vaghi), dal senso comune e dai modelli. E dunque si ascolta quando viene meno la (nostra) politica. Così come a sinistra – abbiamo scritto – si parla un linguaggio sterile, si dice che si dovrebbe fare qualcosa senza mai dire (magari) cosa e (comunque) come, se il linguaggio della destra è incisivo ma quasi sempre intorno ad interessi particolari, la nostra politica in generale, scrive la grande firma di E Polis e del giornale della politica italiana, è retorica quando parla dei propri valori (fondanti) e del Paese. In particolare, è la tesi di Torchiaro, l’Unità d’Italia si celebra (ma, ad esempio, non c’è una festività specifica che la ricordi) ma non si (ri)produce. All’Italia, questo giornale lo ha scritto più volte, manca un grande progetto organico di futuro, che ridia prospettiva e motivi il nostro Paese, promuovendone così (come abbiamo avvertito ieri, mai, però, questo deve accadere drogando – ovvero promettendo ciò che non può essere – l’opinione pubblica) anche la stessa unità. E, comunque, mancano quegli interventi concreti che consentano di superare le divisioni de facto che attraversano oggi l’Italia e che costituiscono l’humus nel quale può germogliare la gramigna della separazione leghista. Torchiaro, dalle colonne de il Politico.it, spinge dunque la nostra politica a lasciarsi alle spal- le la retorica del 2 giugno e a cominciare ad agire. Read more

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