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***Il commento***
ISRAELE, L’IPOCRISIA DI NATO E ONU
di TIZIANA VERDI

giugno 1, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Sono le parole del primo ministro israeliano Bibi Netanyahu, ma il giornale della politica italiana le fa proprie. Cosa facevano le due organizzazioni internazionali mentre la flottiglia delle Ong (peraltro finanziata dall’IHH, movimento integralista islamico la cui compartecipazione avrebbe dovuto destare più di un sospetto) solcava il Mediterraneo verso Gaza, destinata ad un conflitto prevedibile e inevitabile con la marina di Tel Aviv? Dopo aver condannato, doverosamente, la strage da parte israeliana, il Politico.it si chiede se coloro che ora gettano la croce indiscriminatamente su Israele abbiano fatto ciò che era nelle loro possibilità – e responsabilità – per evitare quello che poi è accaduto. Perché lasciare che la nave si avvicinasse indisturbata senza effettuare neppure un controllo? E (per paradosso) cosa sarebbe (peraltro) accaduto se una nave israeliana avesse fatto lo stesso percorso, all’inverso, per andare a portare solidarietà al popolo curdo in Turchia? Il giornale della politica italiana è un giornale libero e sopra le parti (tutte). E lo dimostra offrendo un altro autorevole punto di vista sullo scontro al largo di Gaza. La firma è della giova- ne ricercatrice esperta in questioni mediorientali. Read more

***Il commento***
ISRAELE, LA NOSTRA (EQUI)DISTANZA (?)
di ANDREA SARUBBI*

giugno 1, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La linea di questo giornale è chiara: onestà e responsabilità. Che non significa una melassa indistinta di (mancate) prese di posizione. Ma prese di posizione forti. Nel solo interesse, però, dell’Italia (tutta). O, in questo caso, del “mondo”. Ovvero di tutti gli esseri umani. Di fronte alla strage dei civili perpetrata dalla marina israeliana il giornale della politica italiana non ha avuto esitazioni: condanna ferma, per la firma di Gad, che ha suscitato una profonda riflessione e alimentato il dibattito tra i nostri lettori (i commenti in coda al pezzo): un dibattito alto e spesso, com’è inevitabile tra i lettori, preparati e appassionati, di questo giornale. Espressa la condanna, stigmatizziamo: stigmatizziamo chi, come il Giornale di Feltri, si mette dalla parte degli… spari, e chi, dal versante opposto, ne approfitta per una condanna generalizzata allo Stato di Israele (o peggio ancora al Popolo di Israele) che non ha (hanno) nulla a che vedere con quanto accaduto. Perché, lo ripetiamo ancora, c’è una linea di demarcazione netta tra governo di Israele, al quale l’esercito più o meno direttamente risponde, e Stato e Popolo di Israele. Ed è (anche) la linea di demarcazione che passa (poi) tra la Politica e l’antisemitismo. Che nessuno può permettersi di valicare senza suscitare la nostra riprovazione e indurci ad una pronta reazione. Il nostro governo, in ogni caso, ha scelto la linea del Giornale: con il sottosegretario Mantica (poi rintuzzato da Frattini) ha parlato di «provocazione» alla quale l’esercito «non poteva non rispondere». E questa è una presa di posizione figlia di una presa di posizione precedente della nostra destra (o di un pezzo de), quella dalla parte di Israele-e-basta nel confronto con i palestinesi. Ed è una scelta che tradisce l’impostazione storica della nostra politica estera-mediorientale, che anche per la nostra collocazione geografica e la nostra Storia è legata ad un ruolo di mediazione. Un ruolo alto e che ci consegna (e dimostra una nostra) grande responsabilità, che ci deve rendere orgogliosi – scrive il deputato del Partito Democratico. E che, almeno questa, non si può rin- negare per le stesse ragioni ideologiche, politicisti- co-populistiche e “private” che già hanno sconvolto la nostra politica interna. L’editoriale di Sarubbi.             Read more

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