Top

Diario politico. Uno, dieci, mille Brancher Spazzati via processi a premier e ministri Nuovo lodo Alfano retroattivo-”allargato” Ma nel Pdl anche onestà e responsabilità Pisanu: “Anche per me gli eroi sono altri”

giugno 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Uscito dalla porta, lo scudo per Brancher rischia di rientrare dalla finestra. Di fronte alla reazione di sdegno per il caso del ministro nominato perché potesse sfuggire dai suoi guai giudiziari – a differenza di tutti noi cittadini – che – come ci ha rivelato ieri il nostro Crespi – trascina il presidente del Consiglio al punto più basso – in termini di fiducia – dal giorno del suo ritorno a Palazzo Chigi, Berlusconi non lascia, raddoppia. Accelera e si prepara a far approvare la versione costituzionale della norma che consente la sospensione (permanente) dei processi per… lui. E non solo. Stavolta anche le accuse “maturate” prima dell’inizio dell’attività di governo, nelle vesti di comuni cittadini, di fatto decadranno e – come già con la formula finale del legittimo impedimento – tutto ciò non varrà più solo per il capo del governo, ma anche per i suoi ministri. Silvio conta sull’effetto dispersivo e distensivo dell’estate ormai cominciata e su una memoria dell’opinione pubblica che si è già dimostrata corta. Ma questa volta la fretta (necessaria, dal suo punto di vista) potrebbe avergli giocato un brutto scherzo. Brancher ha segnato un punto di svolta e, forse, di non ritorno nel rapporto tra la maggioranza e il Paese. Che non sembra più disposto a farsi prendere in giro, a colpi di provvedimenti che sollevano i membri del governo dalle responsabilità per le quali un comune cittadino passa anni interi entrando e uscendo dai tribunali. In questo quadro il risveglio, per un Berlusconi che, come abbiamo avuto modo di scrivere, non appare più brillante come una volta, potrebbe essere bru- sco. Il racconto della giornata, all’interno, di Bagnoli. Read more

Ogni settimana al cinema con il Politico.it The Road, di John Hillcoat

giugno 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Mercoledì. E, in questo inizio d’estate, senza Mondiali. Il giornale della politica italiana è anche il giornale del cinema. Di Attilio Palmieri, il giovane e talentuoso critico cinematografico de il Politico.it. E del suo scrittore, Fabrizio Ulivieri, che firma le recensioni settimanali con la sua penna d’autore. E’ il giorno giusto per la ripresa della rubrica: luglio e agosto, mesi di cinema meno alto, nei quali nondimeno si può vedere (e rivedere). E per chi non ha vicino casa una rassegna, ecco un film uscito già da qualche tempo ma ancora nelle sale in tutte le grandi città del nostro Paese. Un film che Ulivieri ci racconta. Così. Read more

Libertà di stampa, la ‘piazza’ fu opportuna Governo ‘forza’: ddl va in aula il 29 luglio Se Minzo apre la strada all’info di regime Ma ora Berlusconi si avvicina al tramonto

giugno 30, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Ricordate? Era il 3 ottobre e il Paese libero e democratico scese in piazza per avvertire che la libertà di informazione (o meglio l’informazione libera: era questo il senso di un “titolo” che rappresentava solo un’efficace sintesi comunicativa) era in pericolo. Sul giornale della politica italiana si aprì un dibattito tra i lettori che lo condividevano e quanti, tra i sostenitori della maggioranza, negavano che in Italia ci fosse (stato?) un regime. Ma nessuno tra i commentatori moderati che pongono la questione ha mai sostenuto che nel nostro Paese non ci sia già più libertà di stampa; il punto è che gli spazi si sono ridotti tantissimo e, quel che è peggio, questo dichiara l’intenzione di una ulteriore riduzione/limitazione. La cosiddetta (ma fino ad un certo punto) legge bavaglio va, com’è chiaro, proprio in questa direzione. Oggi la stretta sui tempi per cui il ddl tornerà in discussione prima della pausa estiva. «Un puntiglio», chiosa il presidente della Camera, che aveva sostenuto l’esistenza di ben altre priorità rispetto alla discussione della legge sulle intercettazioni, e giudica l’accelerazione «irragionevole». In realtà la ratio (?) c’è ed è chiara: far sparire al più presto tutti i riferimenti agli affari e alla cricca che, oltre a costituire un problema per i sodali del premier, spingono lo sgretolamento del sistema di potere sul quale si regge questo andazzo. Il giornale della politica italiana è il giornale di tutta la nostra politica. Onesta e responsabile. E continuerà a fare la propria parte per stoppare questa deriva e restituire al nostro Paese un arco costituzionale (veramente tale in tutti i sensi). Massimo Donadi fa il punto sulle intenzioni del governo e annuncia la reazione dell’Italia dei Valori. Solo su il Politico.it. Read more

Sondaggio Crespi, Berlusconi mai così male dal 2008. Tutte le tabelle

giugno 29, 2010 by Redazione · 3 Comments 

Il grande sondaggista fotografa tutti i momenti-chiave della nostra politica. Il caso del ministro nominato al solo scopo di consentirgli di sfuggire ai propri guai giudiziari determina, senza dubbio, il punto più basso – “qualitativamente” parlando – della parabola di questo governo. Valutazione degli “esperti” i quali, nondimeno, spesso in questi quindici anni – specie in relazione al cammino del presidente del Consiglio – sono stati smentiti dalla risposta dell’elettorato, che il Cavaliere sembra “conoscere” meglio di tutti. Ma ora i dati di Crespi lo confermano: per la prima volta dalle elezioni che lo hanno riportato a palazzo Chigi, Berlusconi scende sotto il 50% di apprezzamento. Una soglia ancora abbastanza alta, ma che messa in relazione al 67% dei primi mesi di legislatura dà il segno di un vero e proprio tracollo, che prelude ad un calo netto del consenso, che pure, ancora, non si registra (del tutto). Più che un campanello una (grande) sirena d’allarme per il presidente del Consiglio, che, del resto, come abbiamo già avuto modo di scrivere potrebbe avere davvero cominciato, questa volta, la propria parabola discendente. Tutti i dati, all’interno, nelle tabelle. Read more

***Il commento***
DELL’UTRI, UN’OMBRA SULLE ISTITUZIONI
di MASSIMO DONADI*

giugno 29, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Mentre il Tg1 compie una sorta di “processo di beatificazione” del senatore Pdl condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, dando l’impressione che Dell’Utri sia stato assolto tout court, come già con (i casi peraltro diversi di) Bettino Craxi e l’avvocato Mills, il giornale della politica italiana racconta la vicenda nella chiave della nostra politica. Il capogruppo di Italia dei Valori alla Camera pone l’accento sui dubbi e sulle preoccupazioni che la conferma della condanna al braccio destro del presidente del Consiglio deve suscitare in chi è animato da uno spirito realmente democratico, e aspira ad una affermazione su tutta la linea dello Stato nei confronti delle organizzazioni criminali. E allarga il campo a ciò che dovrà seguire a tutto questo: «Fare chiarezza» sugli intrecci tra Cosa nostra, affari e, appunto, la politica (nostra?).            Read more

Dell’Utri mediatore tra Berlusconi e mafia “Ma non c’è legame con FI e le stragi ’93″

giugno 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il senato- re Pdl condan- nato in appello a 7 anni per concorso esterno in associa- zione mafiosa. Ridotta la pena – 9 anni – di primo grado. Il Pg ne aveva chiesti 11. Dell’Utri – secondo la sentenza – è stato il tramite con l’allora imprendi- tore di Arcore per l’assunzione come stalliere del boss mafioso Mangano (che ha assicurato protezione contro eventuali sequestri). E poi avrebbe contrattato con la mafia anche per proteggere le aziende del futuro presidente del Consiglio. Smentito invece il ruolo di Cosa nostra nella nascita di Forza Italia e qualsiasi rapporto con le stragi del ’93. Il servizio, all’interno, è di Stefano Catone. Read more

“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi Se non lo sa lei!

giugno 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Si parla dell’ormai famigera- to (è proprio il caso di dirlo) sondaggio dell’Espresso sul possibile, futuro leader Democratico, sul quale intervenne da noi Pina Picierno. Il “tema” torna d’attualità perché sul supplemento del sabato del Corriere la retroscenista sul Pd, Maria Teresa Meli, lo ha richiamato. E lo ha fatto per criticare Pippo Civati, reo – secondo la ricostruzione della Meli – (con gli altri) di avere taroccato l’esito della consultazione facendo votare in massa (ovviamente per sé) propri adepti. Giulia smonta la tesi basandosi sulle ricostruzioni dei blog di quei giorni, ma soprattutto dice no a quello che è diventato uno sport (della stampa moderata) nazionale: colpire i giovani Democratici. Lei stessa, e ce lo racconta, finì nel tritacarne. E tuttavia ribadiamo – in chiave costruttiva – ciò che avevamo già scritto più volte: i futuri(bili) leader del centrosinistra si dedicano troppo alla competition (anticipata, una sorta di caccia alla pole) tra di loro e poco al Paese e, soprattutto, al (suo) domani. Il leader ideale del Pd è colui che mette (la formulazione del)le idee e l’interesse della nazione non davanti, ma al posto del proprio interesse personale. Su Civati, in questo senso, sospendiamo il giudizio. Giulia ora. Sentiamo. Read more

***Brancher e gli altri***
BERLUSCONI E’ AGLI SGOCCIOLI (?)
di ALDO TORCHIARO

giugno 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Stiamo facendo fatica ad accorgercene, ammaliati dall’arte berlusconiana. Il sorriso del presidente del Consiglio, la sua “cantilena rassicurante”, l’inerzia che mantiene in vita tutto questo fanno sembrare a tutti noi, ancora non del tutto capaciti del fenomeno-Berlusconi (quindici anni dopo), che la “costruzione” del presidente del Consiglio sia ancora integra e salda in controllo del Paese. E in parte è così, perché non è ancora emerso l’uomo, o la parte (il Pd è ancora lontano dal diventarlo, ma in fondo è un gigante in età immatura, o addormentato, che potrebbe crescere o svegliarsi all’improvviso) che può tirare le fila di ciò che ora stiamo per indicare. Ma il caso, fantozziano, del ministro nominato perché potesse sfuggire ai propri guai giudiziari grazie al legittimo impedimento è il segno che la fine è iniziata, e non da oggi, e coincide – come sempre – con il momento di massima sicurezza dei protagonisti. In questo editoriale per il giornale della politica italiana, la grande firma di E Polis e de il Politico.it invita Berlusconi a riprendere in mano la situazione, ad aggiustare quel motore che, scrive Torchiaro, si è probabilmente spento nella sala macchine del Pdl; ma è probabile che la macchina (nel suo complesso) sia ormai sfuggita di mano: vuoi per l’età ormai abbastanza avanzata del premier, vuoi perché quando la misura è colma il tappo finisce per saltare, per usare le parole di Paolo Mieli, che primo fra tutti ha visto questo che noi – comunque primi tra gli altri – segnaliamo ora, vuoi perché (ed è in parte una conseguenza delle prime cause) intorno a Berlusconi è stata bruciata molta erba (in tutti i sensi?) in questi anni, la macchina, appunto, non è più quella di una volta, e non risponde più, come prima, ai comandi. Per questo in casa-centrodestra, dove ovviamente hanno ancora più forte il polso della situazione, è già cominciata la lotta (per ora sommersa) per la successione. Noi abbiamo scritto di Tremonti e del suo tessere le fila del dopo-Berlusconi; ma anche Alfano sarebbe in movimento. E se anche Ernesto Galli della Loggia, oggi, sul Corriere, parla di rischi per il governo, così come titoliamo noi, vuol dire che, davvero, siamo ad un passo dalla fine. Di cosa? Avremo modo di ragionarne nei prossimi giorni. Intanto, Torchiaro. Read more

Tremonti-Guzzanti: ‘Vendiamo Sardegna!’ Il guaio è che ora la vendono davvero

giugno 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Federalismo demaniale, come raccontato – al momento dell’approvazione in aula – parte del nostro patrimonio immobiliare e territoriale viene “regalato” dal governo centrale a Regioni, Province, Comuni. Che possono farne quello che vogliono. Compreso metterlo sul mercato. E cederlo a privati. Abbiamo già avuto modo di commentare come – sul piano strettamente politico-politicistico – tutto questo rappresentasse un ulteriore passo verso la secessione leghista. Ma ora che la lista dei beni trasferiti è stata resa pubblica, a colpire è soprattutto la svendita dell’Italia (e per una volta in senso stretto): nell’elenco ci sono isole sarde, pezzi di Dolomiti, storiche ville romane. L’ennesima scelta di brevissimo periodo che ci priverà di un pezzo del nostro patrimonio, appunto, e ci renderà più poveri. E rischia – oltre a fomentare il separazionismo – di por- tare alla distruzione di parte della bellezza del nostro Paese. Il servizio, all’interno, è di Stefano Catone. Read more

Silvio: ‘Basta sprecare soldi dei cittadini’ Come con la nomina di Brancher ministro

giugno 28, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Se gli italiani vogliono (continuare a) farsi prendere in giro, possono accettare tranquillamente di essere abbindolati con la più bassa tecnica del bugiardo: a fronte di una propria specifica colpa, fingere indignazione e rigirarla addosso agli stessi accusatori o a soggetti terzi, così da apparire non solo senza macchia, ma addirittura paladini del bene. Il presidente del Consiglio è un grande comunicatore, e dunque un grande conoscitore della psicologia degli altri. Ma nelle ore dello sputtanamento del governo per la vicenda del ministro fatto tale solo per consentirgli di sfuggire ai propri guai giudiziari, un insulto, prima che all’onestà, alla perseguibilità di tutti noi, che comporta peraltro anche un considerevole spreco – bisogna chiamarlo così, se è vero che non si sa nemmeno bene Brancher cosa dovrebbe fare – dei soldi degli stessi cittadini “difesi” da Berlusconi dalle ruberie delle Regioni, le parole del premier suonano come grottesche (e sarebbe a questo punto davvero lesivo della dignità di chi lo facesse prenderle per buone). Anche perché i soldi che le Regioni dovrebbero risparmiare per consentire al governo di rimettere a posto quei conti che troppo tardivamente si è messo a curare, vanno tutt’altro che sprecati: sono quelli che finanziano i nostri servizi, che in un momento di crisi diventano tanto più essenziali (anche, e soprattutto) nella loro gratuità. Read more

***La Lega e il Sud***
MA IL “MIO” UMBERTO E’ UN PATRIOTA
di PAOLO GUZZANTI

giugno 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Perché la probità (più o meno gravida di contraddizioni), il rigore, la «buona e saggia amministrazione» leghista sono un modello da seguire e la provocazione del secessionismo delle camicie verdi è il pungolo per farle finalmente proprie anche nel Mezzogiorno, facendo leva sulle virtù e abbandonando l’autocompiacimento dei vizi. Un incontro con Bossi, un abbraccio, il «riconoscimento» (reciproco) come persone che «hanno fatto e fanno il bene dell’Italia». Il Sud non deve considerare la Lega il nemico bensì il collega ambizioso, il competitor motivante che – recuperato un buon rapporto, mettendosi nelle condizioni di una competizione sana con lui – può portare alla rinascita. Guzzanti fa poi due considerazioni il cui senso il giornale della politica italiana rilancia ogni giorno: primo: il Paese deve tornare ad investire nella propria intelligenza, cominciando a farlo con l’università e la ricerca ma nell’ambito di un cambio di sistema che trasformi la cultura da una voce del bilancio a IL bilancio; il federalismo non è la terra promessa e va valutato e ponderato al di là di ogni (presunto) opportunismo elettorale, in primo luogo dal centrosinistra che, in mancanza di idee proprie, si è ancora una volta appiattito sulla ricetta dell’avversario (ma il rapporto con il Nord si recupera offrendo un grande progetto per il rilancio del nostro Paese, convincendo e riottenendone il rispetto, non con la scorciatoia di un regalino ricevuto il quale si tornerà ad infischiarsene di Letta e Bersani e del resto – è proprio il caso di dirlo? – del Pd). Grande pezzo di Guzzanti. Buona lettura e buona politica con il giornale della politica italiana.
In settimana scontro sulla Padania di F. TEMPESTA Read more

E in settimana lo scontro sulla Padania di F. TEMPESTA

giugno 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

di Francesco TEMPESTA

E alla fine il presidente della Camera Gianfranco Fini emette la sentenza: “La Padania è una semplice invenzione propagandistico-culturale e di conseguenza non esiste”. Parole durissime, scaturite all’indomani dell’ormai tradizionale ritrovo della Lega Nord a Pontida. Qui, ad infiammare gli oltre diecimila sostenitori del Carroccio, l’esplosivo intervento del leader leghista.

Il Senatùr ha voluto subito mettere le cose in chiaro dopo la nuova nomina a ministro per l’Attuazione del Federalismo di Aldo Brancher, ribadendo e confermando come il Federalismo fiscale sia “cosa” fra lui e il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. Ma Bossi nel suo discorso di Pontida ha voluto lanciare una proposta che ad alcuni è potuta sembrare provocatoria ma che in realtà segue un modello già consolidato in Germania. Si tratta della delocalizzazione degli uffici governativi che il Senatùr vorrebbe applicare anche in Italia spostando alcuni ministeri in città come Milano, Venezia e Torino.

Ma non solo. Durante il tradizionale raduno, il leader del Carroccio, alle urla dei sostenitori che inneggiavano alla Padania libera, ha ribadito che la lotta della Lega non sarà mai conclusa fino a che non sarà finalmente libera dal resto d’Italia.

Ascoltare queste parole da uno dei leader del governo italiano non è proprio andato giù a Gianfranco Fini. Il presidente della Camera tuona così contro Bossi e i leghisti. Da queste parole è nato un intenso botta e risposta fra lo stesso Fini e i vari rappresentati della Lega. Lo ripercorriamo.

Il primo a rispondere è Bossi che non risparmia frecciatine nei confronti del presidente della Camera dei Deputati. «Ci sono grosso modo 10 milioni di persone disposte a battersi per la Padania, vuol dire che esiste. Certo non c’è lo Stato padano, ma la Padania esiste» incalza il Senatùr che naturalmente fa intendere che difenderà a denti stretti la sua creatura. «La polemica – prosegue Bossi nel suo attacco-risposta a Fini – non fa bene alla salute di Fini, perché è difficile che lui prenda i voti da quella parte; la Padania è talmente inesistente che a noi ha dato più voti che a tutti gli altri partiti». Per il ministro delle Riforme, l’ex leader di Alleanza Nazionale si è permesso di definire in questo modo la Padania soltanto perchè non la frequenta direttamente, non conosce il suo territorio e di conseguenza non becca nemmeno un voto dagli elettori padani.

Piccata è arrivata anche la replica del ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. Piena volontà della Lega di portare a termine la propria missione, quella del Federalismo. «La Lega Nord – ribadisce Calderoli – ha preso la strada del Federalismo. Tutto il resto è privo di fondamento. Noi lavoriamo, gli altri filosofeggiano; c’è chi lavora per realizzare il federalismo, e conseguentemente la coesione, e chi, invece, si dedica alla filosofia» conclude il ministro leghista con toni altamente polemici nei confronti di Fini.

Ancor più provocatorie sono le (conseguenti) parole del governatore del Veneto Luca Zaia. L’esponente del Carroccio mette polemicamente in discussione l’esistenza del Sud e della “questione meridionale” in contrapposizione a chi non ha intenzione di riconoscere la Padania come realtà allo stato dei fatti. Uscita che non fa altro che contribuire ad evidenziare l’idea abbastanza confusa che i leghisti hanno di Nord e Sud.

Anche il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota dice la sua. Per il governatore leghista “la Padania esiste e Fini può dire tutto quello che vuole”. A riprova di questo, secondo Cota, vi è l’aumento sempre crescente dei consensi elettorali che la Lega può vantare.

Immediata arriva quindi la controreplica di Gianfranco Fini, pubblicata sul sito di Generazione Italia come risposta alla lettera di un cittadino della Brianza iscritto al Pdl. «La Padania non esiste, come ci ha ricordato anche la Società geografica italiana. C’è solo la nostra Italia. Che avrà problemi, differenze tra Nord e Sud, ma è la nostra Nazione. E dobbiamo esserne fieri, non solo quando gioca la Nazionale» scrive il presidente della Camera. «Sbaglia – prosegue l’ex leader di An – chi dice che se non esiste la Padania non esiste la questione meridionale. I problemi del Sud esistono da ben prima che venisse formulata per la prima volta, nel 1873, la nozione di questione meridionale. Così come nessuno può negare l’esistenza di una questione settentrionale. Sono questioni che vanno inserite in un discorso più ampio: il futuro dell’Italia. Non si può dire che è Padania quella parte del paese che lavora e paga le tasse. Per due motivi: non è solo il Nord a lavorare e pagare le tasse e non tutti i cittadini del Nord che lavorano e pagano le tasse si sentono padani».

Prova a smorzare i toni Franco Frattini. Anche se pure per il capo della nostra diplomazia la Padania è solo “uno slogan che la Lega ha inventato tempo fa ed è efficace agli occhi della loro gente”.

Cicchitto dal canto suo tiene a ribadire che la tenuta del governo si basa sul solido rapporto fra Pdl e Lega. Un’alleanza non facile che, tuttavia, secondo il capogruppo Pdl, non ha alternative.

Un’ammissione di come la mancanza di alternative spinga il Pdl a difficili compromessi con una Lega che pretende sempre di più. Una nuova crepa si è quindi aperta sull’asse Pdl-Lega-Fini, crepa che potrebbe sensibilmente allargarsi quando il federalismo finirà effettivamente sul tavolo.

Francesco Tempesta

***Il/in confronto***
L’ITALIA COME L’ITALIA DI LIPPI (?)
di MARCO ROSADI

giugno 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La grande firma del giornale della politica italiana affronta i limiti della Nazionale come, scrive, del Paese. Nell’introdurre e nel commentare il pezzo di Rosadi rilanciamo la ricetta: coinvolgimento e coordinamento sono le parole-chiave per il “ritorno” della nostra nazione, che può e deve essere rimotivata da una politica italiana che ricominci a preoccuparsi di fare solo il bene dell’Italia, il solo interesse di tutti gli italiani. E lo può fare, appunto, solo insieme al resto (stavolta non è proprio il caso di dirlo) del Paese. Ci torneremo, anche perché la grande mission del giornale della politica italiana è contribuire in maniera decisiva, come già sta avve- nendo, alla ripartenza e a rifare grandi tutti noi.      Read more

***L’editoriale***
SE LA CGIL SOSTITUISCE IL PD
di ALDO TORCHIARO

giugno 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ieri la piazza per protestare contro la manovra. Lasciamo stare – per un momento – lo specifico delle rivendicazioni: è evidente come il sindacato si stia facendo carico di offrire quella rappresentanza e quel contraltare che il (principale partito del) centrosinistra non è, al momento, in grado di dare. La situazione dei lavoratori, scrive la grande firma di E Polis e de il Politico.it, è delicata; mai come ora sarebbe importante, per la nostra democrazia, che i Democratici (non a caso) svolgessero il loro ruolo. Anche per isolare quegli estremisti terroristi beceri che tornano a rivolgere minacce a Pietro Ichino. Insomma, il Pd non fa male solo a se stesso, fa male al Paese. Il giornale della politica italiana si è speso e si spenderà ancora in suggerimenti per Bersani e i suoi. Fini, lo abbiamo visto, ascolta il Politico.it; sarebbe ora che comin- ciassero a farlo (di più) anche i Democratici (per loro). Torchiaro dunque, sull’”assenza” dei riformisti.  Read more

Brancher scuote gli italiani e Napolitano ‘No, non ha alcun legittimo impedimento’ Così (ora) anche la Lega prende distanze E i finiani: “Quella mossa, inopportuna”

giugno 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il neo- ministro «non ha portafo- glio» dunque non non ha nessun ministero da costruire e perciò neppure alcunché gli impedisca di presentarsi ai processi. Quando è troppo è troppo. Studiato a tavolino per esplodere nelle ore della partita della Nazionale, e passare, così, (quasi) inosservato, il caso Brancher al contrario fa breccia nei sentimenti (di indignazione) degli italiani e si rivolta contro il governo per raggiunto limite di sopportazione: l’Italia è Paese abituato al peggio, cui il presidente del Consiglio ha insegnato a non “patire” più per nulla, ma di fronte ad una presa in giro-provocazione, come l’ha definita il nostro Gad Lerner, tanto palese, anche i nostri concittadini sotto effetto dell’anestetico berlusconiano reagiscono, e mettono nelle mani del capo dello Stato la palla di una risposta. Che prontamente, in serata, arriva. Per la sorpresa di tutti, Napolitano raccoglie lo spirito del (breve) tempo e rispedisce al mittente la “giustificazione” di Brancher che ventiquattrore dopo avere giurato al Quirinale aveva già brandito lo scudo del legittimo impedimento, confermando i sospetti sulla strumentalità della nomina. Il giornale della politica italiana vi racconta come nessun altro questa storia (è proprio il caso di chiamarla così). Baffigo. Read more

“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi Paradossi calcistici

giugno 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Oggi è il giorno del processo alla Nazionale di Lippi. E della ricerca delle cause di un fallimento (sportivo). Repubblica, Corriere e Stampa dedicano dalle 10 alle 13 pagine, le prime, all’Italia (quella calcistica). Si può accettare, anche se in un Paese con un’altra cultura (civile) ciò non sarebbe accaduto. Specie in un momento di crisi (di fondo e acuta) della nazione. Oltre tutto ciò allontana gli italiani dalla percezione di ciò che sta davvero avvenendo. Ed è così che anche la nostra politica, quella becera, quella autoreferenziale, può permettersi di macchiarsi, nella giornata della partita della Nazionale, di un fatto grave come la nomina a ministro di Brancher perché potesse utilizzare, come ha effettivamente fatto ieri, lo scudo del legittimo impedimento per sfuggire ai propri guai giudiziari. Il giornale della politica italiana sceglie allora una via mediana, parlando della nostra politica – e dell’Italia, quella vera – e parlando anche un po’ (poco) di calcio. Lo fa con Giulia, che analizza il commento di Calderoli all’uscita prematura della nostra rappresentativa chiedendosi se il ministro, e dunque la Lega, non si stiano accorgendo che la loro linea sulla cittadinanza è antistorica. E non fa (dunque) il bene dell’Italia.      Read more

Pomigliano, ciò che non vi dicono In gioco c’è la nostra democrazia

giugno 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana non è certo un giornale “conservatore”, nella accezione tecnica e non politica del termine. Ma il cambiamento non può essere imposto dal mercato bensì dev’essere guidato dalla (nostra) politica. La strada, per il nostro Paese – lo abbiamo indicato più volte – è quella di un cambio di sistema, sì, ma nel senso di una conversione in una società (e in un’economia) della conoscenza. Del passo fatto proprio da esecutivo, Lingotto e sindacati si va verso una sempre maggiore riduzione dei diritti, nella chiave di una «rivoluzione copernicana» che ci porta da una democrazia fondata sull’uomo, quella scritta nella prima, sempre attuale perché “definitiva”, parte della Costituzione, ad una “democrazia” fondata sul profitto, a discapito dell’uomo (sempre lo stesso, peraltro; è proprio il caso di dirlo). Nell’anno degli effetti della crisi, in cui tutti avevamo sostenuto che c’era bisogno di un ritorno della Politica, un’alzata di bandiera bianca che costerà cara non solo alle persone più deboli, di oggi e di domani, lavoratori e non – ma all’intero Paese. E colpisce ancora una volta l’indulgenza del centrosinistra: invece di rilanciare, nel senso di una prospettiva nuova, si appiattisce sulle posizioni iperliberiste e anticostituzionali della maggioranza. Non c’è opposizione in questo Paese. E la (nostra) democrazia si allontana sempre di più. E non solo, questa volta, in termini qualitativi. Ginevra Baffigo ci spiega i veri termini della questione di Pomigliano. Read more

Il caso. Ma ecco cosa pensano gli italiani della Lega di Luigi Crespi

giugno 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Pensano, in molti casi, che quelle leghiste siano sparate senza sen- so, anche quelle che afferiscono al tema della (dis)unità nazionale. Ma anche certe estemporaneità democratico-costituzionali del presidente del Consiglio quindici anni fa sarebbero state giudicate allo stesso modo. E oggi sono (quasi) entrate nel senso comune. Un “maestro” dell’arte (?) del convincimento, il ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels, diceva che «una bugia ripetuta molte volte diventa una verità». Vale per le bugie tout court, ma vale anche per le idee e i concetti. Luigi Crespi e il giornale della politica italiana sono stati i primi a porre il problema della serietà della “questione leghista”. Oggi il grande sondaggista ci spiega a che stadio di avanzamento è il processo di convincimento da parte di Bossi: e il livello è (ancora), appunto, molto basso. Ma, come ha detto il presidente della Camera rilanciando il nostro sprone alla nostra politica, la propaganda può, nel tempo, sopperire all’attuale “mancanza” e fare molto male. La risposta da dare è adesso. Cominciando a chiamare la Lega con il proprio “nome”. I dati del sondaggio commentati, come sempre, da Crespi in persona. Read more

Vendola bis (dalla Puglia all’Italia) Da oggi siamo sulle tracce di Nichi

giugno 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana, primo fra tutti i grandi quotidiani a farlo, assegna un inviato al governatore della Puglia del quale, a partire da oggi, seguirà – momento per momento – il cammino verso le primarie del 2012 per la scelta del candidato premier del centrosinistra. Comincia, con questa prima corrispondenza di Marilda Tria, la «narrazione» (è proprio il caso di dirlo) de il Politico.it della lunga marcia di Vendola verso le politiche del 2013, alle quali il leader di Sel conta di correre da protagonista assoluto. Vendola, che pure il nostro giornale ha criticato, per un “estremismo” che sembrerebbe mal conciliarsi con le esigenze politico-elettorali dell’attuale opposizione – ma anche del Paese – è, tuttavia, la «speranza della sinistra»: l’uomo che può battere Berlusconi ridando linfa (non necessariamente in quest’ordine) all’altra metà, bistrattata, della nostra politica. Doveroso dunque per il giornale della politica italiana dedicare una donna e ampio spazio al cammino di Vendola, del quale seguiremo (quasi) quotidianamente insieme, care lettrici, cari lettori, il percorso di crescita verso il 2013. Un servizio esclusivo, che solo il Politico.it può offrire a chi ama la nostra politica. Buona lettura dunque con Marilda Tria. La prima corrispondenza è dedicata alle scelte del governatore nell’impostazione della nuova giunta e del nuovo corso alla guida (intanto) della Puglia. Ma si tratta solo di un’infarinatura. Partiamo, dunque. Così. Read more

Diario politico. Leadership e premiership Ora Berlusconi parla di Pdl su Forzasilvio E intanto Tremonti ci governa(?) il Paese Se il cambio della guardia c’è già stato (?)

giugno 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il giornale della politica italiana legge la nostra politica come nessun altro. Pietro Salvatori scriveva oggi che il futuro, per il centrodestra, è di Giulio Tremonti, nel senso che sarà lui, presumibilmente, a succedere al presidente del Consiglio. E abbiamo parlato di un «cambio della guardia» che sarebbe potuto avvenire «prima del previsto». La giornata di oggi ci dice che la nostra “previsione” non solo era giusta, ma che il cambio della guardia, almeno alla guida del governo, c’è già stato. Ed entra in gioco la distinzione che Giuliano Amato introdusse nella nostra politica nel 2000, quando il centrosinistra dovette scegliere tra lui e Rutelli per la sfida a Berlusconi alle politiche del 2001. «Chiedo alla maggioranza che mi sostiene di riconoscersi nella candidatura di Francesco Rutelli e contemporaneamente nel mio governo»: la distinzione tra leadership e premiership, appunto, che oggi si ripropone nell’altra metacampo. Il primo passo è stato desautorare gli altri ministri, di fatto commissariati da Tremonti che attraverso il controllo del cordone della borsa ha fatto il bello e il cattivo tempo con i loro settori di competenza. Poi, quando per la prima volta il governo nel suo complesso ha cominciato ad occuparsi del Paese e non più solo delle vicende del presidente del Consiglio (formale) – ovvero al momento di fronteggiare il rischio-default – non solo perché la competenza economica è (anche formalmente) di Tremonti è stato Giulio a dettare la linea. L’immagine di un Berlusconi “sconfitto” e costretto ad annunciare una manovra – e quindi, per le ragioni che abbiamo detto, un’azione complessiva del governo – non sua è la fotografia di un cambio della guardia ormai compiuto. Ma l’istantanea-simbolo ce la consegna, appunto, la giornata di oggi: Tremonti a discutere con le Regioni della finanziaria, del federalismo, insomma del futuro del Paese (nel merito, dopo la cronaca di stasera, torneremo in giornata); Berlusconi a rispondere alle domande dei militanti sul sito dei suoi sostenitori. Da leader Pdl, certo. Che non è più però (il vero) premier. Il cambio della guardia per quanto riguarda la premiership si compie oggi. E presto sarà la volta della leadership. Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

***L’intervento***
TEA PARTY: MENO TASSE, PIU’ LIBERTA’
di SABA GIULIA ZECCHI

giugno 23, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Arriva anche in Italia il movimen- to, nato negli Usa, che chiede più mercato e meno Stato. Una delle sue fondatrici scrive al giornale della politica italiana per “annunciare” la nascita dei Tea Party italiani e raccontarci le loro proposte. il Politico.it è sempre più il canale privilegiato attraverso cui la nostra politica, ma anche cittadini e personalità della società civile, di destra e di sinistra, parlano al Paese. Saba Giulia Zecchi: sentiamo. Read more

***L’identikit***
IL (FUTURO) LEADER DEL PD
di MARCO ROSADI

giugno 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dev’essere «come un attore». Avere «personalità e sincronismo tra sentire e pensare». Smettere di affabulare «con vuota raffinatezza», di ironizzare «flemmatici e schifiltosi come damerini d’altri tempi». Dire non solo «cosa vogliono fare ma anche come». «Puntare il dito contro un’informazione talebana e viscida» evitando di «gonfiarsi nei primissimi piani e in vaniloqui resi ancor più grotteschi da una vieta pantomima». La grande firma del giornale della politica italiana, con una vena di stanchezza e quasi di insofferenza per gli attuali (ma anche i successori designati…) “rappresentanti” della sinistra, traccia il profilo del possibile «anti-Silvio» (ma anche no), come lo definisce. Sottolineiamo in particolare il passaggio sulla «vuota raffinatezza» e sul dire, oltre al cosa, «come», già “annunciato” (ma è proprio il caso di dirlo?) da Claudio Martini: chi aspira a fare il leader del Pd deve avere, prima di tutto, dei progetti da mettere sul tavolo (insieme alti e concreti). Su questo i giovani competano. Partano da qui. Stanchi (noi) di ascoltare discorsi autoreferenziali su di loro e sui leader attuali. Il resto verrà da sé. Rosadi dunque. Solo sul giornale della politica italiana. Read more

Tremonti prepara la successione a Silvio E’ lui ‘il’ nome Pdl per il dopo-Berlusconi I retroscena della corsa nel centrodestra

giugno 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il cambio della guardia potrebbe arrivare prima del previsto. Le fughe in avanti del presidente del Consiglio vanno di pari passo con la fatica sempre maggiore che Silvio è costretto a fare per guidare la maggioranza e raggiungere i propri obiettivi. Abbiamo detto nei giorni scorsi di una tentazione, già presente, per un eventuale abbandono. E che l’unica molla che tiene Berlusconi ancora in piedi è, forse, la rivalità con Fini e la volontà di non dargliela vinta. E’ allora fantapolitica fino ad un certo punto ragionare dei possibili scenari del dopo. In un quadro, peraltro, che nel tempo si è molto semplificato. Al punto che oggi è possibile scorgere un solo profilo che si stagli nettamente all’orizzonte del Popolo della Libertà: quello del ministro dell’Eco- nomia. Che ha dalla sua il patto di ferro con la Lega. E ha già cominciato ad allargare la propria rete di consensi interna… Ci racconta tutto Pietro Salvatori. Read more

***La risposta***
DI PIETRO, ASSORDANTE IL SILENZIO DEL PD
di MASSIMO DONADI*

giugno 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ha posto con Giulia Innocenzi una questione politica all’Italia dei Valori: quando cesserete di essere il partito di (proprietà di) una persona, come assicura il vostro statuto, con tutto ciò che questo comporta sul piano della (scarsa) democrazia? Il capogruppo di Idv alla Camera, collaboratore del nostro giornale, sceglie il Politico.it per rispondere a questa e alle altre accuse rivolte a Di Pietro dopo l’esplosione del caso dovuto all’apertura di un fascicolo nei suoi confronti. Donadi adotta il low profile ribaltando il tema politico dalla parte delle motivazioni (opportuni- stiche, quando non «mafiose») degli attacchi mossi al suo leader. Ma lo strale più grosso, anche se dai toni pacati, è nei confronti del Partito Democratico: alleati, dove siete? Un vuoto che tradisce tutta la freddezza Democratica nei confronti di un alleato scomodo ma necessario. Parola alla difesa, dunque. Donadi sul giornale della politica italiana. Read more

Berlusconi-Fini, il redde rationem sul ddl Il premier: “Ok alle modifiche, ma subito” Finiani: “No, (nostre) priorità sono altre” Deciderà il (prossimo) futuro dentro il Pdl

giugno 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana lo ha scritto ancora una volta per primo: la cosiddetta legge-bavaglio segna uno spartiacque tra un prima e un dopo nel confronto-scontro tra i due co-fondatori del Pdl, un prima aperto dalla lite alla direzione na- zionale e un dopo pieno di insidie per tutti (i protago- nisti in campo). Oggi il presidente del Consiglio rassicura un militante in rete: «Non permetterò che si rompa l’unità (del partito) intorno al suo leader». Una rassicurazione che suona come una minaccia per i finiani. Che conducono la loro battaglia – che nella logica plebiscitaria del Cavaliere mina quell’u- nità – per rinviare la discussione (e le modifiche) sul ddl intercettazioni a dopo l’estate. Come chiesto anche dal presidente della Repubblica. Apriamo dunque facendo il punto con Nicolò Bagnoli.        Read more

“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi Il partito è mio e me lo gestisco io

giugno 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Di Pietro dunque indagato per, è l’accusa, avere intascato – attraverso l’associazione Italia dei Valori, da non confondersi con il partito – i rimborsi elettorali per le Europee 2004. Il giornale della politica italiana è, ovviamente, garantista, e attende gli esiti degli accertamenti della procura. E d’altra parte la questione giudiziaria interessa fino ad un certo punto. Nel senso che, se si va a vedere, come ha fatto Giulia, cosa prevedono le «norme transitorie» dello statuto del partito-Idv si scopre (o meglio, si ha la tragica conferma) che l’Italia dei Valori è, di fatto, un partito di “proprietà” di Di Pietro, nel senso che – secondo ciò che prevede la carta fondamentale – l’ex pm può, anzi “deve” disporne a proprio piacimento. Il che, scrive la co-conduttrice di Annozero con Michele Santoro, rende inevitabili delle degenerazioni. Che possono essere legali o illegali. Ma ciò non cambia la sostanza: Idv è un partito personale a democrazia limitata, altro esempio di quella concezione proprietaria della politica figlia dell’involuzione della nostra (cultura) politica (appun- to) che impoverisce la democrazia e, certo, non costituisce un toccasana contro l’autoreferenzialità e una gestione sana della cosa pubblica.  Read more

L’editoriale. Pd, ora dì qualcosa di sinistra (ovvero di incisivo) Crespi

giugno 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Che non è usare la parola “compa- gni”, ma conoscere e rivolgersi alla società. Il grande sondaggista interviene nella querelle davvero tutta interna ai Democratici sull’appellativo di tradizione comunista per suonare la sveglia a quello che dovrebbe aspirare ad essere il primo partito italiano: smettete di guardarvi l’ombelico, ricominciate a stare in campo guardando, piuttosto, la palla e la porta (la nostra politica e, appunto, il Paese). Crespi è sferzante come sempre. Il centrosinistra sord(id)o ai richiami della realtà. Dopo la critica accorata di Giulia, ieri, questo nuovo “appello” dalle nostre colonne al Pd perché torni a fare politica: se i media rilanciano solo la polemica cercata da pochi Giovani Democratici è perché il morso delle proposte di Bersani non è abbastanza canino: in altre parole, se il Paese non vi segue, caro Pigi, non è (solo) perché è poco abituato a discutere di contenuti, ma (anche) perché sono altri i contenuti che ci si aspetta da voi. Siamo nel 2010, la politica italiana è cambiata profondamente mentre il Paese è fermo, e serve una cura radicale, che pur serissime (ma non abbastanza) proposte di aggiustamento qua e là non sono in grado di assicurare. L’ex spin doctor del presidente del Consiglio chiede dunque – in buona sostanza – quel cambio di prospettiva che il giornale della politica italiana sollecita ai Democratici da settimane. Fini ci ascolta, e forse contribuirà a salva- re l’unità di questo Paese, voi ancora no(n del tutto): a quando una vera svolta? Intanto Crespi. Eccolo. Read more

Ora destra cerca sua egemonia culturale Gelmini: ‘Berlusconismo va nelle scuole’ Maturità, così Levi ‘paragonato’ alle foibe Lerner: ‘Ma è un revisionismo nevrotico”

giugno 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è stato, ancora una volta, il primo a “vederlo” e a dirlo con chiarezza: dopo aver conquistato le masse con la televisione, ora il presidente del Consiglio vuole cambiare la coscienza delle nuove generazioni. Alla ricerca, appunto, di una trasformazione culturale ancora più radicale della nostra società. Ed è su questo terreno che si gioca il futuro del Paese. Il centrosinistra, che a Berlusconi risponde con battute (per giunta vecchie) e affila le armi solo quando si tratta di discutere al proprio interno, verrà – definitivamente – travolto. Se il centrodestra è in maggioranza in un Paese che vive, oggettivamente, ancora una certa egemonia culturale del pensiero illuminista pensate a cosa accadrà tra qualche anno, quando i libri di storia saranno stati (parzialmente) riscritti e i giovani vedranno le cose da un altro punto di vista. Su questo torneremo ampiamente nei prossimi giorni: è qui che si gioca il domani (non solo politicistico) del nostro Paese. Intanto la maggioranza comincia con la traccia – è proprio il caso di dirlo – dei temi della maturità, partita stamane con la prova di italiano. Come scrive sulle nostre colonne il conduttore de L’Infedele, c’è, per la prima volta da quando la destra è al governo – dal 1994 ad oggi – un abbozzo di revisionismo anche a questo livello (evidente): Primo Levi, e dunque l’olocausto, vengono accostati alle fobie: «Revisionismo afflitto da nevrosi comparativa», scrive Lerner, per una sorta di (giustificato) senso di “inferiorità” (becero che si debba fare confronti su questo piano, sul piano delle tragedie della Storia) che potrà essere spazzato, però, di questo passo, di qui ai prossimi anni. Il breve commento di Gad. Read more

Quando Fini legge (e ascolta) il Politico.it 18/05, Crespi: “La Lega va presa sul serio o raggiungerà l’obiettivo: la secessione” E ancora: c’è un rischio-deriva culturale Oggi la risposta del capo di Montecitorio

giugno 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ha un grande merito (tra gli altri): saper leggere con una lucidità che non ha nessun altro la realtà della nostra politica, e saper prevedere ciò che quanto avviene oggi potrà comportare nei mesi e negli anni a venire. In altre parole, guardare (e vedere) al futuro. Gianfranco Fini, che legge quasi quotidianamente (in prima persona o attraverso i propri collaboratori) il Politico.it lo sa bene. E così, qualche giorno dopo la nostra (ripetuta) denuncia circa la pericolosità della propaganda leghista, prima con Crespi, poi con ulteriori approfondimenti (qui, qui e qui), il presidente della Camera risponde per primo – con la solita lungimiranza – a questo “appello” e sferza la politica italiana a dare una risposta a all’andazzo. Il problema è culturale: le camicie verdi stanno progressivamente facendo passare idee disgregative della nostra unità, al punto che si comincia a riflettere criticamente sulle divisioni già in essere, nel nostro Paese (ma che in nessun modo giustificano la tentazione di una divisione politica!), dal punto di vista sociale, economico e culturale; e l’idea di una separazione non appare più così peregrina. Invece lo è, perché l’Italia ha un domani solo nella propria unità, che a sua volta va alimentata attraverso l’idea di una nostra politica che coordini – e non si imponga su – il Paese e lo coinvolga – con tutti gli italiani – nel proprio rilancio, offerta al dibattito pubblico dal nostro direttore. Ma tutto questo rischia di non passare perché la grancassa della Lega è molta più convinta ed efficacemente rumorosa di quella delle forze oneste, responsabili e nazionali della nostra politica. E’ dunque necessario lo scatto invocato da Fini, nella consapevolezza di essere non dalla parte giusta, ma nella normalità, mentre quella leghista, lo abbiamo scritto, è un’involuzione-ritorno al Medioevo condotta da popolani assurti al ruolo di fantomatiche “guide” un po’ brancaleonesche della gente, ingannata e trainata per la pancia in una impresa assurda, folle. La nostra politica usi questi argomenti e ricacci nel nulla la follia leghista. Magari isolandola anche attraverso quel riavvicinamento dell’Udc al centrodestra che può consentire al Pdl di disfarsi dell’(inaffidabile) “alleato” leghista ora, o appena il dopo-Berlusconi sarà cominciato. E attraverso (anche) la leva dell’Europa, dimensione che può consentire di emarginare e neutralizzare completamente i trogloditi della Lega. Il servizio sulle parole di Fini, all’interno, è di Nicolò Bagnoli.      Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Il disagio dei (giovani) “compagni”

giugno 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Giulia, i nostri lettori più affezionati – ma ovviamente non solo – lo sanno bene, si fece conoscere candidandosi alla guida dei Giovani Democratici e ottenendo un grande risultato nono- stante non avesse con sé neppure un pezzetto di apparato. E tutt’oggi guarda da vicino all’esperienza – fallimentare, ed è un nostro giudizio – del movimen- to giovanile del Pd. E’ dunque una delle voci che ha maggiore senso ascoltare oggi che il dibattito interno ai Democratici si svolge sull’asse GD (o, meglio, cinque di loro: nel pomeriggio sono arrivate smentite da parte degli organismi del movimento circa un loro diretto coinvolgimento nella vicenda)-Bersani sul tema, come abbiamo raccontato e commentato stamane, dell’uso di “compagni” come appellativo tra le persone che si riconoscono nel partito. E l’opinione di Giulia è che sarebbe, per così dire, politicamente più maturo essere portati a fondare il proprio disagio su altre questioni di maggiore urgenza per il Paese. Sentiamo.            Read more

***La denuncia***
AGIRE SENZA REGOLE
di MARIANNA MADIA*

giugno 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Attenzione, perché stiamo assistendo ad un passaggio cruciale della trasformazione della nostra democrazia quasi senza rendercene conto. La giovane deputata Democratica segnala dalle colonne del giornale della politica italiana ciò che il governo si appresta a fare in tema di diritto (?) del lavoro e che – a parte un accenno a In mezzora, nella distrazione però per l’imminente partita della Nazionale – è passato quasi sotto silenzio: con l’accordo “in deroga” di Pomigliano l’esecutivo apre la strada a futuri accordi che possano prescindere da «una parte dello Statuto dei lavoratori». Secondo Madia tutto ciò renderà il mondo del lavoro italiano «una giungla senza regole». Ma i guai non finiscono qui. Se si mettono a sistema le leggi ad personam, i condoni (poco fa vi abbiamo raccontato dell’ultimo, predisposto con una coincidenza di tempi sospetta), la (appunto) deroga selvaggia, l’arbitrarietà della dichiarazione dello stato di emergenza che consente il congelamento delle libertà civili, raccontata da Sabina Guzzanti nel suo Draquila e rilanciata dal padre Paolo da queste colonne, ci si accorge che il governo sta commissariando de facto l’esercizio della legalità nel nostro Paese, sospendendo (in un modo o nell’altro) le regole, la cui applicazione è lasciata alla discrezionalità delle parti ma soprattutto dell’esecutivo. Verranno poi le modifiche alla Costituzione, che servono a rendere strutturale tutto questo e a dare al presidente del Consiglio il potere di fare tutto ciò ex ante mentre ora avviene ex post, ma il vero passaggio dirimente per la nostra democrazia è quello che si sta mettendo in atto ora. E, a quanto pare, nessuno, a parte noi, se ne sta accorgendo. il Politico.it lancia dunque un appello alle forze oneste e responsabili – democratiche – di questo Paese: fermate tutto questo, o presto (perdonate il gioco di parole) sarà troppo tardi. Madia intanto, sulla deroga selvaggia. Read more

***Il commento***
UN CONDONO PER TUTTI
di FABRIZIO VINCI

giugno 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Per gli abusi edilizi compiuti entro il 30 marzo 2010. E varrà anche per le aree protette. Lo propone il Pdl in un emendamento alla finanziaria. Ultimo di una lunga serie. Che non sembra destinata a finire qui: dopo la stretta sui falsi invalidi, la maggioranza ci ripensa e su suggerimento della Lega starebbe preparando un condono anche per chi dichiara un’invalidità inesistente. Che naturalmente non varrà per quegli invalidi reali che si sono visti tagliare la pensione. Questo è il principio: a partire dalle vicende del presidente del Consiglio, favorire chi infrange la legge (o comunque deve chiarire la propria posizione), e colpire, così, direttamente o indirettamente, chi cerca di vivere nella legalità. La firma è del nostro opinionista. Primo momento di una narrazione che proseguirà dopo con il racconto dell’estrema conseguenza tratta dal governo in questo senso: dopo le leggi ad personam, concepite per consentire a qualcuno di sfuggire alla giustizia, la deroga selvaggia, la possibilità – nello specifico per le aziende nel confronto con i lavoratori – di infrangere le regole tout court, senza nemmeno più prendersi la briga di modificarle (se non ex post). Tutto questo, a sistema con la possibilità per il governo di congelare le libertà civili attraverso la semplice (e aribtraria) dichiarazione dello stato di emergenza, costruisce un quadro inquietante di una democrazia che ci sta sfuggendo, silenziosamente, dalle mani. Vinci intanto sull’emendamento di oggi. Read more

Prodi batte ancora una volta Berlusconi Col suo governo come cresceva l’Italia(!) Ora solo l’immobilismo (anche ante crisi) Ecco i 2 primi anni nei titoli dei cartacei

giugno 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Lo rim- piange- rete»: lo profetiz- zavano persone vicine all’ex presidente del Consiglio al momento della caduta del suo ultimo esecutivo, quando nel Paese si respirava una voglia di cambiamento. A distanza di due anni, e anche al netto degli ultimi mesi segnati dalla recessione planetaria, il confronto tra il Prodi II e il Berlusconi IV è impietoso: guardate come (la rassegna de)i lanci dei grandi quotidiani racconta il rispettivo primo anno, quello dell’ex presidente Ue e quello del nostro presidente del Consiglio. Crescita contro immobilismo (e decrescita, tutt’altro che felice): sono queste le parole che meglio sintetizzano l’operato dei due governi. E che ci fanno effettivamente rimpiangere – a prescindere dall’orientamento di ciascuno, al netto delle scelte “ideologiche” – la leadership di Prodi. Read more

Nel Pd esplode polemica per ‘compagno’ Bersani scrolla le spalle: ‘E’ pretestuosa’ Usa così all’interno i modi da usare fuori Il partito nasce quando sarà Democratico

giugno 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Alla kermesse contro la finanziaria Fabrizio Gifuni (nella foto) accende l’entusiasmo dei presenti (evidentemente non di tutti) chiamandoli così. Il giorno dopo cinque Giovani Democratici scrivono a Bersani per contestarne l’uso: «Non ci riconosciamo (più)». Il giornale della politica italiana è più interessato a (continuare a costruire i)l Paese del domani che a raccontare una bega linguistica delle più autoreferenziali. Tuttavia qualche parola è necessaria. Anche perché il Pd è, un pezzo del domani. O quanto meno un suo strumento.            Read more

Brancher ministro alla mediazione Alemanno: “Si può fare senza Fini”

giugno 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Come promesso, vi raccontiamo la vera storia della nomina dell’ex forzista all’Attuazione del Federalismo (!). Una nomina – evidentemente – pretestuosa, ma che non serve solo a fornire Brancher dello scudo del legittimo impedimento (e, in prospettiva, del nuovo lodo Alfano costituzionale), ma anche – e forse soprattutto – a posizionare in Cdm quello che da sempre è il perno del rapporto tra Berlusconi e la Lega. In un momento in cui i fedelissimi del presidente della Camera tirano dritti per la loro strada, e il Senatùr è sembrato aprire loro uno spiraglio di dialogo (l’incontro con Fini sul ddl), la nomina diventa un puntello necessario al rapporto del Cavaliere con Bossi. E il quadro di un tentativo di dare forza ad una maggioranza sull’orlo del precipi- zio sembra prendere ancora più forma se si guarda a cosa fa il sindaco di Roma. Alemanno parla di un Pdl che «possa» fare a meno dell’ex leader di An mentre «potrà», solo, sostituire Berlusconi. Una scelta dei tempi che tradisce un’intenzione: costruire una “terza via” tra berluscones e finiani che potrebbe sgretolare la componente dell’ex leader di An (?). Ce ne parla, come sempre, il nostro Pietro Salvatori. Read more

Bersani: “Siam partito di governo” Ma serve un cambio di prospettiva

giugno 20, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il discorso del giornale della politica italiana è chiaro e coerente: un cambio di sistema in cui la precarietà sia sostituita dall’alternanza tra lavoro e formazione, in funzione dell’innovazione, nell’ambito di un ripensamento del Paese che torni ad essere culla della civiltà e perciò abbia la cultura non più come voce di bilancio, ma come proprio bilancio tout court, ovvero che, anche per raccogliere la lezione di Saramago, torni a «pensare» e, così, ad «avere delle idee». Abbiamo un grande patrimonio, che non è il dito ma la luna, che non sono (tanto) i nostri beni culturali quanto ciò che li ha prodotti, ovvero il nostro genio, che non si è perso nel tempo, ma solo è lì in attesa di tornare a farla da padrone. E’ questa la vera «alternativa» al berlusconismo, che non è un regalo alla sinistra perché può benissimo essere fatta propria dalla destra moderna (finiana o meno), perché fa il bene dell’Italia, tutta, rilanciando la nazione. Ma è certo l’unica speranza per i Democratici di avere un senso, e anche di riuscire ad aiutare coloro che vogliono aiutare: non è assistendo una tantum le persone deboli, che rimangano tali, che si toglie a quelle persone quell’etichetta; è coinvolgendole nel rilancio del nostro Paese, naturalmente a partire dai giovani, perché i miracoli forse non sono possibili e una scelta bisognerà pur farla. E siamo certi che padri e madri dei ragazzi di oggi saranno felici, eventualmente, di rinunciare a qualche possibile miglioramento se la prospettiva sarà di vedere per i loro figli non, un miglioramento, ma un radicale cambio di vita, in ragione di un Paese che abbia cambiato completamente pelle e faccia di ogni suo cittadino il protagonista di una grande ripartenza. Verso quell’obiettivo: rifare dell’Italia il centro (culturale, ed economico) del mondo. Quale siamo stati per secoli. E la cui possibilità è, appunto, il nostro vero patrimonio. All’interno Andrea Sarubbi ci racconta la vocazione sociale del Pd e l’idea di alter- nativa, purtroppo piuttosto “gestionale”, con la quale non cambierebbe nulla, o molto poco, del segretario. Read more

Gli antipartitocratici di G. Innocenzi Ora legalizzare la prostituzione (?)

giugno 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il luogo privilegiato del dibattito pubblico della nostra politica. Che ali- menta con la propria linea moderna e lungimirante – questo è il solo giornale in grado di far convivere sensibilità di destra e di sinistra, purché oneste e responsabili; un grande laboratorio anche per il futuro del Paese, oltre alle idee che il Politico.it offre quotidianamente alla nostra politica – e con i contri- buti delle sue grandi firme. Il tema della legalizzazio- ne (e, per quello che vale in questo contesto, conse- guente possibilità di tassazione), o meno, della prostituzione è tornato al “centro” del (o, meglio, un po’ defilato nel) confronto in Parlamento. Giulia lo affronta a partire dalla propria posizione, molto netta a favore dei “sì”. Ma il suo è comunque uno spunto (utile anche, o soprattutto, a chi la pensa diversamente) per riflettere. Read more

***Dopo la scomparsa***
LA COSA BERLUSCONI
di JOSE’ SARAMAGO

giugno 19, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana vuole, voleva, e continuerà a volere molto bene al grande scrittore portoghese. E José voleva bene all’Italia. Lo dimostra anche in questo pezzo, uscito su El Pays e poi sul blog dell’autore di “Cecità”, “dedicato” al (nostro – ?) presidente del Consiglio, che il Politico.it sceglie di pubblicare perché l’analisi – al di là della nettezza delle definizioni propria di un uomo profondamente di sinistra – è come sempre tra le più lucide del Vecchio continente. Il giornale della politica italiana guarda al futuro senza partigianeria. Ma, verrebbe da dire, proprio per questo. Saramago, dunque. Sentiamo. P.S.: Commuoverà i lettori di José leggere ancora una volta – ma non sarà l’ultima – le chiose che chiudono i periodi lunghissimi (ma affatto lunghissimi da leggere) dei suoi racconti. Read more

Adesso Berlusconi tentato di lasciare (?) Ora non molla per non “fare vincere” Fini Che sulla bavaglio alza ancora l’asticella Ma destra non dimentichi suo garantismo

giugno 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il ddl intercet- tazioni, lo abbiamo scritto qualche mese fa, è una delle prove che possono decidere il futuro della maggioranza. Ci torneremo nelle prossime ore, ma la nomina di Brancher a ministro – oltre a risolvere poco onestamente i suoi problemi giudiziari – appare anche come una nomina ad mediationem, ovvero Brancher svolgerà anche una funzione di - definizione del nostro Pietro Salvatori – ministro alla mediazione nel governo. E proprio la nostra prima firma per il centrodestra ci racconta cosa sta succedendo, a questo proposito, intorno alla cosiddetta legge bavaglio. Sulla quale appunto si sta spalancando quella divisione aperta ufficialmente dallo scontro in direzione nazionale. Ma è, prima di tutto, una questione di fondo. In gioco c’è, a questo punto, uno dei (pochi) fondamenti culturali del centrodestra italiano: il principio liberale per cui lo Stato non deve intromettersi (troppo) nella vita dei suoi cittadini. La ricostruzione di Salvatori.           Read more

Diario politico. Le (nuove) strumentalità Brancher neo-ministro per il Federalismo E ora è coperto da legittimo impedimento Libertà d’impresa, mani su Costituzione Ma si può assicurare senza toccare Carta Quando al lavoro soltanto per il Paese?

giugno 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Ancora scelte controverse per il governo, che conferma di non “amare” onestà e responsabilità. Il trait d’union – con Tremonti – tra Berlusconi e la Lega nominato alla guida di un nuovo dicastero: moltiplicazione degli incarichi e più spese. Quando la riforma in senso federalista dello Stato è già ben presidiata da Bossi ministro, appunto, per le Riforme oltre che da Calderoli e dal ministro per gli Affari regionali Fitto. E Brancher ha problemi giudiziari, che il nuovo incarico gli consente di aggirare almeno finché rimarrà in carica. L’esecutivo poi tira dritto sulla concessione di maggiore libertà di intrapresa. Raccogliendo il plauso indiretto di Mario Draghi, che insiste sulla necessità. Ma per consentire l’autocertificazione è sufficiente una legge ordinaria, mentre il governo continua a non escludere una legge costituzionale. Un modo come un altro per (cominciare a) mettere le mani sulla Carta (?). Il racconto, all’interno, di Finelli. Read more

***La ballata***
con una canzone di BOB DYLAN
I TEMPI STANNO CAMBIANDO
di FRANCO LARATTA*

giugno 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ un vero e proprio “canto” quello che il deputato del Partito Democratico ci propone sul presente (e sul futuro) del nostro Paese. Un canto “disperato”. “Accompagnato” (è proprio il caso di dirlo) dalle parole (e, idealmente, dalle note) di The Times They Are A-Changin’. Laratta affronta il tema del degrado politico, sociale e culturale del nostro Paese (ma soprattutto politico, “motore” – si fa per dire – di tutto il resto). Ma – attraverso (anche) la canzone di Dylan – lascia uno spiraglio per il futuro. Anzi, spalanca un portone. Quello del Paese moderno al quale questo giornale aspira e tende ogni giorno. E alla cui – verrebbe da dire – (ri)generazione cercheremo di dare sempre di più un contributo maggiore. Laratta, dunque. Con Dylan. Read more

Turchia in Europa? Siamo ancora lontani A metà guado tra modernità e ‘tradizione’ Ma c’è sì di Berlusconi all’amico Erdogan

giugno 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il Paese ha adottato da tempo il modello dello Stato democratico caro a noi occidentali, ma le influenze della religione nella vita pubblica restano ancora rilevantissime. E poi c’è il tema dei diritti umani: Kurdistan in testa. Fedele alla sua linea ambivalente e amicale nella risoluzione dei conflitti diplomatici, il presidente del Consiglio è a favore dell’ingresso di Ankara nella Ue. Ma anche a tutto ciò che i turchi si ostinano a negare: come il pieno riconoscimento di Israele (recentemente il governo turco ha stiputato un accordo per lo scambio di uranio arricchito con l’Iran). Ci racconta a che punto siamo Andrea Ambrosino. Read more

Quando sinistra era a favore del bavaglio 08, Veltroni: ‘Divieto assoluto pubblicare’ Oggi invece tutti all’attacco del governo Liberali, sì. Ma solo a corrente alternata?

giugno 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Campagna elettorale per le politiche che sarebbero poi state vinte dal centrodestra, l’allora leader del Pd e candidato premier del centrosinistra lo ha ripetuto per tutte e 110 le province (va detto, a onor del vero, che l’ex sindaco di Roma non è intervenuto nel dibattito di queste settimane). Ma non è il solo. Anche Prodi era contrario alla diffusione dei testi: «Non dimostrano nulla». Ma il caso più eclatante è quello di Franceschini, che oggi parla di «battaglia durissima» contro il ddl intercettazioni, ma nel 2007 considerava la pubblicazione «contraria ai diritti civili delle persone». Erano i mesi della telefonata di Fassino a Consorte, di cui poi si sarebbe saputo il presidente del Consiglio sarebbe venuto in possesso per primo della registrazione. Che poi fu pubblicata dal Giornale. Cosa per la quale oggi il premier viene accusato di tenere alla libertà dei cittadini solo quando suoi sodali. Ma a quanto pare anche i Democratici hanno lo stesso atteggiamento. E’ questa l’onestà e la responsabilità della nostra politica? Ce ne parla Pietro Salvatori. Read more

***Diario politico***
NASCE L’ASSE BOSSI-FINI
di GINEVRA BAFFIGO

giugno 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sono (tra loro) agli antipodi della politica italiana. La coperta corta della maggioranza governativa. Ma se il presidente della Camera è oggi l’avamposto moderno ed europeo della nostra destra, il leader della Lega è (tra i suoi) l’uomo del dialogo (e da qualche tempo è nata una simpatia personale e politica con Giorgio Napolitano). Ieri i due si sono incontrati. E hanno deciso di porre un argine alle tentazioni di fuga in avanti, (intanto) sul ddl intercettazioni, del presidente del Consiglio. Ci racconta tutto, in questo bel pezzo, la nostra vicedirettrice. Read more

***Il commento***
DDL, BERLUSCONI E’ ISOLATO
di GAD LERNER

giugno 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La grande firma del giornale della politica italiana contribuisce al dibattito sulla cosiddetta legge bavaglio, che stamani ha riportato un’ulteriore novità: l’incontro fra Gianfranco Fini ed Umberto Bossi a Montecitorio. Il senso della situazione è stato efficacemente riassunto dal leader leghista a fine incontro: “Se Napolitano non firma, siamo fregati”. Lo stallo è evidente: e ora, che succede? (N. Ba.)

Read more

Niente assistenza e sostegno scolastico ad un bambino down figlio di due egiziani Friuli, è una norma proposta dalla Lega Bressan: ‘Questa è barbarie. Fermiamoci’

giugno 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il blogger e dirigente giovanile Pdl, intervenuto sul giornale della politica italiana – i nostri lettori più affezionati lo ricorderanno – nei giorni del caso/caos liste Pdl, si indigna per l’ennesima scelta incivile ispirata da una proposta leghista: se non sei residente da almeno tre anni, nel nord-est del nostro (?) Paese non hai diritto ai servizi essenziali. E a farne le spese, ancora una volta, è un minore. il Politico.it ospita questo nuovo editoriale – onesto e responsabile – dell’autore di Freedom-Land che non ha remore a sferzare il proprio partito a un sussulto di dignità (anche) nei confronti degli alleati. Read more

Che fine ha fatto il testamento biologico? Messo in soffitta per non dividere Pdl (!) Ma ora l’Italia aspetta una legge dal 1984

giugno 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Tirato fuori dal cassetto due volte, in entrambi i casi purtroppo strumentalmente – “per” Eluana e dopo l’esplosione dell’affaire sessuale che ha visto coinvolto il presidente del Consiglio – giace ora abbandonato in commissione Affari Sociali della Camera. Il centrodestra ha già abbastanza gatte da pelare: su questo la linea di frattura con i finiani è ancora più marcata. E si rischia di implodere. Ma onestà e responsabilità vorrebbero che finalmente il nostro Paese, e quindi la nostra politica, si dessero una normativa. Il giornale della politica italiana vi racconta a che punto siamo arrivati (è proprio il caso di dirlo?) con la sua nuova firma per i temi etici, Simone Luciani. Read more

Ddl intercettazioni, vince la Resistenza(? Il premier: ‘Si può discutere a settembre’ Ora Fini fa valere la propria golden share E poi assicurerà le modifiche (con Bossi)

giugno 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il leader della Lega apre alla discussione sugli emendamenti. Cavaliere isolato. E, alla fine, cede. Ieri la tentazione di una forzatura fino al punto di uno scontro istituzionale con il presidente della Repubbli- ca in caso di respingimento del ddl. Con, sullo sfon- do, l’ipotesi-showdown. Il racconto, in questo Diario speciale, è di Ginevra Baffigo e Carmine Finelli. Read more

***La riflessione***
LA TOLLERANZA
di MARCO ROSADI

giugno 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E’ il vero opposto del fascismo. Quando viene meno, è segno che la democrazia, o il liberalismo stanno svoltando verso forme di autoritarismo. Nel nostro Paese sta accadendo qualcosa del genere? La grande firma del giornale della politica italiana ci accompagna ancora una volta in una lettura del presente attraverso la filosofia e la storia della (cultura) politica. La traccia questa volta è una tesi su Pietro Pancrazi, che parla di tolleranza ma non solo. La grande riflessione solo sul giornale della politica italiana. Read more

E’ il simbolo della loro autoreferenzialità Se usano Rai come una clava (su di noi) Ma è del Paese. E dovrà servire (a) lui

giugno 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Le pagi- nate di quotidiani cartacei dedicate al Risiko interno (?) alla Rai sono a metà tra un corretto e necessario servizio di informazione e un’espressione di (auto)compiacimento per le trame fine a se stesse della nostra politica. Il ruolo di un giornale è contribuire, attraverso l’informazione, che è anche interpretazione e “suggerimento”, ad una corretta gestione della cosa pubblica (da parte ovviamente della politica italiana). E la corretta gestione della televisione di Stato non è certo assecondare la partita delle fazioni (è proprio il caso di dirlo) della nostra politica (?) nell’uso autoreferenziale, appunto, e privatistico delle sue potenzialità. Il giornale della politica italiana come sempre va oltre e guarda al futuro. E più che crogiolarsi nel confronto (pure decisivo) sulle modalità (tecnico-tecnicistiche) per raggiungere l’obiettivo, ragiona dell’obiettivo. Che è, come abbiamo scritto altre volte, (ri)fare della televisione – che è il Grande Educatore del nostro tempo – uno strumento organico a quel progetto di rifondazione culturale del nostro Paese per il quale la cultura cessi di essere una semplice voce di bilancio per la nostra politica, e divenga IL bilancio del Paese. Dunque non solo togliere la Rai dalle mani impiastricciate della politica italiana autoreferenziale di oggi (per non parlare del conflitto di interessi) ma trasformarla in un grande strumento di crescita del Paese. Quale è stato, del resto, negli ultimi cinquant’anni. Almeno fino ad un certo punto (in tutti i sensi). Delle scelte invece per arrivare a questo obiettivo (al quale se ne contrappongono altri) ci parla invece brevemente il nostro Fabrizio Vinci. All’interno. Read more

Pagina successiva »

Bottom