Diario politico. Uno, dieci, mille Brancher Spazzati via processi a premier e ministri Nuovo lodo Alfano retroattivo-”allargato” Ma nel Pdl anche onestà e responsabilità Pisanu: “Anche per me gli eroi sono altri”
giugno 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Uscito dalla porta, lo scudo per Brancher rischia di rientrare dalla finestra. Di fronte alla reazione di sdegno per il caso del ministro nominato perché potesse sfuggire dai suoi guai giudiziari – a differenza di tutti noi cittadini – che – come ci ha rivelato ieri il nostro Crespi – trascina il presidente del Consiglio al punto più basso – in termini di fiducia – dal giorno del suo ritorno a Palazzo Chigi, Berlusconi non lascia, raddoppia. Accelera e si prepara a far approvare la versione costituzionale della norma che consente la sospensione (permanente) dei processi per… lui. E non solo. Stavolta anche le accuse “maturate” prima dell’inizio dell’attività di governo, nelle vesti di comuni cittadini, di fatto decadranno e – come già con la formula finale del legittimo impedimento – tutto ciò non varrà più solo per il capo del governo, ma anche per i suoi ministri. Silvio conta sull’effetto dispersivo e distensivo dell’estate ormai cominciata e su una memoria dell’opinione pubblica che si è già dimostrata corta. Ma questa volta la fretta (necessaria, dal suo punto di vista) potrebbe avergli giocato un brutto scherzo. Brancher ha segnato un punto di svolta e, forse, di non ritorno nel rapporto tra la maggioranza e il Paese. Che non sembra più disposto a farsi prendere in giro, a colpi di provvedimenti che sollevano i membri del governo dalle responsabilità per le quali un comune cittadino passa anni interi entrando e uscendo dai tribunali. In questo quadro il risveglio, per un Berlusconi che, come abbiamo avuto modo di scrivere, non appare più brillante come una volta, potrebbe essere bru- sco. Il racconto della giornata, all’interno, di Bagnoli. Read more
Ogni settimana al cinema con il Politico.it The Road, di John Hillcoat
giugno 30, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Mercoledì. E, in questo inizio d’estate, senza Mondiali. Il giornale della politica italiana è anche il giornale del cinema. Di Attilio Palmieri, il giovane e talentuoso critico cinematografico de il Politico.it. E del suo scrittore, Fabrizio Ulivieri, che firma le recensioni settimanali con la sua penna d’autore. E’ il giorno giusto per la ripresa della rubrica: luglio e agosto, mesi di cinema meno alto, nei quali nondimeno si può vedere (e rivedere). E per chi non ha vicino casa una rassegna, ecco un film uscito già da qualche tempo ma ancora nelle sale in tutte le grandi città del nostro Paese. Un film che Ulivieri ci racconta. Così. Read more
Libertà di stampa, la ‘piazza’ fu opportuna Governo ‘forza’: ddl va in aula il 29 luglio Se Minzo apre la strada all’info di regime Ma ora Berlusconi si avvicina al tramonto
Ricordate? Era il 3 ottobre e il Paese libero e democratico scese in piazza per avvertire che la libertà di informazione (o meglio l’informazione libera: era questo il senso di un “titolo” che rappresentava solo un’efficace sintesi comunicativa) era in pericolo. Sul giornale della politica italiana si aprì un dibattito tra i lettori che lo condividevano e quanti, tra i sostenitori della maggioranza, negavano che in Italia ci fosse (stato?) un regime. Ma nessuno tra i commentatori moderati che pongono la questione ha mai sostenuto che nel nostro Paese non ci sia già più libertà di stampa; il punto è che gli spazi si sono ridotti tantissimo e, quel che è peggio, questo dichiara l’intenzione di una ulteriore riduzione/limitazione. La cosiddetta (ma fino ad un certo punto) legge bavaglio va, com’è chiaro, proprio in questa direzione. Oggi la stretta sui tempi per cui il ddl tornerà in discussione prima della pausa estiva. «Un puntiglio», chiosa il presidente della Camera, che aveva sostenuto l’esistenza di ben altre priorità rispetto alla discussione della legge sulle intercettazioni, e giudica l’accelerazione «irragionevole». In realtà la ratio (?) c’è ed è chiara: far sparire al più presto tutti i riferimenti agli affari e alla cricca che, oltre a costituire un problema per i sodali del premier, spingono lo sgretolamento del sistema di potere sul quale si regge questo andazzo. Il giornale della politica italiana è il giornale di tutta la nostra politica. Onesta e responsabile. E continuerà a fare la propria parte per stoppare questa deriva e restituire al nostro Paese un arco costituzionale (veramente tale in tutti i sensi). Massimo Donadi fa il punto sulle intenzioni del governo e annuncia la reazione dell’Italia dei Valori. Solo su il Politico.it. Read more
Sondaggio Crespi, Berlusconi mai così male dal 2008. Tutte le tabelle
giugno 29, 2010 by Redazione · 3 Comments
Il grande sondaggista fotografa tutti i momenti-chiave della nostra politica. Il caso del ministro nominato al solo scopo di consentirgli di sfuggire ai propri guai giudiziari determina, senza dubbio, il punto più basso – “qualitativamente” parlando – della parabola di questo governo. Valutazione degli “esperti” i quali, nondimeno, spesso in questi quindici anni – specie in relazione al cammino del presidente del Consiglio – sono stati smentiti dalla risposta dell’elettorato, che il Cavaliere sembra “conoscere” meglio di tutti. Ma ora i dati di Crespi lo confermano: per la prima volta dalle elezioni che lo hanno riportato a palazzo Chigi, Berlusconi scende sotto il 50% di apprezzamento. Una soglia ancora abbastanza alta, ma che messa in relazione al 67% dei primi mesi di legislatura dà il segno di un vero e proprio tracollo, che prelude ad un calo netto del consenso, che pure, ancora, non si registra (del tutto). Più che un campanello una (grande) sirena d’allarme per il presidente del Consiglio, che, del resto, come abbiamo già avuto modo di scrivere potrebbe avere davvero cominciato, questa volta, la propria parabola discendente. Tutti i dati, all’interno, nelle tabelle. Read more
***Il commento***
DELL’UTRI, UN’OMBRA SULLE ISTITUZIONI
di MASSIMO DONADI*
Mentre il Tg1 compie una sorta di “processo di beatificazione” del senatore Pdl condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, dando l’impressione che Dell’Utri sia stato assolto tout court, come già con (i casi peraltro diversi di) Bettino Craxi e l’avvocato Mills, il giornale della politica italiana racconta la vicenda nella chiave della nostra politica. Il capogruppo di Italia dei Valori alla Camera pone l’accento sui dubbi e sulle preoccupazioni che la conferma della condanna al braccio destro del presidente del Consiglio deve suscitare in chi è animato da uno spirito realmente democratico, e aspira ad una affermazione su tutta la linea dello Stato nei confronti delle organizzazioni criminali. E allarga il campo a ciò che dovrà seguire a tutto questo: «Fare chiarezza» sugli intrecci tra Cosa nostra, affari e, appunto, la politica (nostra?). Read more
Dell’Utri mediatore tra Berlusconi e mafia “Ma non c’è legame con FI e le stragi ’93″
giugno 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il senato- re Pdl condan- nato in appello a 7 anni per concorso esterno in associa- zione mafiosa. Ridotta la pena – 9 anni – di primo grado. Il Pg ne aveva chiesti 11. Dell’Utri – secondo la sentenza – è stato il tramite con l’allora imprendi- tore di Arcore per l’assunzione come stalliere del boss mafioso Mangano (che ha assicurato protezione contro eventuali sequestri). E poi avrebbe contrattato con la mafia anche per proteggere le aziende del futuro presidente del Consiglio. Smentito invece il ruolo di Cosa nostra nella nascita di Forza Italia e qualsiasi rapporto con le stragi del ’93. Il servizio, all’interno, è di Stefano Catone. Read more
“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi Se non lo sa lei!
giugno 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Si parla dell’ormai famigera- to (è proprio il caso di dirlo) sondaggio dell’Espresso sul possibile, futuro leader Democratico, sul quale intervenne da noi Pina Picierno. Il “tema” torna d’attualità perché sul supplemento del sabato del Corriere la retroscenista sul Pd, Maria Teresa Meli, lo ha richiamato. E lo ha fatto per criticare Pippo Civati, reo – secondo la ricostruzione della Meli – (con gli altri) di avere taroccato l’esito della consultazione facendo votare in massa (ovviamente per sé) propri adepti. Giulia smonta la tesi basandosi sulle ricostruzioni dei blog di quei giorni, ma soprattutto dice no a quello che è diventato uno sport (della stampa moderata) nazionale: colpire i giovani Democratici. Lei stessa, e ce lo racconta, finì nel tritacarne. E tuttavia ribadiamo – in chiave costruttiva – ciò che avevamo già scritto più volte: i futuri(bili) leader del centrosinistra si dedicano troppo alla competition (anticipata, una sorta di caccia alla pole) tra di loro e poco al Paese e, soprattutto, al (suo) domani. Il leader ideale del Pd è colui che mette (la formulazione del)le idee e l’interesse della nazione non davanti, ma al posto del proprio interesse personale. Su Civati, in questo senso, sospendiamo il giudizio. Giulia ora. Sentiamo. Read more
***Brancher e gli altri***
BERLUSCONI E’ AGLI SGOCCIOLI (?)
di ALDO TORCHIARO
giugno 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Stiamo facendo fatica ad accorgercene, ammaliati dall’arte berlusconiana. Il sorriso del presidente del Consiglio, la sua “cantilena rassicurante”, l’inerzia che mantiene in vita tutto questo fanno sembrare a tutti noi, ancora non del tutto capaciti del fenomeno-Berlusconi (quindici anni dopo), che la “costruzione” del presidente del Consiglio sia ancora integra e salda in controllo del Paese. E in parte è così, perché non è ancora emerso l’uomo, o la parte (il Pd è ancora lontano dal diventarlo, ma in fondo è un gigante in età immatura, o addormentato, che potrebbe crescere o svegliarsi all’improvviso) che può tirare le fila di ciò che ora stiamo per indicare. Ma il caso, fantozziano, del ministro nominato perché potesse sfuggire ai propri guai giudiziari grazie al legittimo impedimento è il segno che la fine è iniziata, e non da oggi, e coincide – come sempre – con il momento di massima sicurezza dei protagonisti. In questo editoriale per il giornale della politica italiana, la grande firma di E Polis e de il Politico.it invita Berlusconi a riprendere in mano la situazione, ad aggiustare quel motore che, scrive Torchiaro, si è probabilmente spento nella sala macchine del Pdl; ma è probabile che la macchina (nel suo complesso) sia ormai sfuggita di mano: vuoi per l’età ormai abbastanza avanzata del premier, vuoi perché quando la misura è colma il tappo finisce per saltare, per usare le parole di Paolo Mieli, che primo fra tutti ha visto questo che noi – comunque primi tra gli altri – segnaliamo ora, vuoi perché (ed è in parte una conseguenza delle prime cause) intorno a Berlusconi è stata bruciata molta erba (in tutti i sensi?) in questi anni, la macchina, appunto, non è più quella di una volta, e non risponde più, come prima, ai comandi. Per questo in casa-centrodestra, dove ovviamente hanno ancora più forte il polso della situazione, è già cominciata la lotta (per ora sommersa) per la successione. Noi abbiamo scritto di Tremonti e del suo tessere le fila del dopo-Berlusconi; ma anche Alfano sarebbe in movimento. E se anche Ernesto Galli della Loggia, oggi, sul Corriere, parla di rischi per il governo, così come titoliamo noi, vuol dire che, davvero, siamo ad un passo dalla fine. Di cosa? Avremo modo di ragionarne nei prossimi giorni. Intanto, Torchiaro. Read more
Tremonti-Guzzanti: ‘Vendiamo Sardegna!’ Il guaio è che ora la vendono davvero
giugno 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Federalismo demaniale, come raccontato – al momento dell’approvazione in aula – parte del nostro patrimonio immobiliare e territoriale viene “regalato” dal governo centrale a Regioni, Province, Comuni. Che possono farne quello che vogliono. Compreso metterlo sul mercato. E cederlo a privati. Abbiamo già avuto modo di commentare come – sul piano strettamente politico-politicistico – tutto questo rappresentasse un ulteriore passo verso la secessione leghista. Ma ora che la lista dei beni trasferiti è stata resa pubblica, a colpire è soprattutto la svendita dell’Italia (e per una volta in senso stretto): nell’elenco ci sono isole sarde, pezzi di Dolomiti, storiche ville romane. L’ennesima scelta di brevissimo periodo che ci priverà di un pezzo del nostro patrimonio, appunto, e ci renderà più poveri. E rischia – oltre a fomentare il separazionismo – di por- tare alla distruzione di parte della bellezza del nostro Paese. Il servizio, all’interno, è di Stefano Catone. Read more
Silvio: ‘Basta sprecare soldi dei cittadini’ Come con la nomina di Brancher ministro
Se gli italiani vogliono (continuare a) farsi prendere in giro, possono accettare tranquillamente di essere abbindolati con la più bassa tecnica del bugiardo: a fronte di una propria specifica colpa, fingere indignazione e rigirarla addosso agli stessi accusatori o a soggetti terzi, così da apparire non solo senza macchia, ma addirittura paladini del bene. Il presidente del Consiglio è un grande comunicatore, e dunque un grande conoscitore della psicologia degli altri. Ma nelle ore dello sputtanamento del governo per la vicenda del ministro fatto tale solo per consentirgli di sfuggire ai propri guai giudiziari, un insulto, prima che all’onestà, alla perseguibilità di tutti noi, che comporta peraltro anche un considerevole spreco – bisogna chiamarlo così, se è vero che non si sa nemmeno bene Brancher cosa dovrebbe fare – dei soldi degli stessi cittadini “difesi” da Berlusconi dalle ruberie delle Regioni, le parole del premier suonano come grottesche (e sarebbe a questo punto davvero lesivo della dignità di chi lo facesse prenderle per buone). Anche perché i soldi che le Regioni dovrebbero risparmiare per consentire al governo di rimettere a posto quei conti che troppo tardivamente si è messo a curare, vanno tutt’altro che sprecati: sono quelli che finanziano i nostri servizi, che in un momento di crisi diventano tanto più essenziali (anche, e soprattutto) nella loro gratuità. Read more


Guardate la bellezza di questo dipinto di Gerolamo Induno (La visita di Garibaldi a Vittorio Emanuele II, 1879, olio su tela
Milano, Museo del Risorgimento): due dei nostri padri, "ormai" in età senile, in abiti borghesi Vittorio Emanuele (e si trattava, non dimentichiamolo, del - l'allora - re d'Italia!), nel mantello di una vita (votata, sempre, alla causa dei popoli) l'Eroe dei due mondi, si incontrano, un pomeriggio tranquillo, al Quirinale, nella sobrietà e nell'asciuttezza di chi non ha avuto (sentito!) altro scopo, nella propria vita, che compiere il proprio dovere e lo ha fatto, facendo l'Italia