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Tremonti: ‘Tassa sulla Salerno-Reggio C.’ Ieri il nostro Laratta fa esplodere il caso Oggi racconta a noi in esclusiva la storia “Non è nemmeno una vera autostrada…”

maggio 28, 2010 di Redazione 

Nella preceden- te legisla- tura propose di vendere il patrimonio delle spiagge del nostro Paese. E forse anche il Colosseo. Corrado Guzzanti (a proposito: a quando il ritorno in Rai?…) lo ritrae mentre annuncia che la Sardegna è sul mercato. Il ministro dell’Economia abbassa un po’ il tiro, ma non smette di trovare soluzioni paradossali e, a modo loro, “creative” ai nostri problemi di bilancio. L’ultima venuta è l’idea di fare pagare il pedaggio sulla nostra strada più “famosa” (o sarebbe meglio dire famigerata), a sua volta entrata nell’immaginario collettivo come protagonista di battute, sketch, ironie (ingenerose) nei confronti del nostro Sud e come esempio del male atavico del nostro Paese della pesantezza, dell’inconcludenza, della collusione?, del nostro apparato statale (e in particolare delle opere pubbliche). E’ una fonte inesauribile di introiti per la mafia che banchetta tra cantieri e appalti di risistemazione, e – soprattutto – un cruccio per chi deve percorrere il collo e la punta del nostro stivale, alla quale arriva (quando non si verificano, purtroppo, tragici incidenti) al termine di giorni e notti trascorsi in interminabili code nel gelo dell’inverno (il tracciato fu deviato in quota) o sotto il sole cocente dell’estate. Dunque non esattamente un “servizio” da farci pagare. Anche perché, è il racconto dello scrittore calabrese, che ieri per primo ha fatto esplodere il bubbone nelle mani del ministro, non si tratta in realtà neppure di una vera autostrada… Un pezzo che, almeno nello stile, richiama Sciascia e che ha molto di “nostro” anche perché racconta un pezzo di politica italiana di anni ’70. Buona lettura e buona politica su il Politico.it.

Nella foto, un tratto (e una coda) della Salerno-Reggio Calabria

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di FRANCO LARATTA*

Una mulattiera chiamata A3!

Della nostra autostrada si sa tutto. Tranne una cosa.

Si sa ad esempio che sulla nostra Autostrada si muore. Si muore col sole d’estate, con le alluvioni d’inverno, perfino con la neve da dicembre a marzo. Si muore perché frana una montagna, perché la nebbia è così spessa, perché le temperature vanno sotto zero e il ghiaccio si nasconde ad ogni curva.

Si sa, ad esempio, che nel suo primo tracciato non era previsto che attraversasse le fredde montagne di Lauria e Lagonegro, né doveva passare dalla Valle del Crati e da Piano Lago. Non doveva nemmeno passare da Cosenza! Poi sappiamo com’è andata a finire.

Si sa, ad esempio che l’A3 sale fino ai 1.027 metri sul livello del mare (Campotenese) per arrivare sul Pollino. Torna poi 640 metri sul livello del mare (a Piano Lago – Rogliano) sfiorando la Sila. Tra mare, collina, montagne, pioggia, vento, neve e nebbia, l’A3 è in continua manutenzione, eternamente assistita, curata, coccolata da Nostra Signora Mafia che con l’A3 ha conquistato il più grosso ed eterno cantiere a cielo aperto!

Ma non si sa che l’A3, meglio conosciuta nel mondo come l’Autostrada della morte, non doveva essere un’autostrada vera e propria! In realtà venne concepita e progettata per essere una Superstrada a quattro corsie. Anche per non pagare il pedaggio!!

Vi racconto il fatto per come esattamente avvenne.

I lavori per realizzare la famigerata A3 Salerno - Reggio Calabria ebbero inizio nel 1962 e vennero completati nel 1974. Furono anni complicatissimi, carichi di grandi tensioni, sfide straordinarie, lavori difficilissimi, ma anche di indagini, accuse di aste truccate, tangenti, corruzione, infiltrazioni criminali. Più in là negli anni, ci sarebbero state altre indagini e tanti arresti.

Ma una sera del 15 marzo 1974, al ministero dei Lavori pubblici in Roma, un tal sottosegretario, on. Giuseppe Maria Volani si intrattiene fino a tardi con la sua segretaria di una vita, Maria Antonietta Di Giuseppe, una donna un po’ acida e altrettanto sorda, che alle soglie della pensione non lascia mai da solo il suo amato padre padrone, l’onorevole sottosegretario Volani, anche lui sulla via della pensione.

L’on. Volani chiede alla segretaria di comunicare all’Anas la data di inaugurazione dell’A3, la Superstrada del Sud, a 4 corsie: 2 verso sud e 2 in direzione nord, una delle più grandi arterie mai realizzate. Un capolavoro dell’ingegneria civile del nostro Paese. La signora Di Giuseppe, nello scrivere la lettera sotto dettatura, confonde (l’udito ormai cede giorno dopo giorno) ‘superstrada’ con ‘AUTOSTRADA’. La vecchia Olivetti del ministero è lenta e rumorosa, ma non sbaglia mai. Come la segretaria: conosciuta per non avere mai sbagliato una virgola in 40 anni di onorato servizio al Ministero. Sin dai tempi del Duce!

Così, il direttore generale dell’ Anas, comm., grand. uff., ing. Antonio Filippo De Fonseca, quando lesse la lettera con la data di inaugurazione dell’AUTOSTRADA Salerno-Cosenza-Reggio Calabria, il 13 giugno 1974 alla presenza delle più Alte cariche dello Stato, gli venne un dubbio per una sola frazione di secondo. Ma poi, pensando alla puntigliosità e alla permalosità del sottosegretario Giuseppe Maria Volani, e alla precisissima sua segretaria Maria Antonietta Di Giuseppe, al direttore generale dell’Anas, Antonio Filippo De Fonseca, commendatore e ingegnere, non rimase che dare il via alle celebrazioni per l’inaugurazione dell’AUTOSTRADA Salerno-Cosenza-Reggio Calabria. I geometri dell’Anas, che avevano già predisposto i cartelli verdi con su scritto: ‘SuperStrada A3′, dovettero immediatamente cambiarli tutti. Qualcuno di loro si lamentò di brutto: “però, sti politici. Cosa non farebbero per farsi vedere grandi. Questa la chiamano autostrada. Ma chi ci crede?”!

Il 13 giugno, festa di Sant’Antonio da Padova, l’Autostrada A3 venne inaugurata in pompa magna. Gli ingegneri progettisti si meravigliarono assai nello scoprire che la Superstrada A3 da loro progettata era improvvisamente stata denominata Autostrada. Ma non poterono dire nulla in quel momento di festa. E del resto, a cosa sarebbe ormai servito? Anche loro, in quel momento, pensarono ad una ‘manovra politica’ per far prendere più voti al Ministro dei Lavori Pubblici, il quale già aveva loro imposto di spostare il tracciato che in precedenza avevano disegnato: via dal mare e dalle coste, per salire su su fino alle montagne lucane e quelle silane! Ma tant’è.

Ora, chi lo spiega al ministro Tremonti che quella che lui vuole tassare con il pedaggio non è un’autostrada? O meglio: che l’A3, autostrada lo è diventata per colpa della sordità di una segretaria del sottosegretario, ormai anziana e quasi senza udito?

FRANCO LARATTA*

*Deputato del Partito Democratico

Commenti

One Response to “Tremonti: ‘Tassa sulla Salerno-Reggio C.’ Ieri il nostro Laratta fa esplodere il caso Oggi racconta a noi in esclusiva la storia “Non è nemmeno una vera autostrada…””

  1. Mario on maggio 28th, 2010 20.11

    Primo post di Laratta che condivido al 100%….

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