Top

Diario politico. ‘Vissuto sopra possibilità’ Ma poi Berlusconi ‘premia’ la rete sociale Legare l’assistenza a nuova produttività

maggio 27, 2010 di Redazione 

La nota politica quotidia- na de il Politico.it, eccezionalmente al mattino per lasciare spazio, ieri, ai commenti di Giulia e Rosadi e all’intervento di Pina Picierno. Il tema è la manovra economica, che facciamo presentare al presidente del Consiglio in tutti i suoi aspetti. Sullo sfondo ciò che Berlusconi aveva già sostenuto nei giorni dell’accordo europeo per salvare l’euro: «Spendiamo troppo per il sociale, che oggi è diventato assistenziale». Poi però il premier sottolinea come a fronte della crisi il nostro sistema abbia retto meglio l’impatto sulle persone. E allora per il futuro la risposta sarà necessariamente un taglio della spesa, ma facendo in modo di non rinunciare al nostro paracadute sociale, fatto anche, come abbiamo scritto più volte, delle famiglie. La chiave, per noi, è legare l’assistenza ad una (nuova) produttività: per il lavoro c’è la formazione permanente, che cancella la disoccupazione e alimenta l’innovazione, producendo ricchezza in modo progressivo e futuribile; per i guasti sociali c’è, ad esempio, il ruolo delle persone anziane, la cui pensione può essere legata ad un loro impegno a sostegno dei giovani (ad esempio nelle famiglie) o ad altri interventi di supporto sociale. Avremo modo di riparlarne. Intanto il racconto della presentazione del premier e di Tremonti, firmato Carmine Finelli.

Nella foto, Berlusconi e Tremonti: assistono alla nostra spiegazione

-

di Carmine FINELLI

Occhi puntati sulla manovra correttiva dei conti pubblici. Manovra “lacrime&sangue” l’aveva definita Gianni Letta, e Bonaiuti gli ha fatto eco affermando che ci saranno “sacrifici duri”. In giornata, alle ore 18:00, Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi sono intervenuti in una conferenza stampa per spiegare il contenuto della manovra.
Secondo Silvio Berlusconi “c’è una crisi provocata dalla speculazione e tutti i Paesi europei, Italia compresa, hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità”. Il premier esordisce così alla conferenza stampa di presentazione della manovra correttiva da 24 miliardi di euro spalmati in due anni. Un provvedimento “che ci viene chiesto dall’Europa perché salvare l’Euro significa salvare le famiglie e le imprese e in tutta Europa non c’è diversità di obiettivi”.
Rispetto la situazione italiana, Berlusconi attribuisce le responsabilità del forte deficit ai governi passati: “Quelli consociativi della Prima Repubblica e quello di sinistra che dieci anni fa approvò la riforma del titolo V della Costituzione dando alle Regioni un potere di spesa sganciato dalla realtà”. Riforma approvata con un voto risicato, solo quattro consensi di scarto, “che si è rivelata dissennata e ha fatto esplodere la spesa sanitaria soprattutto nelle regioni del Sud”.
A questo situazione dice Berlusconi, “si deve cercare una soluzione”. Ecco perché nuovi provvedimenti annunciati dal governo, che secondo il presidente del Consiglio sono “al tempo stesso equilibrati e inevitabili: equilibrati perché si chiede di più a chi può di più e a chi ha evaso maggiormente; e inevitabili perché fino ad oggi si è andati avanti spendendo più delle proprie risorse appesantendo così il debito. E con una spesa sociale, sottolinea il Cavaliere, che nel tempo si è trasformata in spesa assistenziale”.
I 24 miliardi della manovra sono spalmati in due anni. “Puntiamo soprattutto sulla riduzione della spesa pubblica e sulla lotta all’evasione fiscale – afferma Berlusconi – E non abbiamo aumentato le tasse perché l’obiettivo resta quello di ridurle”. Il capo del governo non ha nascosto di chiedere “un atto di responsabilità in particolare ai dipendenti pubblici, perché negli ultimi anni i loro redditi sono aumentati più di quelli dei privati e poi perché godono del vantaggio della tutela del posto di lavoro e non rischiano cassa integrazione o riduzione di stipendio come invece accade nel settore privato. Per questo, spetta loro uno sforzo maggiore”.
Berlusconi assicura che “le pensioni sono tutelate e garantite e chiediamo solo a chi si accinge ad andare in pensione di restare al lavoro qualche mese di più”. E ancora sugli enti pubblici: “A loro chiediamo di ridurre le spese meno produttive, ma in cambio daremo loro beni demaniali che potranno valorizzare e generare nuove risorse, dando così ulteriore attuazione al federalismo fiscale”. Da ultimo, il premier pone l’accento sull’incremento della lotta all’evasione fiscale, che in Italia comporta l’equivalente di 120 miliardi di euro di mancato introito: aumenteranno i controlli, ha spiegato Berlusconi, e si farà in modo di recuperare lo squilibrio che vede in alcune Regioni sacche di evasione ormai incontrollate. Mentre in Calabria l’evasione è dell’85% ha fatto notare, in Lombardia la percentuale scende al 12%”. Tra le misure per ridurla, l’abbassamento del tetto per la tracciabilità nell’uso del denaro contante da 12.500 a 5 mila euro.
Il premier riconosce la necessità di un lavoro che trovi punti d’accordo anche con l’opposizione. “Ringrazio il presidente Napolitano per l’esortazione ad una manovra condivisa – dice – Facciamo nostra questa esortazione: siamo tutti nella stessa barca, che andrà avanti e supereremo anche questa situazione. Io sono un inguaribile ottimista e ne sono convinto”.
Il premier lascia poi la parola a Giulio Tremonti per gli aspetti più tecnici della manovra. Un testo, dice il ministro, “molto complesso, fatto di 54 articoli divisi su tre capi e che presentiamo in due parti, una relativa alla competitività economica e una parte sulla sostenibilità finanziaria”. Il ministro dell’Economia ha indicato tra gli obiettivi il collegamento di incrementi salariali e produttività, “perché è di interesse pubblico e per questo motivo vogliamo dare un premio fiscale e contributivo perché se c’è un problema del nostro paese è quello della produttività”. Infine, mette in risalto il “dividendo positivo del federalismo, ovvero la fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno. Siamo convinti – prosegue Tremonti – che possono dire di sì a un’ipotesi che non è un regime differenziale tra nord e sud ma un anticipo di quello che sarà poi al nord: cioè ‘zero Irap’ per i nuovi insediamenti produttivi”.

Bossi commenta la manovra economica appena illustrata dal premier, Silvio Berlusconi, e da Tremonti. Bossi parla di “tagli duri ma inevitabili. Alla fine la sinistra non può dire nulla perchè è giusto risparmiare” afferma. E su un eventuale rischio per il federalismo, “no, non è a rischio il federalismo non viene toccato. A scanso di equivoci, sapendo dei vizi taglierini di Tremonti, l’abbiamo fatto scrivere…”.

Ddl intercettazioni. Se a tenere banco è la manovra correttiva varata dal governo, anche il provvedimento sulle intercettazioni movimenta l’agone l’agone politico italiano. Il disegno di legge sulle intercettazioni arriverà in aula lunedì. Diversamente da quanto previsto martedì sera, con il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito che non escludeva il ricorso al voto di fiducia da parte del governo, l’esecutivo non avrebbe l’intenzione di apporre la fiducia sul provvedimento. Al momento “non abbiamo assolutamente ragione per porre la fiducia” afferma il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, durante un incontro alla scuola superiore di Polizia a Roma.
Nel frattempo, Pd e Idv chiedono che il testo sulle intercettazioni approvato l’altro ieri notte dalla Commissione Giustizia di Palazzo Madama torni di nuovo in commissione prima di affrontare l’Aula. Secondo Anna Finocchiaro presidente dei senatori del Pd, “il presidente Berlusconi dovrà riflettere. Se avesse un ministro vero, piuttosto che un portaordini, e consiglieri che fossero innanzitutto parlamentari, piuttosto che avvocati difensori, l’Italia avrebbe già una buona legge sulle intercettazioni, magari condivisa”. Il presidente del Senato, Renato Schifani, si dice disponibile a rimandare in commissione parti del provvedimento: “In presenza di emendamenti che dovessero modificare strutturalmente il testo di legge – dice – la presidenza si riserva di avvalersi della facoltà di trasmettere in commissione, cosa che ha già fatto in questa legislatura, singoli articoli per emendamenti”.

Carmine Finelli

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom