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Comunque sia manovra affossa governo Sondaggio Crespi, ora giù tutti indicatori -2 “lui”, minimo storico per esecutivo-Pdl Ma Paese ne riconosca la responsabilità

maggio 26, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana vi racconta la finanziaria come non lo fa nessun altro. Dopo avere denunciato che i conti pubblici non erano in ordine quando ancora tutti elogiavano Tremonti per il modo in cui li aveva gestiti, oggi il Politico.it è in grado, ancora una volta per primo, di mostrarvi come – peraltro prevedibilmente – la manovra di correzione (di rotta) voluta dal ministro dell’Economia influisca sul consenso al governo. E per la prima volta in questa legislatura il bilancio (è proprio il caso di dirlo?) è in rosso per il centrodestra. Tutti gli “attori” della maggioranza – dal presidente del Consiglio in persona all’esecutivo nel suo complesso, al partito del premier – subiscono un calo di fiducia o direttamente di consenso. Ma con la solita massima libertà e responsabilità, noi registriamo tutto questo come un fatto positivo: al di là delle specifiche scelte nella predisposizione della finanziaria – che questo giornale ha criticato prima degli altri, lunedì sera, anche rilanciando Bagnasco sui giovani – il governo si assume finalmente le (proprie) responsabilità, e fa quello che serve al Paese. Dopo quindici anni in cui ci eravamo abituati a vedere esecutivi di centrodestra che disfacevano i conti che venivano poi rimessi in sicurezza dai governi di centrosinistra, anche i conservatori – come in tutta Europa – fanno la loro parte per portare in porto il nostro Paese. Contesterete, non c’era alternativa: vero, ma non era comunque (purtroppo) scontato. Dopo di che torneremo ad entrare nel merito: e ci sarà modo di criticare (ancora) le scelte del governo così come l’opposizione (come facciamo, peraltro, abitualmente). Ma intanto registriamo questo fatto positivo. Che venga accolto con favore dal Paese.

Nella foto, il presidente del Consiglio: (non) capisce la mancanza di comprensione degli italiani

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di LUIGI CRESPI

Settimana nera per Berlusconi e il suo governo. Non solo ha dovuto subire il grande slam dell’Inter di Moratti, cosa che non è riuscita neanche al Milan nei suoi momenti migliori – anche se il Milan nella sua gestione ha vinto 5 coppe dei campioni, che però rispetto al trionfo milanese oggi appaiono lontane – ma ha dovuto anche incassare la visita da Obama di Napolitano, accreditato come il più autorevole interlocutore del nostro Paese. Così almeno sui giornali.

Inoltre è stata demolita in questi giorni l’immagine ottimistica di una crisi che in fondo non ha lasciato grandi segni nel nostro Paese o che addirittura fosse dietro le spalle.

La manovra finanziaria, fatta di lacrime e sangue, è l’idea che “la Grecia” in fondo non sia così lontana. Non è stata un’azione demolitrice dell’opposizione e dell’estrema sinistra, ma un ragionamento passato autorevolmente nella sua maggioranza.

Ecco quindi che tutti gli indicatori della settimana hanno il semaforo rosso:

nelle intenzioni di voto il Popolo della Libertà continua la sua parabola discendente, che si attesta al minimo storico: 32,5%.

Cala di due punti percentuali la fiducia nel premier, che rimane comunque alta, al 54%.

3 punti in meno li fa registrare il Governo, al 47%, il minimo storico da noi registrato.

La Lega Nord si mantiene sui massimi al 15%, il Partito Democratico rimane stabilmente basso al 25%. L’Italia dei Valori si attesta all’8,5%.

Ancora in crescita con il 7% l’Unione di Centro di Pier Ferdinando Casini. Bene la sinistra di Vendola con il 3,5%, MpA: 0,8%, la Destra: 1,5%, i Comunisti: 2% e per finire i Verdi con l’1%.

LUIGI CRESPI

Commenti

2 Responses to “Comunque sia manovra affossa governo Sondaggio Crespi, ora giù tutti indicatori -2 “lui”, minimo storico per esecutivo-Pdl Ma Paese ne riconosca la responsabilità

  1. Mario on maggio 26th, 2010 13.09

    Io ne riconosco le responsabilità perchè questo governo come i precedenti di centrodestra non ha effettuato quei tagli e quel razocinio della spesa che ci si aspetta da un governo liberale (tanto più in periodo di vacche magre) e ora ne paga lo scotto.
    Ma anche chi è di sinistra deve riconoscere le proprie responsabilità di dare come alternativa solo un modello culturale della società, del lavoro e del welfare insostenibile. Modello che avrebbe peggiorato le cose se fosse stato attuato e che di fatto impedisce a tutte le persone che tengono a cuore non il proprio tornaconto ma il bene comune una alternativa al governo attuale. Alla fine si vota il meno peggio.

  2. Redazione on maggio 26th, 2010 13.25

    Mario, in realtà scriviamo “la responsabilità” al singolare perché ci riferiamo al “senso di responsabilità” e non alle responsabilità in quanto “colpe”. Ammettiamo di avere lasciato deliberatamente la frase con (possibile) doppio senso, perché ci sarebbe molto da discutere anche sul piano da lei introdotto. Ma – se legge anche il commento – l’intenzione era rilevare – in contrasto con i valori negativi della reazione del Paese – il risvolto positivo della manovra per ciò che riguarda il nostro discorso “storico” su onestà e responsabilità.
    Un saluto,

    la Redazione

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