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Ed ecco quanto noi sosteniamo da tempo ‘Se oggi la vera sinistra siamo noi liberali Anche De Benedetti stanco di questo Pd’ Non perdete nuova sferzata di Guzzanti

maggio 21, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è il giornale dell’onestà e della responsabilità. il Politico.it fa ogni giorno il proprio mestiere di favorire una nostra politica del futuro che sia (ri)fondata su questi valori. (Potenzialmente) trasversali. Che (tuttavia) tenderebbero a spingere, lo ha scritto il nostro direttore, ad un (ideale) superamento dei cartelli di interesse della destra e della sinistra, per favorire la costituzione di un blocco che rappresenti il solo interesse di (tutto) il Paese. Il cui perseguimento imporrebbe, secondo le categorie di oggi, di essere (semmai) ogni giorno un po’ di destra e un po’ di sinistra. Ma non si pensi che la strada per arrivare a tutto questo siano (temporanei) governi di unità nazionale o, peggio, la ricostituzione di una terza forza di centro. In tutte le forze sono presenti anime più o meno oneste e responsabili, e se finora nessuna di queste forze ha rappresentato quella soluzione significa che nessuna ha in sé sufficienti crismi di onestà e responsabilità per riuscirci.

E dunque qualsiasi cartello che si basasse sulla sommatoria di queste stesse forze sarebbe, per la stessa ragione, destinato a non offrire quella prospettiva. L’unica possibilità risiede nella competizione (resa virtuosa dal’impulso delle forze oneste e responsabili dei due schieramenti) tra destra e sinistra in un sistema bipolare o, ancora meglio, bipartitico, per il quale ci sia la necessità, per ciascuno, per affermarsi, di tendere a rappresentare quella opzione, naturalmente salvo l’intervento di fattori di destabilizzazione come quelli che hanno generato l’attuale «bipolarismo muscolare», che è contemporaneamente il prodromo del sano bipolarismo-bipartitismo (verso il quale siamo avviati) che può generare quella soluzione. In questa chiave – e veniamo al tema del nuovo intervento di Guzzanti – la vera sinistra di oggi – se si intende per sinistra qualcosa più del semplice cartello di rappresentanza degli interessi di una parte della società, ovvero la forza che si dà il compito di rappresentare gli “interessi” (sarebbe meglio dire le necessità) delle persone più deboli proprio perché ha questa onestà e responsabilità nel suo DNA (ideale), e dunque è nella condizione di tendere a rappresentare quella opzione – sono gli avanguardisti di quella nuova realtà onesta e responsabile che agisca in nome dell’interesse di tutti, ovvero i liberali, ma al di là delle formazioni che portano questo nome (anche se l’ex vicedirettore de il Giornale è il vicesegretario di una di queste e parla anche di loro), intesi piuttosto come caratteri politici. Ed è (proprio) Guzzanti che ci spiega meglio perché anche l’editore di Repubblica, alla fine, sembri essere giunto a questa stessa conclusione. Della quale deve tenere conto il Pd: se vuole compiersi come partito del Paese, a questo deve lavorare per tendere. Guzzanti dunque. Sentiamo.

Nella foto, Paolo Guzzanti

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di PAOLO GUZZANTI

I liberali si riuniscono oggi e domani a Roma per il Consiglio Nazionale: lanceremo il referendum abrogativo proposto dal presidente Scognamiglio per mandare a casa la legge elettorale del “porcellum” mentre cominciamo a prepararci per i tre anni di traversata nel deserto prima delle politiche e poi…

E poi c’è il mio nuovo libro – “Guzzanti VS De Benedetti” che sta furoreggiando su tutti i giornali (salvo “la Repubblica” che tace e si capisce perché) in cui si lancia l’idea che il Partito Democratico purtroppo è una sega, un fantasma senza testa e senza leadership, con poca anima e quella che resta triste e depressa.

La nostra idea è quella che rozzamente, ma in fondo giustamente, mi rimprovera il dalemiano Latorre sul “Corriere della Sera”: la vera sinistra siamo noi liberali, che siamo quel che di onesto hanno sia la sinistra che destra perché siamo il nuovo e la ribellione, la libertà trasformata in politica.

Noi liberali siamo soffocati dal silenzio, ma ora qualcosa si muove. Il mio ultimo libro provoca una discussione gigantesca sui giornali ed il solo Ezio Mauro comicamente la censura.

Il merito non è tanto mio quanto dell’editore Carlo De Benedetti con cui ho stretto amicizia: una settimana fa ero nella sua casa di campagna a Dogliani e gli ho portato le prime copie. Il suo Barolo era da sogno, i vigneti sotto casa da romanzo, lui molto simpatico e con quella sfrontatezza che abbiamo noi settantenni, ancora giovanissimi per combattere come leoni, ma già molto ricchi di esperienza e con una visione sofferente e avara della fine delle nostre vite. Siamo, per dirla serenamente, strafichi.

E sapete che cosa? L’editore di Repubblica non ne può più della sinistra italiana, vuole un’Italia liberale (anche lui!), chiede il taglio secco delle tasse, dice che Berlusconi è un mentitore professionista e un pericolo oggettivo perché ogni imprenditore lo è, ma che se c’è qualcuno che gli sta veramente sul cazzo, quello è D’Alema che non ha mai combinato nulla nella vita, e compiange Bersani che è un bravissimo guaglione ma non è adatto a guidare un partito e non parliamo di quel che mi ha detto di altri che non sono nel libro.

Ciò mi convince ancora di più del fatto che il fututo è nostro: TOMORROW BELONGS TO US, noi siano il domani e dobbiamo entrare in politica – come peraltro sto facendo da un pezzo specialmente da questo giornale – a gamba tesa, le dita negli occhi degli altri, calci nelle palle, sorriso sulle labbra, sciabola di Garibaldi nel fodero alla cintola insieme alle fide Colt di Anita.

Noi siamo un partito di combattimento e di rivoluzione, siamo la libertà, siamo l’anarchia ma dalla parte dei deboli, siamo la libertà di stampa e di opinione, siamo la speranza di un Paese che affonda nel santorismo milionario, nel berlusconismo delle mezze calzette, siamo la speranza di rinascita nel segno della libertà.

Chi volesse venire domani pomeriggio ad affollare la sala dell’Hotel Mantegna in via Mantegna (Cristoforo Colombo a Roma) e vedere che cos’è un partito col sangue nelle vene, con gli artigli e con le ali, con la coda persino, può venire e fare cagnara.

Viva la libertà, viva le donne e gli uomini liberi e liberali, viva il Partito Liberale Italiano, viva l’Italia, la nostra Italia e non quella fasulla che cercano di rifilarci gli altri.

PAOLO GUZZANTI

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