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La fiducia in Tremonti schizza al 52%: +6% Signor ministro, ora onore al (suo) merito Sondaggio Crespi, su anche Berlusconi Partiti: male Pdl e Pd, in crescita Vendola

maggio 20, 2010 di Redazione 

Osservatorio settimanale di Crespi Ricerche per il giornale della politica italiana, il titolare del dicastero di via XX settembre, da noi ieri aspramente criticato, incontra però il favore degli italiani, balzando al terzo posto (dietro a Maroni e Brunetta) nella speciale classifica del gradimento dei ministri. Tremonti riesce evidentemente a dare l’idea di una guida salda della nostra economia, nel momento di massimo pericolo (reale o percepito). Nessun mea culpa, naturalmente, da parte nostra – nemmeno la fiducia, così come il consenso, dà alcuna garanzia rispetto al rendimento; semmai è sintomatico del rendimento percepito – anche qui – che però a volte non ha nulla a che vedere con quello reale – ma anzi rilanciamo la nostra domanda di ieri: come stanno davvero i nostri conti, signor ministro?, insieme alla presa d’atto del giudizio degli italiani (si tratta comunque solo di poco più una metà del Paese che gli dà un voto superiore alla sufficienza). Altrettanto rilevante (e ugualmente – non – indicativa) la ripresa del presidente del Consiglio, dopo mesi di caduta. Il “successo” di immagine di Tremonti e Berlusconi non garantisce però – a quanto pare – neppure il voto dei cittadini, che bocciano il partito del premier, anche se pure i Democratici non se la passano bene (nuovo minimo storico, al 25%). Interessante rilevare come Pd, più Idv più Sinistra Ecologia e Libertà (sostanzialmente, al momento, il travaso di voti rimane entro questi confini; che sono poi quelli – più Api – del possibile Partito Democratico all’americana del futuro con fondamento alla propria vocazione maggioritaria che costituirebbe uno dei due pilastri di un bipartitismo all’italiana, quello che questo giornale auspica si possa raggiungere. E, come ampiamente raccontato, potremmo essere sulla buona strada) formerebbero, insieme, il primo partito italiano. Ci presenta (tutti) i dati, come sempre, il nostro Luigi Crespi in persona. 

Nella foto, il ministro dell’Economia

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di LUIGI CRESPI

Le intenzioni di voto di questa settimana confermano la flessione del Pdl che da marzo ad oggi ha perso più di 2 punti percentuali, a vantaggio della Lega, che raggiunge il risultato record del 15%, in costante e continua ascesa. Non va bene neanche il Partito Democratico, che tocca il suo minimo storico al 25%. Cresce invece Italia dei Valori di Di Pietro all’8,5% e Sinistra Ecologia e Libertà di Vendola al 3,2%.

Bene anche Unione di Centro, che si conferma al 6,5%. Rifondazione e Radicali, come MPA e la Destra di Storace non fanno registrare significativi cambiamenti.

Il governo: si attesta al 50%: perde 2 punti in una settimana, mentre Berlusconi sale al 56%, nella rilevazione di aprile era al 52%, quindi guadagna 4 punti.

L’opposizione: si attesta al 28% e Bersani non va oltre il 22%.

Le cariche istituzionali: sale invece ancora il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano al 62%, stabile il presidente del Senato, Renato Schifani al 48% e torna a crescere Gianfranco Fini al 52%.

I ministri: l’impennata più rilevante la fa registrare Giulio Tremonti, che passa dal 46% al 52% in un mese, anche se la posizione di vetta è ancora tenuta da Brunetta e Maroni, entrambi appaiati al 54%.

Si piazza al quarto posto Mara Carfagna col 51% a cui seguono Frattini, Sacconi, Meloni, Prestigiacomo, e Umberto Bossi al 47%, con un -3 per il ministro degli Esteri. Anche Alfano flette di 2 punti attestandosi al 46% come la Gelmini, a cui seguono Ignazio La Russa e Gianfranco Rotondi al 45%.

Stesso risultato ottenuto dell’esordiente Giancarlo Galan alle Politiche agricole (45%). Andrea Ronchi e Roberto Calderoli entrambi in crescita, si attestano al 43%. Bene anche Ferruccio Fazio, ministro della Salute, che ottiene un 42%, +4 dal mese scorso.

Male Sandro Bondi, che ottiene un 40% con un saldo di -3. Matteoli è anch’egli al 40%, Michela Brambillla al 37%, Elio Vito al 35% e chiude la pattuglia dei ministri il fanalino di coda Raffaele Fitto.

LUIGI CRESPI

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