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Un nuovo grande racconto de il Politico.it Governare con onestà/responsabilità (?) No, non è far pagare la crisi ai lavoratori Lerner: tagli ai parlamentari? Demagogia

maggio 17, 2010 di Redazione 

Terzo momento della narrazione di oggi sui due valori su cui (ri)fondare una politica italiana in grado di rifare grande l’Italia. Dopo la riflessione sul ddl intercettazioni (nel suo risvolto specifico del “regalo” ai molestatori) e il flash Back di Rosadi su Girolamo Savonarola, apriamo un nuovo filone nel filone, ovvero quello della crisi economica. Il (tra)c(r)ollo greco e i malumori dei mercati inducono in tutta Europa in primo luogo i governi conservatori (che sono al potere nei Paesi che hanno maggiore stabilità interna o che, comunque, non hanno ancora avuto avvertimenti/abbassamenti di rating dalle agenzie) ma anche progressisti (in Portogallo e Spagna, dove invece la situazione è maggiormente critica) a strette per mettere al sicuro (la gestione de)il debito e non correre rischi di deriva come quelli materializzatisi in Grecia. Da noi, però, la scelta del governo è stata (anche se in queste ore si susseguono ridimensionamenti e smentite) di far gravare il carico del risanamento e dei contributi di stabilizzazione sulle spalle meno solide: quelle del lavoro dipendente (in primo luogo pubblico, anche se oggi il ministro Brunetta assicura che, almeno per ciò che riguarda gli stipendi, così non sarà) e dei pensionati. E questa è una prima scelta sulla cui onestà e responsabilità è lecito, quanto meno, avere dei dubbi. A questo si aggiunge che per addolcire la pillola Calderoli chiede una riduzione degli stipendi dei componenti la casta, del 5%, sulla falsariga di quello annunciato dal (neoinsediato) governo Cameron in Gran Bretagna. Solo che la misura, irrisoria e non certo in grado di parificare il prezzo che deve pagare la nostra politica rispetto a quello che essa stessa fa pagare alle persone, risulta strumentale, funzionale, appunto, a nascondere il vero senso delle scelte del governo. Poiché il Politico.it, come sempre, si dà l’obiettivo di costruire, il prossimo passaggio del nostro racconto di oggi sarà, specularmente al confronto tra il ddl intercettazioni e la “proposta” del Savonarola, un controcanto a questa linea scelta dall’esecutivo e offrirà – sulla base dell’esempio dato da un altro Paese anch’esso governato dal centrodestra – una valida alternativa, almeno per ciò che riguarda le priorità, alla scelta di far pesare sul Paese in primo luogo i costi (in tutti i sensi) degli sforzi per stabiliz- zare la nostra situazione economica in vista di (e per evitare) altri possibili scossoni da parte dei mercati. Intanto Lerner fa il punto sulla nostra situazione.

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

Sequenza classica. Venerdì il ministro Calderoli annunciava tagli del 5% agli stipendi dei politici. Chissà perchè si è svegliato a proporli ora (sulla scia del nuovo premier britannico Cameron)? Ma è ovvio. Perchè deve far digerire ai suoi elettori i sacrifici inevitabili che fino a ieri aveva giurato non essere necessari.

Tagli ai dipendenti pubblici e alle pensioni. Nuove tasse sulla sanità delle regioni in deficit. Addio al piano di sgravi fiscali. Niente ponte sullo Stretto. E presto comunicheranno anche il rinvio dei decreti attuativi del federalismo fiscale. Cosa c’è di meglio, in circostanze del genere, di una bella spruzzata di demagogia? Diminuire lo stipendio! Anche a Verdini che i soldi veri li tiene in Lussemburgo e lo stipendio da deputato lo adopera come “argent de poche”. Così opera lo specialista Calderoli, quello del rogo di normative inutili che non ha migliorato la vita di nessuno. Tranne, forse, la sua. Se fa un annuncio roboante fate attenzione, sta per rifilarvi una fregatura.

GAD LERNER

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