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“Gli antipartitocratici”, di Giulia Innocenzi La morale coi soldi

maggio 14, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il presidente del Consiglio è celebre, anche, per le proprie gaffe, o per meglio dire per quelle frasi rivelatrici che esprimono il suo vero modo di vedere le cose, al di là di ogni sforzo (o abitudine) politically correct. In parte Berlusconi lo fa scientemente, in parte, appunto, si tratta di espressioni non consapevoli in quanto radicate nella concezione del Cav. La giovane esponente Radicale ne ha colto, oggi, un’altra, la cui radice – ovvero il pre-giudizio che ne sta alla base – Berlusconi condivide, del resto, con una parte del “popolo”, altro sintomo di un populismo che confina con la demagogia e anche con la piena identificazione del premier nell’arci- italiano.

Il capo del governo rassicura circa la propria moralità nei fatti, rispetto alla tentazione della corruzione, in quanto persona che ha già una grande disponibilità personale in termini economici e il cui «spirito non può essere la ricerca di un arricchi- mento». Giulia ne trae queste conclusioni. Sentiamo. Read more

Il commento. Anemone, serve al Paese (scoprire la casta) Lerner

maggio 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Dopo il commento di Torchiaro, l’altro punto di vista sulla vicenda. Quello per cui, quali che saranno gli illeciti che eventualmente verranno provati, il disvelamento dei nomi dei “clienti” dell’imprenditore sospettato di avere corrotto decine di uomini politici, funzionari, giornalisti è (stato) comunque utile al Paese perché apre una finestra su un mondo (non troppo) sotterraneo, fatto di relazioni, appunto, privilegiate e chiusura su se stessa della nostra classe dirigente(?): la vera dimensione della casta. Come questo giornale ha scritto più volte, populismo (e dis-attenzione, di quella vera, nei confronti dei cittadini) e privilegi sono due facce della stessa medaglia:

la radice di (possibile) disonestà e di mancanza di responsabilità è la stessa che porta a non curarsi delle reali esigenze del Paese per soddisfare solo quelle più brucianti e insieme superficiali, magari sollecitate (quando non create) ad hoc dagli stessi protagonisti della nostra politica e della casta stessa, così da ottenere il consenso sulla base del quale avere piena potestà di esercizio del potere. Con la quale, con i quale, accedere impunemente a privilegi e, anche, a forme ulteriormente degenerate e illecite come la corruzione.
Il conduttore de L’Infedele prende ad esempio la presenza, nella lista degli “amici” di Anemone, di Cesara Buonamici, la conduttrice del Tg5 già in passato coinvolta (senza seguito penale) in una vicenda legata ad una mediazione ra un imprenditore e un ministro.E analizza per noi il senso(?), appunto, della casta. Read more

L’editoriale. Anemone, cui prodest la diffusione della lista? Torchiaro

maggio 14, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale di tutta la nostra politica. E delle (sue) culture. Naturalmente nei limiti(?) dell’onestà e della responsabilità. Così oggi il Politico.it analizza la vicenda dell’imprenditore che avrebbe corrotto decine di uomini politici, funzionari, giornalisti, e della sua lista di nomi che indicherebbero, in parte, le persone entrate in un rapporto clientelare con lui, da due punti di vista diversi, uno più moderato, uno più radicale.

Il primo è quello della grande firma di E Polis e del giornale della politica italiana, che si e ci pone la questione se sia opportuno rendere (alla rinfusa) noti nomi di persone che, anche, potrebbero non avere avuto rapporti illeciti con Anemone. Un principio di garantismo che, d’altra parte, come abbiamo avuto modo di scrivere più volte, per qualcuno cozza con la situazione drammatica (lo vediamo ancora meglio attraverso lo spaccato che sta emergendo in queste ore, per quanto appunto da definire) nella quale versa la nostra società e la nostra politica in particolare, dal punto di vista dell’etica pubblica. A fronte di un marcio diffuso, è giusto avere un riguardo in più nei confronti di possibili innocenti, preservando così anche le persone colpevoli? E’ vero che, come scrive Torchiaro, si sarebbe potuto aspettare di avere un quadro più chiaro delle specifiche responsabilità e solo a quel punto diffondere (solo) i nomi (“giusti”). Secondo Aldo la pubblicizzazione indiscriminata potrebbe anche essere un modo per confondere le acque, e far cadere l’intero filone d’inchiesta. Ma è chiaro che un Paese in cui, come ci ha ben raccontato ieri Giulia Innocenzi, le istituzioni non danno più risposte ai cittadini e questo, come abbiamo scritto qualche tempo fa, è l’altra faccia della medaglia dei privilegi e, anche, della disonestà perpetrata ai danni dei cittadini,
è difficile trattenere le azioni invocate dal bisogno di sapere, e di ripulire una classe dirigente che, a dispetto di quello che qualcuno vorrebbe far credere, non rappresenta più il Paese, molto più onesto e responsabile di quanto non appaia in questa sua triste rappresentazione. In ogni caso la riflessione è aperta. E il Politico.it la avvia con Aldo Torchiaro. Sentiamo. Read more

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