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Gb, ecco il vero volto di “Obama” Clegg Agli esteri va l’antieuropeista Billy Hague No all’euro e poi meno poteri a Bruxelles E Nick (non) era candidato più “europeo” I “terzi” Libdem al potere per il potere(?)

maggio 12, 2010 di Redazione 

David Cameron lavora alla composizione del proprio primo governo (di coalizione). Sulla base di un accordo con Nick. Che è cresciuto politicamente come funzionario Ue e prometteva apertura all’Europa. Ora Clegg accetta che al Foreign office vada il più euroscettico dei conservatori inglesi, l’ex leader Tory e già ministro degli Esteri “ombra” negli anni di Brown; colui che ritirò il partito conservatore dal gruppo popolare al Parlamento europeo perché troppo favorevole all’integrazione (!) e fu duramente criticato, in quell’occasione, proprio dal capo Libdem.

Altro che posto assicurato (a lui) come si decantava prima del voto. Ora, è chiaro come le visioni di Hague e Clegg confliggano alla radice, e ci si chiede – oltre alle domande più generiche sul senso di un’alleanza con i Tories – quale sia la ragione politica di questo accordo e, soprattutto, del sì dei Libdem a tutto questo. La risposta che ci diamo noi è sempre la stessa: le terze forze, in questa fase della politica mondiale, sono solo portatrici di interessi particolari quando non autoreferenziali, anche se si propongono nelle vesti di innovatrici come nel caso di Clegg. Fuori dal bipolarismo, c’è solo il tradimento della politica vera e il consociativismo. Nicolò Bagnoli ci racconta cosa sta veramente accadendo a Londra.

Nella foto, William Hague

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di Nicolò BAGNOLI

Il governo Cameron-Clegg sta nascendo ufficialmente. E a capo del Foreign Office, ovvero come ministro degli Esteri, è stato indicato William Hague. Chi è William Hague? E’ stato leader dei Tories dal 1997 al 2001, e poi ministro degli Esteri nel Governo Ombra (Shadow Cabinet) di Cameron dal dicembre 2005.

Perché proprio agli Esteri? Il patto di coalizione stretto fra Libdem e Tories esclude ogni ingresso nell’euro e prevede un referendum per ogni trasferimento di sovranità all’Ue. Hague ha subito esordito, all’indomani del voto, con un documento che aveva provocato una levata di scudi tra i Libdem. Il testo attaccava sottolineando che la vittoria elettorale dei conservatori “cambia la relazione britannica con l’Ue” e prometteva di chiedere il “rimpatrio” di poteri in materia di giustizia penale, politica sociale e occupazione oggi sotto la giurisdizione di Bruxelles. Hague è stato anche fortemente criticato da Clegg per aver ritirato il partito conservatore dal gruppo europarlamentare popolare, da lui considerato troppo favorevole all’integrazione europea.
Sotto la sua guida gli eurodeputati conservatori hanno formato un gruppo euroscettico con i polacchi del partito della Legge e la Giustizia del defunto presidente Lech Kaczynski e i cechi della Piattaforma Civica Democratica. Come sarà quindi il futuro europeo dell’Inghilterra?

Nicolò Bagnoli

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