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***Il commento***
NO AL POPULISMO, CHI GOVERNA FACCIA DA GUIDA
di LUIGI CRESPI

maggio 11, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è il giornale dell’onestà e della responsabilità. Dalle pagine de il Politico.it non ascolterete mai alzarsi una voce faziosa, interessata, (quindi) non responsabile. Il nostro compito è contribuire a fare il bene del nostro Paese attraverso la nostra politica. E lo facciamo a cominciare dalle nostre grandi firme, il cui gruppo è stato selezionato proprio secondo questo canone: riunire su questo giornale le voci più forti e autorevoli (proprio in quel senso) della politica italiana. Prendete il grande sondaggista: proprio perché Crespi è il numero uno nel suo campo ci si aspetterebbe una posizione favorevole, per dire, alla linea del presidente del Consiglio, quella per la quale gli istinti (non è proprio il caso di chiamarle opinioni) del popolo vanno rilevati e assecondati pedissequamente, in nome del consenso o, meglio, del potere. Invece l’ex spin doctor di Berlusconi ci propone la tesi opposta: la democrazia è fatta di una rappresentanza che ha una delega per la quale deve decidere; è questo stesso il senso della democrazia, che quando si abbassa invece a fare da cassa di risonanza delle grida popolari diventa niente altro che populismo. Vale per l’Italia, ma vale anche per la Germania della Merkel che per vincere un’elezione regionale (poi comunque persa) ha messo a repentaglio la tenuta di un altro Paese (la Grecia) e della moneta unica e, con essa, del progetto stesso dell’Europa. E’ da qui che parte Crespi.

Nella grafica, il grande Luigi Crespi

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di LUIGI CRESPI

Il risultato e l’euforia delle borse di ieri sono, semmai fosse necessaria, la conferma di quanto fosse indispensabile il piano di tutela e salvataggio dell’euro che passa attraverso quello della Grecia. E’ evidente che il tempo che si è perso, e con esso i relativi milioni di euro, sono dovuti soprattutto al tentennare della Germania e al fatto che la Merkel domenica avesse un turno elettorale importante, nel quale ha perso 10 punti percentuali.

Gli osservatori tedeschi attribuiscono questa severa e netta sconfitta proprio alla politica di sostegno dell’euro e al salvataggio della Grecia. Non voglio aprire la diatriba su rappresentanza, delega e sovranità popolare, ma ci sono argomenti su cui il valore della delega e la sua rappresentanza non possono essere messi in discussione da nessun principio democratico, perché essa stessa è il principio democratico.

Ci sono voti e scelte che non vanno commisurati con il parametro dell’egoismo del proprio particolare, non si può seguire l’onda come una deriva populista, nutrire la pancia della gente che non sempre ha ragione.

Ha ragione quando manifesta un disagio, una difficoltà, un problema e quando ne pretende la soluzione, ho dei dubbi invece quando si chiede alla gente quale soluzione adottare perché non sempre esistono elementi di competenza, di visione complessiva capaci di esprimere quella giusta.

Allora stiamo attenti alle forme di populismo perché quando queste si manifestano come opinioni nel web, tra gli amici o al bar rappresentano una vivace discussione, ma quando queste condizionano le scelte di chi ha responsabilità di governo, si rischia di scivolare su derive spaventose che portano magari a correre dietro agli extracomunitari clandestini o meno, oppure a rievocare la pena di morte e altre forme di giustizia sommaria che si applicano sempre sugli altri, mai su se stessi.

Un mondo nel quale si applica la legge sugli altri e la si interpreta su se stessi, un mondo fatto di meno tasse, più servizi, più salari, meno ore di lavoro che anche chi lo promette sa che non esiste.

LUIGI CRESPI

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