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Due grandi editoriali chiudono settimana Il filo d’una narrazione su Popolo Libertà Bondi: “Non vado a Cannes per Draquila” Guzzanti: Berlusconi la può sospendere?

maggio 9, 2010 di Redazione 

Secondo e (per oggi) conclusivo momento della nostra (breve) narrazione (di oggi) sul (Popolo del)la libertà. Sì, secondo l’ex vicedirettore de il Giornale e papà di Sabina, autrice del film, la pellicola su L’Aquila per la cui proiezione il ministro della Cultura diserterà il festival (una, di per sé, non straordinaria dimostrazione di – senso per la – libertà, ma andiamo oltre e il punto è che) siamo già nella condizione di poterci vedere sospese le nostre libertà (civili) in base al principio dell’emergenza: è già successo, appunto, per il dopo-terremoto, ma anche per i mondiali di nuoto (!). Lo racconta proprio “Draquila”, e Guzzanti si e ci chiede se, a questo punto, ci sia ancora qualcosa che impedisce a Berlusconi di sospendere le nostre libertà tout court, brandendo una sfuggente motivazione di comodo (un pretesto) legato a questo principio. Il secondo editoriale sulla libertà, per la penna della grande firma del giornale della politica italiana. (Davvero una) buona domenica (ma è proprio il caso di dirlo?) su il Politico.it.           

Nella foto, Paolo Guzzanti

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di PAOLO GUZZANTI

Complimenti Sabina, con il demenziale spot di Sandro Bondi, Draquila avrà ancora più successo. Per motivi di pudore familiare avevo deciso di non parlarne, ma non posso tacere. Ho visto il film e posso dire in tutta onestà quel che penso. E mi chiedo: ora Berlusconi può dichiarare che la libertà è un Grande Evento, e dunque farla ricadere nelle nuove norme affidate alla Protezione Civile, affinché la stessa libertà sia sospesa perché ogni grande evento è un’emergenza? Questo è il punto.

Il secondo è: avete mai letto una poesia del ministro della cultura? Può una poesia di Bondi essere considerata una emergenza tale da imporre la sospensione delle libertà civili? ULTIMORA: Sprezzante giudizio dei francesi: per Jack Lang ex-ministro della cultura francese ed attuale “emissario speciale” del presidente Nicolas Sarkozy la decisione di Bondi di non andare a Cannes è sintomo di una «strana concezione della libertà».

Dunque, il film è un documentario e molto poco “alla Moore” (il quale è effettivamente amico di Sabina) ed è un film che trovo molto calmo e molto onesto. Io ho detto tante volte che mi fidavo ciecamente di Bertolaso ma dopo aver visto e udito fotogrammi e colonna sonora sono molto perplesso.

Sabina è moderata, pacata, ragionevole e dà moltissimo la parola ai fan di Berlusconi.

Sono testimone personale del fatto che Sabina ha per mesi chiesto a Bertolaso una intervista che Guido (che conosco bene) le ha promesso mille volte e senza poi mai onorare la parola data.

Sabina gli ha detto: Sto facendo un documentario che la riguarda e se vuol dire la sua può farlo liberamente rispondendo alle critiche.

Le ha dato buca costantemente, senza avere l’onestà di dirle: no, grazie, non desidero dare un’intervista a lei perché sennò Berlusconi s’incazza.

Francamente se Bertolaso, filmato dal vero, fa una figura meschina non può dire che non sia colpa soltanto sua.

Per dirne una, Sabina ospita a lungo nel film i berlusconiani sfegatati con cui lei discute in sottotono e senza enfasi, e dà molto spazio ai terremotati pieni di gratitudine e di amore per Berlusconi, in maniera molto serena e onesta.

Quel che emerge dal film è che le nuove regole di fatto sospendono non solo nell’immediato, ma per sempre nei luoghi dell’emergenza, le libertà civili: vietato fare qualsiasi cosa diversa dall’applaudire, o ti ritrovi carabinieri e polizia che ti vietano di fare quel che vuoi fare.

E poiché l’emergenza è stata equiparata ai grandi eventi, e poiché un campionato di nuoto è un grande evento che implica l’emergenza, ecco che anche un campionato di nuoto può condurre alla sospensione delle libertà civili (riunione, dissenso, domande scomode, conferenze stampa ostili, assemblee comunali).

Ciò che il film mostra e dimostra, carte bollate e decreti alla mano, è che se il capo del governo vuole dichiarare che la pioggia è un grande evento, può sospendere di conseguenza le libertà civili di chi si trova sotto l’acqua, e non scherzo.

Neanche il film scherza.

E’ ancora lecito discutere ed essere critici con il governo, o sono già passate le leggi speciali che limitano la libertà sotto la forma di grande evento?

Potremmo per paradosso, definire la libertà un grande evento e in suo nome negarla?

Bondi è, politicamente parlando, un pezzo di merda.

Nessun ministro della Cultura, di cui lui non sa nulla, cosa che ho sperimentato molto prima che lui diventasse ministro (avete mai letto le sue “poesie”?) di un Paese normale avrebbe disertato Cannes perché vi è ospitato fuori concorso fra i contributi esterni un film antigovernativo.

Chi dà ragione a Bondi vuole un’Italia amica di Chavez, Putin e Ahmadinejad, tre noti campioni delle libertà civili, e tiè ci metto anche il sor Gheddafi, tutti cari al nostro Cavaliere senza cavallo, malgrado qualche precauzione scenica per l’iraniano.

Io credo che Bondi non ha visto il film, ma ha soltanto eseguito un ordine del capoccia.

Io spero che vediate Draquila, perchè certamente è un film antiberlusconiano, ma soltanto nel senso che Berlusconi appare e viene filmato per quel che dice e fa. Dopdiché chi vuole vomitare, vomita.

E chi vuole sorridere sorride.

Chi vuole applaudire il capocomico, può farlo senza temere altro che il suo specchio.

C’è quel pezzetto delizioso in cui il nostro capo del governo all’Aquila chiede ai terremotati: “Non avete portato le donne? Che facciamo senza le donne? Se me lo dicevate, le portavo io. La prossima volta porto io le veline”.

Uno statista.

E poi la telefonata col cellulare davanti alla Merkel, un must della vergogna internazionale. E l’umiliazione del famoso pezzo in inglese in cui dice a Bush parole grottesche per arroganza ignoranza pronuncia e grammatica sentendosi poi prendere pure per il culo dall’ospite che ghigna con disprezzo: “His English is very good”.

Bondi non va a Cannes? Una vergogna di meno per l’Italia, una in più per il governo che degnamente rappresenta.

PAOLO GUZZANTI

Commenti

One Response to “Due grandi editoriali chiudono settimana Il filo d’una narrazione su Popolo Libertà Bondi: “Non vado a Cannes per Draquila” Guzzanti: Berlusconi la può sospendere?

  1. giovanni on maggio 10th, 2010 15.48

    Sottoscrivo dalla prima all’ultima parola!
    C’è solo un piccolo inconveniente . Non era costui berlusconaino di ferro o me lo sono dimenticato?
    Quando Berlusconi cadrà ( caspita se cadrà) ci saranno tanti come lui che diranno che erano suoi avversari anche quando mungevano la zizza ,come dicono al paese mio E’ già successo così con il fascismo.
    Intanto ce li dobbiamo sorbire , arroganti e prepotenti e ci sfottono pure , noi poveri rompicoglioni , afflitti e sconsolati a vedere com eil nostro paese va alla deriva , morale e etica . Propiro con uomini come costui che adesso parla di libertà e di dignità .

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