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Il commento. Ora vi spiego perché Nick Clegg ha fallito di Luigi Crespi

maggio 7, 2010 di Redazione 

Una giornata, com’è doveroso, tutta dedicata alle elezioni inglesi – rilette come da nessun altro anche nella chiave della nostra politica – sul giornale della politica italiana.

E la vera questione irrisolta di questa tornata è lo sgonfiamento della «bolla» del leader Liberaldemocratico, «vincitore di tutti e tre i confronti televisivi» e annunciato in pompa magna anche nelle urne, che alla fine non solo non riesce a sorpassare i laburisti ma porta a casa meno seggi del 2005. E siccome Clegg era (a quanto pare) soprattutto un fenomeno mediatico, chi meglio del maggiore esperto di comunicazione politica del nostro Paese può indicarcene le ragioni? Lo fa, come sempre, sul “suo” giornale.

Nella grafica, Luigi Crespi

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di LUIGI CRESPI

La vittoria di Cameron era scontata, semmai la sorpresa è che i Labour non sono stati cancellati; qualcuno nel Regno Unito li aveva addirittura immaginati come terza forza annunciando il sorpasso dei Liberaldemocratici di Clegg.

Brown non può certamente cantare vittoria visto che perde una novantina di seggi e non riesce a superare il 30% mentre i Tories si attestano al 36%.

Ma il caso più interessante è quello di Clegg, il Liberaldemocratico che ha fatto impazzire i sondaggi, ha vinto tutti i duelli televisivi ed era annunciato con un successo travolgente e qualche settimana fa addirittura c’è chi lo dava vincente su Cameron.

Ma come è potuto capitare che i sondaggisti e gli osservatori inglesi si siano fatti irretire da una allucinazione di questa portata? Semplicemente secondo me si è confuso il gradimento televisivo, la simpatia, con le opinioni politiche: le prime sono volubili per natura, come gli indici d’ascolto, le seconde sono radicate da convinzioni culturali sedimentate nel tempo.

Inoltre questa è l’ennesima prova che i sondaggi non hanno la forza della profezia che si autoinvera e come la pubblicità e la spinta mediatica non riescono a stravolgere tradizioni e convinzioni quando esse sono profonde e radicate; semmai agiscono sulle opinioni di giornata.

È per questo che la star Clegg ha preso solo il 22/23% e addirittura meno seggi del 2005. C’è un momento il cui le bolle diventano balle!!!

LUIGI CRESPI

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