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Un nuovo grande racconto de il Politico.it Italia è un Paese a democrazia limitata (?) Tra populismo e (meno) libertà di stampa Lerner sulla sicumera di potente-Scajola

maggio 5, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana vi propone oggi un percorso tematico, che si alternerà ad (almeno) due notizie-commento fresche ed inedite di strettissima attualità, che riguarda la nostra libertà (?) e dunque la democrazia. Ieri il presidente del Consiglio ha detto che da noi c’è «troppa libertà di stampa». Ma sappiamo che non è così. E che, anzi, è l’esatto contrario. E la libertà di stampa è la conditio sine qua non ci può essere una piena democrazia. Ieri vi abbiamo anche proposto un punto di vista diverso sul caso dell’ex ministro dello Sviluppo economico: come il populismo, ovvero la tendenza di (parte della) politica italiana a “viziare” il “popolo” sollecitando la sua pancia e soddisfacendo i suoi bisogni più superficiali senza badare a quelli profondi e senza indicare una strada al Paese, sia l’altra faccia della casta e della corruzione: il potente che si prende gioco populisticamente della sua gente è lo stesso che, proprio per questo, può poi permettersi di fare e disfare a piacimento con il potere e i suoi (eventuali) privilegi. Dunque l’abbattimento della casta, lo diciamo agli italiani, passa attraverso la rinuncia al vizio delle soddisfazioni superficiali del populismo: se volete la fine dei privilegi, dovete cominciare voi a rinunciare ai piccoli “premi”, che del resto non cambiano la vostra vita (anzi, se non lo fanno in peggio). il Politico.it è il giornale dell’onestà e della responsabilità. E il giorno dopo le dimissioni di Scajola (che segnano comunque un punto a favore in questa partita: ma quanto durerà quel briciolo di capacità di indigna- zione rimasta se continueremo a crogiolarci nel vizio e lasceremo che i potenti addormentino ulteriormen- te le nostre coscienze, alimentando così il loro pote- re?) e la dichiarazione del presidente del Consiglio insiste su questo filone, in una maniera – come sem- pre – creativa e di grande interesse, tutta da seguire. Fatelo, dunque, se vi va. Cominciamo con un commento di Lerner proprio a questo aspetto della vicenda Scajola: la sicumera dei potenti; la casta.

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

Di fronte alle dimissioni di Claudio Scajola, anche se rassegnate con dichiarazioni che sfiorano il ridicolo (l’ipotesi che qualcuno gli abbia pagato due terzi del prezzo dell’appartamento a sua insaputa), infierire sarebbe superfluo. In una vicenda di privilegi e corruzione così evidente, sarebbe stato ingenuo pensare che ci potesse essere un’uscita di scena più elegante. La domanda è un’altra: di quanto deve essersi abbassato il livello di moralità della nostra classe politica se un personaggio come Claudio Scajola, già costretto a lasciare l’incarico di ministro degli Interni dopo che aveva definito “rompicoglioni” il povero Marco Biagi, era stato frettolosamente recuperato da Berlusconi già nel corso di quella medesima legislatura? Chi detiene il potere in questo paese si è abituato all’idea che anche i comportamenti più deplorevoli possano essere presto perdonati, in quanto non ci si scandalizza più di niente. Il ritiro a vita privata non viene nemmeno preso in considerazione da signori benestanti che potrebbero godersi nell’ombra il benessere economico acquisito.

GAD LERNER

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