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Un’ondata di corruzione scuote c.destra Cinque casi (accertati o in fieri) nel 2010 Da Scajola e Ciarrapico (ora) a Prosperini Tutto il “marcio” (finora emerso) nel Pdl

maggio 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nel 1992 bastò un arresto per scatenare il putiferio (con anche molti tragici eccessi) passato alla storia (rigorosamente minuscola) con il nome di Tangentopoli. Diciotto anni più tardi è un susseguirsi di focolai, che si accendono (quasi) tutti in casa del partito del premier. E l’impressione è che la differenza la facciano “solo” l’(in)capacità del Paese di indignarsi e, forse, la mancanza (o la debolezza) di un disegno (anche) politico (ed è un bene, ovviamente, che non ci sia) dietro a tutto questo. E’ un vero e proprio caso tangenti, quello che sta attraversando la politica italiana e il suo partito di maggioranza relativa; anche se sembriamo non accorgercene e il Paese addormentato. Ma da un certo punto di vista ciò rende il tutto ancora più grave: (perché) senza anticorpi si è destinati ad ammalarsi anche di più (anche se in casi come quello del ministro dello Sviluppo economico, abbiamo visto, la forza evocativa della «casa che è un bene che colpisce molto l’immaginazione della gente», lo ha detto il presidente del Consiglio, e dunque la ricaduta diretta, seppure a livello psicologico, sulle vite reali delle persone sanno suscitare ancora, vivaddio, una certa reazione); e se non c’è un disegno politico (dietro) cinque casi in pochi mesi assumono un grande rilievo (sono un’infinità e la loro scoperta è avvenuta in modo naturale, senza forzature, segno che chi ne è “protagonista” non ha probabilmente più neppure il timore di essere scoperto. Del resto basta vedere come è stato provato il caso dell’ex assessore al Comune di Milano, arrestato mentre prendeva la bustarella proprio sotto Palazzo Marino). Il giornale della politica italiana, ancora una volta, legge per primo (a parte qualche grido di Idv nei giorni di Bertolaso) il filo conduttore tra questi cinque casi e la loro portata complessiva. La (grande) firma è di Franco Laratta. Read more

Berlusconi rinviava dimissioni di Scajola No, alla casta non interessa degli italiani Il caso è l’altro volto del loro populismo Fare solo ciò che porta loro il consenso Al Paese diciamo: comincia a svegliarti

maggio 4, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Ha ragione “Giulio Cesare”, il nostro lettore (si firma così) che in coda al precedente commento di Massimo Donadi con il quale abbiamo raccontato (con grande successo) come anche a destra nessuno credeva (più) al ministro per lo Sviluppo economico, in una lunga, ideale lettera aperta a Scajola (prima delle dimissioni) sostiene che questa – quella dei privilegi e, forse, della corruzione – è la politica di questo governo, e di questa (parte di) politica italiana, e non una sua devianza. Il senso è che questa è (appunto) l’altra faccia del populismo, ovvero quella disposizione a prendere solo provvedimenti graditi alle persone, non – come potrebbe supporre un lettore più giovane, che non fosse ancora avvezzo al degrado della nostra politica – per accontentarle meglio, ma per avere il loro consenso, senza fare il bene loro e del Paese (che ha bisogno di una guida e non di una risposta a tutte le chiamate della pancia degli italiani) e utilizzarlo bensì per alimentare il proprio potere. Un po’ come un genitore che vizia il proprio figlio. Sulla base del quale (potere, come direbbe Emilio Fede), con lo stesso disprezzo con il quale si dà al “popolo” (è proprio il caso di dirlo) ciò che chiede immediatamente senza curarsi di fare ciò che al popolo serve veramente, dunque ingannandolo, irretendolo, prendendosi gioco di lui, si può poi procedere ad ottenere quei “premi” (illegittimi) dalle sole persone delle quali (anche) veramente si persegue l’interesse (privato), ovvero, in buona sostanza, i corruttori. O anche – ma questo è un tema delicato che va affrontato su un altro versante – i membri della famiglia dei potenti. Di fronte a questo è necessario una sveglia da parte del cosiddetto popolo. Al quale è necessario spiegare che si tratta – il populismo e la casta, con annesse, eventualmente, corruzione e privilegi – di due facce della stessa medaglia, accettando una delle quali (il vizio) non si ha la possibilità di sconfiggere l’altra (la casta). Questo è ciò che dovrebbe spiegare una politica italiana onesta e responsabile. Ed è quello che, nell’attesa, spieghiamo noi. Con, all’interno, un nuovo commento del capogruppo di Idv alla Camera. Read more

Scajola si è dimesso. Quattro giorni dopo “Qualcuno può avermi pagato la casa” Un gesto tardivo necessario al Paese

maggio 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il ministro per lo Sviluppo economico, alla fine (è proprio il caso di dirlo), lascia il proprio incarico. Ma lo fa «per difendermi», anche se ammette che qualcuno, a sua insaputa (…), potrebbe avere versato 900mila euro per l’acquisto dell’abitazione «con vista sul Colosseo». Come già nel caso di Bertolaso, nell’era berlusconiana (non si parla della destra tout court o nel suo complesso, la destra italiana è anche i suoi giornali, il Giornale e Libero, che in questi giorni lo invitavano a lasciare, anche se con motivazioni diverse: Belpietro più per una precoce presa di consapevolezza della necessità per il bene del governo) le dimissioni non sono contemplate per quello che sono, la (a volte) doverosa assunzione di responsabilità di uomini al servizio del Paese che non possono rimanere al loro posto, rischiando di “inquinare” (effettivamente o sul piano dell’immagine) le istituzioni, quando esistano gravi indizi di colpevolezza a loro carico. Esiste la presunzione di innocenza e c’è il rischio che qualcuno possa lasciare il proprio posto senza essere effettivamente responsabile dei fatti che gli vengono imputati, ed è necessario assicurarsi che la magistratura faccia con grande responsabilità il proprio lavoro e i media offrano una visione corretta, e prudente, del quadro indiziario; e tuttavia, in una fase di crisi autoreferenziale della nostra politica, s’intende sempre in un sistema di equilibri per cui non avvenga nessuna – preliminare – condanna pubblica di nessuno, un passo indietro anche precoce da parte di singoli protagonisti della politica italiana può essere auspicabile. Per il bene della politica stessa. E quindi del Paese. Il servizio all’interno è di Nicolò Bagnoli. Read more

Nuovo record assoluto di accessi per noi ‘Merito’ del caso Scajola e nostro ‘taglio’ E riapriamo con il commento di Innocenzi Intanto il ministro va verso le dimissioni Ma poi riprendiamo a pensare al Paese

maggio 4, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sì, alla fine il titolare per lo Sviluppo economico potrebbe cedere e lasciare. Berlusconi avrebbe saputo che le prove in mano agli inquirenti sono schiaccianti, e sarebbe propenso a “consigliare” a Scajola di dimettersi prima che la situazione precipiti ulteriormente e trascini con sé il governo. Il giornale della politica italiana lo ha raccontato come nessun altro, e siamo stati premiati: ieri il miglior risultato – di sempre – per il nostro giornale. Oggi apriamo con un commento, sul caso, della giovane esponente Radicale e conduttrice di Annozero per rispondere a questa richiesta dei nostri lettori. Che tuttavia inviteremo, a partire dal momento in cui Scajola dovesse rassegnare le proprie dimissioni – fino ad allora naturalmente continueremo a seguire con grande attenzione la vicenda – a tornare insieme, subito dopo, a pensare – com’è necessario – solo al futuro dell’Italia. Il commento di Giulia. Eccolo.            Read more

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