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Il commento. Primo maggio, la solidarietà di Rosarno(?) G. Lerner

maggio 3, 2010 di Redazione 

Dopo due giorni di pausa per la festa del primo maggio, il giornale della politica italiana riprende le pubblicazioni e lo fa partendo proprio da un flash back sulla giornata di sabato. Il conduttore de L’Infedele affida alle colonne de il Politico.it le sue considerazioni sulla scelta dei sindacati italiani di celebrare la festa dei lavoratori nel luogo in cui alcuni di essi, nello specifico le persone immigrate nel nostro Paese, hanno vissuto il più tragico episodio di mercificazione del lavoro stesso e della (cosiddetta) risorsa umana, oltre che un – complementare – grave momento di razzismo, culminato con il loro allontanamento dalla cittadina: Rosarno. Questo giornale ha scritto più volte che per evitare l’esplosione, nel nostro Paese, di una lunga fila di focolai di razzismo, con il rischio che prenda fuoco – da questo punto di vista – l’intera nazione, è necessario che la parti maggiormente oneste e responsabili della nostra politica si facciano carico di rimuovere la leva più forte per la ripartenza di questo genere di meccanismo, ovvero la necessità individuale e sociale e la guerra tra poveri che coinvolge, insieme agli immigrati, le persone nate qui. Al centrosinistra, in particolare, il compito di capire che la politica del «si deve» non dà frutti quando in campo ci sono forze che, molto più indulgentemente, solleticano la pancia degli italiani. Per evitare la crescita ulteriore di queste forze, e con esse il proliferare del fenomeno, i Democratici devono cominciare ad ascoltare la pancia stessa del Paese, e a dare risposte. Solo a quel punto, quando non saranno più considerati il “partito dei (soli) stranieri”, avranno la credibilità e l’autorevolezza per indicare al nostro Paese la strada di una più saggia integrazione. Quella che, in ogni caso, hanno contri- buito a realizzare i sindacati sabato scorso. Di cui ci parla, brevemente, l’ex direttore del Tg1. Buona lettu- ra e buona politica sul giornale della politica italiana.

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

Fa onore ai sindacati italiani la scelta con cui hanno celebrato a Rosarno il 1 maggio 2010. La riconversione alla legalità di un’economia fondata sullo sfruttamento della manodopera straniera, ai limiti dello schiavismo, non sarà certo semplice nè lineare. Passa attraverso l’azione severa delle forze dell’ordine contro le organizzazioni criminali, ma implica una nuova solidarietà fra residenti e immigrati che sabato ha compiuto un passo avanti importante.

GAD LERNER

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