***L’affresco***
IL POTERE (DEL PREMIER)
di MARCO ROSADI
maggio 31, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il giornale della politica italiana è un grande giornale di cultura politica. Dopo avere ragionato di dialettica e del ruolo della speranza in democrazia, la grande firma de il Politico.it analizza il «possesso degli strumenti necessari a raggiungere determinati obiettivi». Lo fa a partire dallo spunto della citazione di Mussolini da parte di Berlusconi per sostenere non ha, al momento, sufficiente potere. Un pezzo che si vena anche di sfumature satiriche. Buona lettura e buona politica, come sempre, con il giornale della politica italiana. Read more
***Il commento***
ISRAELE, LA VERGOGNA E IL DISONORE
di GAD LERNER
maggio 31, 2010 by Redazione · 11 Comments
Il condut- tore de L’Infede- le è a Tel Aviv per una serie di incontri. Si trova dunque in una posizione “privilegiata” (non – è proprio il caso di dirlo – ?) per osservare e raccontarci le reazioni di un Paese dopo l’assalto alla flottiglia Ong (che portava aiuti umanitari a Gaza) da parte della marina israeliana, che ha provocato almeno 16 morti. Il primo moto è, ovviamente, di sdegno; ma Gad fa in tempo anche a segnalarci come le tv demoliscano la versione governativa, che sostiene in pratica la tesi della “legittima difesa”, della tragedia di questa notte. Il segno, da mostrare a chi ancora non avesse capito, della distinzione e della differenza che passa tra il governo di Israele e Israele stessa: che, almeno per una sua (abbondante) metà, non condivide il modo in cui il proprio Paese affronta la questione palestinese e non solo. «Israele sempre più in guerra – scrive Lerner – sempre più sola». Ma per la follia dei propri governanti, e non (di) per se stessa. Read more
***Il retroscena***
PERCHE’ AL PD NON PIACE QUESTA MANOVRA
di ANDREA SARUBBI*
maggio 29, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Scriviamo “retrosce- na” non a caso: chi ha capito quali sono le specifiche contestazioni che i Democratici muovono alla finanziaria di Tremonti alzi la mano. Ci pensa il deputato del Pd a spiegarlo al giornale della politica italiana. E se è vero che Bersani è in Cina, e questo spiega in parte il low profile del principale partito di opposizione, è anche vero che, a non saperlo, sarebbe stato difficile da immaginare: perché di solito le cose non vanno molto diversamente. Il Pd fatica a capire che nella società della comunicazione – e nella politica italiana di Berlusconi – il dibattito pubblico determina la “psicologia” della nostra politica, ovvero come gli italiani percepiscono chi. E l’opposizione non può che essere percepita come subordinata alla maggioranza. Una premessa dura, ma necessaria per introdurre il bel pezzo di Sarubbi che, con la grande efficacia che come sempre, al contrario, caratterizza l’ex conduttore del programma di Raiuno A sua immagine, smonta perno per perno (naturalmente secondo il piano di montaggio del centrosinistra) la manovra. Sentiamo. Read more
Diario politico. Ora in stato confusionale Formigoni: ‘Con tagli il federalismo salta’ Ma ora rischia di far saltare (lui) conti (?) Tremonti imperat. Ma per andare dove? Confindustria: “Manca piano di sviluppo” E il Pd non ha posizione: “Bossi dov’è?”
maggio 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La nota politica quotidia- na de il Politico.it. Il presidente della Lombardia chiede al governo di rivedere la manovra che porrebbe una pietra tombale sulla riforma. Sia Berlusconi («Non ho ancora firmato») sia Calderoli («I tagli non riguardano i trasferimenti») rassicurano il governatore (e gli ultrà del federalismo). Ma autorevoli analisti avvertono che farla ora metterebbe a rischio la tenuta dei bilanci. Confusione nella maggioranza, dove Tremonti sembra fare il bello e il cattivo tempo, ma senza un piano complessivo nel quale la politica economica venga inserita (e da Confindustria, ripresa dai finiani, arriva infatti l’accusa che nella manovra non ci sono provvedimenti per lo sviluppo, cioè per cui si faccia solo riordino dei conti, ma nemmeno strutturalmente e senza occuparsi di rilanciare l’economia, conditio sine qua fra qualche tempo ci ritroveremo punto e a capo) e senza nemmeno (sembra) un coordinamento e una comunicazione con gli altri ministri e, appunto, con i presidenti di Regione. In questo quadro la questione su se e quanto le Regioni dovranno aumentare le tasse per autosostentarsi passa in secondo piano: dove stiamo andando? Peccato che anche dall’altra parte non se la passino meglio: i Democratici sanno solo, timidamente, insistere sull’apparente fallimento della Lega, come se tutte le teorie sull’opportunità di imparare, anche, dai leghisti si traducessero nella conclusione che per recuperare consenso bisogna contrastare le camicie verdi-e-basta. E la propria iniziativa? E la propria linea sul federalismo? Ormai dalla fine degli anni ’90, quando i leghisti camuffarono la secessione nella proposta-cavallo di battaglia della riforma federalista, inseguono. E raffazzonano soluzioni improbabili e magari anche controproducenti (per il Paese) come la riforma (elettoralistica) del titolo V della Costituzione del 2000. Il tutto nella convinzione che il federalismo sia la chiave per aprirsi le porte del Nord. Ma la gran parte dei cittadini (del nord compreso) sanno in cosa consista questa riforma? Fa davvero guadagnare così tanti consensi professarsi federalisti? In attesa che il Pd si dia una risposta o almeno maturi una posizione chiara e non più di rimessa sul tema, il racconto, all’interno, di Ginevra Baffigo. Read more
Tremonti: ‘Tassa sulla Salerno-Reggio C.’ Ieri il nostro Laratta fa esplodere il caso Oggi racconta a noi in esclusiva la storia “Non è nemmeno una vera autostrada…”
Nella preceden- te legisla- tura propose di vendere il patrimonio delle spiagge del nostro Paese. E forse anche il Colosseo. Corrado Guzzanti (a proposito: a quando il ritorno in Rai?…) lo ritrae mentre annuncia che la Sardegna è sul mercato. Il ministro dell’Economia abbassa un po’ il tiro, ma non smette di trovare soluzioni paradossali e, a modo loro, “creative” ai nostri problemi di bilancio. L’ultima venuta è l’idea di fare pagare il pedaggio sulla nostra strada più “famosa” (o sarebbe meglio dire famigerata), a sua volta entrata nell’immaginario collettivo come protagonista di battute, sketch, ironie (ingenerose) nei confronti del nostro Sud e come esempio del male atavico del nostro Paese della pesantezza, dell’inconcludenza, della collusione?, del nostro apparato statale (e in particolare delle opere pubbliche). E’ una fonte inesauribile di introiti per la mafia che banchetta tra cantieri e appalti di risistemazione, e – soprattutto – un cruccio per chi deve percorrere il collo e la punta del nostro stivale, alla quale arriva (quando non si verificano, purtroppo, tragici incidenti) al termine di giorni e notti trascorsi in interminabili code nel gelo dell’inverno (il tracciato fu deviato in quota) o sotto il sole cocente dell’estate. Dunque non esattamente un “servizio” da farci pagare. Anche perché, è il racconto dello scrittore calabrese, che ieri per primo ha fatto esplodere il bubbone nelle mani del ministro, non si tratta in realtà neppure di una vera autostrada… Un pezzo che, almeno nello stile, richiama Sciascia e che ha molto di “nostro” anche perché racconta un pezzo di politica italiana di anni ’70. Buona lettura e buona politica su il Politico.it. Read more
Silvio&Mussolini, la profezia di Veronica “Non mi preoccupa lui, ma chi verrà poi” Mentre Libero (?) diffonde i dvd sul Duce Se Sansonetti dice “sì” al corteo fascista Al punto in cui siamo fermezza e cultura
Spira un vento “nuovo” nel nostro Paese. Rientrato da finestre che credevamo (?) chiuse. Ed è un vento gelido. Che rischia di farci piombare in un inverno cupo. I fatti, intanto. Ieri il presidente del Consiglio cita orgogliosamente Mussolini. Una boutade, come sempre. Forse. Negli stessi giorni, però, Belpietro produce e vende insieme al suo giornale la storia del Duce in dvd. Sono modi attraverso cui, «per smottamenti progressivi», come dice Walter Veltroni, una “cultura” chiusa nelle gabbie della Storia può riuscirne, e riemergere e diffondersi nel Paese. Anche perché la guardia sembra essere stata abbassata (almeno da parte di alcuni): il direttore de Gli altri, ad esempio, firma un appello perché sia consentita una manifestazione di estrema destra, fascista, per le strade di Roma. In nome della libertà (di espressione). Sì. Che però ha senso solo nella misura in cui non consente espressioni che contraddicono – definitivamente – essa stessa, ovvero l’espressione di idee che, se realizzate, porte- rebbero alla cancellazione della stessa libertà. Dun- que la presa di posizione di Sansonetti e degli altri non profuma di libertà, ma solo di autolesionismo. In questo clima riecheggiano le parole della seconda moglie del premier: attenti; non è mio marito – diceva allora – che può portare a compimento una deriva che pure ha contribuito in modo decisivo ad inaugurare, ma chi eventualmente verrà dopo di lui, raccogliendo i frutti del letargo nel quale le coscienze saranno state fatte calare. In questo quadro la Storia insegna: non assecondare, ovviamente, quello smottamento progressivo. E soprattutto rilanciare. Read more
Ma qualcuno ci ha guadagnato dalla crisi Per i nostri prefetti l’aumento di 630 euro Scattato 20 giorni prima della Finanziaria Innocenzi ci svela come aggirano blocco FOTO: Ed ecco il documento dell’accordo
maggio 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
La categoria più colpita dalla Finanziaria di Tremonti sono i dipendenti pubblici. Sì, ma non tutti. Come il giornale della politica italiana è in grado di mostrare, per i capi delle Prefetture non scatteranno né congelamenti né tagli. O meglio: il blocco ci sarà. Ma arriva dopo che i prefetti si sono visti aumentare considerevolmente lo stipendio. Lo scoop è di Giulia, che ci racconta questa storia. Così. Read more
Diario politico. Lo show (?) di Berlusconi ‘Non ho nessun potere. Come Mussolini‘ In mattinata l’imbarazzo con Marcegaglia
maggio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il giornale della politica italiana è il giornale dell’onestà e della responsabilità, e (per questo) della politica vera, fatta di cultura politica, visione e scelte concrete per il futuro dell’Italia. E cerchiamo di dare meno spazio possibile al cicaleccio della nostra politica autoreferenziale, che come abbiamo scritto alimenta, a sua volta, questa autoreferenzialità. Al momento di raccontare una giornata come quella di oggi, tuttavia, non possiamo prescindere dalle due uscite del presidente del Consiglio – anche perché hanno un portato di cultura politica, quella almeno del premier, e sono assai significative per capire il momento che stiamo vivendo – al quale dedichiamo (non solo con questo) tutto il Diario di oggi. Berlusconi cita i diari del Duce, identificandosi nel “personaggio”: sorpresa e sconcerto della stampa internazionale – ne parla a margine del vertice Ocse – preoccupazione e polemiche nel nostro Paese. Dove, in mattinata, il presidente del Consiglio aveva vissuto un altro momento imbarazzante. Quello di cui vi diamo conto e che viene reinterpretato da theHand. Il racconto, all’interno, è di Ginevra Baffigo. Read more
***L’appello***
GLI IMMIGRATI NON VOTANO (TUTTI) A SINISTRA
di ANDREA SARUBBI*
maggio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il deputato del Partito Democra- tico è da mesi in prima linea – insieme al pidiellino Fabio Granata – nella battaglia per dare alle persone immigrate nel nostro Paese che vivono qui da un certo numero di anni la cittadinanza (da riconoscere subito, invece, secondo Sarubbi ma non solo, ai loro figli nati e cresciuti in Italia). Una delle ragioni per cui alcune forze della nostra politica respingono questa ipotesi è l’idea che si tratti di un potenziale nuovo blocco elettorale del centrosinistra, e che dunque il riconoscimento del voto alle amministrative – perché la cittadinanza anche questo comporterebbe – favorirebbe una modificazione radicale degli equilibri politico-elettorali (naturalmente a loro discapito). A parte che ci sarebbe da discutere sulla (mancanza di) onestà e responsabilità di una simile considerazione-motivazione, una lettera firmata da due persone immigrate, già impegnate nella nostra politica e sui due fronti opposti dello scacchiere, spazza via questa “credenza” (si tratta di una vera e propria credenza) e il relativo alibi (laddove si configura come tale) e offre altri spunti di grande interesse: su tutti, la richiesta di coinvolgimento e responsabilizzazione che viene dalle comunità di migranti nel nostro Paese, che, assicurano, garantirebbero l’isolamento di quei singoli casi di non perfetta (capacità di) integrazione e consentirebbero alle persone immigrate, neo-cittadine italiane, di dare il loro contributo decisivo nel governo del fenomeno dell’immigrazione stessa e comunque alla “causa” (complessiva) del nostro (con loro) Paese. Un’idea, quella della responsabilizzazione (e, prima, in questo caso, dell’apertura), che sta molto a cuore al nostro giornale, della quale abbiamo parlato ancora ieri e che vale per le persone immigrate come per gli italiani tutti, che hanno in sé la qualità per essere la grande risorsa di questo Paese, che la nostra politica ancora non riconosce e non mobilita. Anche per capire meglio questo concetto, sentiamo, dunque, Klodiana Cuka (Pdl) e Ismail Ademi (Pd). Grazie alla generosità e all’impegno di Sarubbi. Read more
***Il futuro dell’Italia***
SE I NOSTRI ANZIANI AIUTANO I GIOVANI
di MATTEO PATRONE
maggio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati
Il presidente del Consiglio lo ha detto anche ieri: la nostra spesa sociale è troppo alta. E va tagliata. Per ora non è avvenuto, ma la prospettiva sembra ineluttabile. Eppure se l’Italia ha retto, sul piano sociale, meglio di altri Paesi l’impatto della crisi è proprio grazie alla nostra rete di protezione. Come Berlusconi stesso ha, in parte contraddittoriamente, riconosciuto. Il giornale della politica italiana offre allora un punto di vista diverso, per il quale questa parte della spesa può diventare produttiva e, in questo modo, cessare di essere un costo ed autoalimentarsi. Lo fa con il proprio direttore, puntando, come sempre, a dare il proprio contributo – onesto e responsabile – al dibattito sulla costruzione del domani del nostro Paese. Eccolo. Read more


Guardate la bellezza di questo dipinto di Gerolamo Induno (La visita di Garibaldi a Vittorio Emanuele II, 1879, olio su tela
Milano, Museo del Risorgimento): due dei nostri padri, "ormai" in età senile, in abiti borghesi Vittorio Emanuele (e si trattava, non dimentichiamolo, del - l'allora - re d'Italia!), nel mantello di una vita (votata, sempre, alla causa dei popoli) l'Eroe dei due mondi, si incontrano, un pomeriggio tranquillo, al Quirinale, nella sobrietà e nell'asciuttezza di chi non ha avuto (sentito!) altro scopo, nella propria vita, che compiere il proprio dovere e lo ha fatto, facendo l'Italia