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***La lettera/1***
A RENZO BOSSI SUL SUD
di ANDREA SARUBBI*

aprile 29, 2010 di Redazione 

Il deputato del Partito Democratico scrive al figlio del Senatùr, dopo che il Trota, come fu ribattezzato dallo stesso Umberto Bossi, in un’intervista a Vanity Fair rivela di non sapere nulla – e di non essere mai stato – sull’Italia a sud di Roma. Sarubbi invita Bossi a fare un giro con lui a Napoli, cuore del collegio elettorale in cui il parlamentare Democratico è stato eletto. La lettera era stata inviata alla Padania. Poiché il quotidiano diretto da Lorenzo Boriani non l’ha ancora pubblicata, Sarubbi la offre al “suo” giornale della politica italiana, che la propone in esclusiva. Eccola.

Nella foto, Renzo Bossi

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di ANDREA SARUBBI*

Retroscena: sabato scorso ho mandato questa lettera alla Padania, chiedendone la pubblicazione. Pensando che avrei giocato in trasferta, ho scelto un approccio molto soft, senza ironie sulla Trota e battutacce sul suo curriculum: non volevo prendere in giro Renzo Bossi, ma soltanto convincerlo a mettere da parte i suoi pregiudizi. Il direttore della Padania, Leonardo Boriani, mi ha detto che l’avrebbe sì pubblicata, ma insieme alla risposta di Renzo: bisognava aspettare, insomma, che il Figlio del Capo la leggesse, la interiorizzasse e rispondesse.
Siccome ciò non è avvenuto fino a ieri, e siccome l’invito è ormai in scadenza, mi sento libero di renderla pubblica.

Caro Renzo,
ho letto la tua intervista a Vanity Fair di qualche giorno fa e le dichiarazioni che hai rilasciato. Una, la notizia che non tiferai Italia ai prossimi mondiali, l’hai rettificata, e comunque non ti avrei scritto per questo motivo: credo anzi – e lo dico da accanito tifoso di calcio – che l’indifferenza al pallone sia una bella fortuna, perché ti risparmia sbalzi umorali, problemi cardiocircolatori e litigi in famiglia. Ti scrivo per un’altra battuta che invece non hai smentito: l’aver dichiarato, cioè, di non essere mai stato a sud di Roma. Ma possiamo ancora rimediare.
Ho una madre emiliana, un padre lucano (a proposito, pare che il film di Rocco Papaleo sia molto carino: vallo a vedere e scoprirai pure la Basilicata), sono nato e cresciuto a Roma ma da due anni mi sento napoletano di adozione: è a Napoli, infatti, che sono stato eletto, ed è lì – nel mio collegio – che torno tutte le settimane, dall’inizio della legislatura. Ho scoperto che, dietro i tragici servizi dei tg, esiste una città bellissima. Ho incontrato persone accoglienti, luoghi incantevoli, cibo meraviglioso e, soprattutto, un sentimento diffuso di non rassegnazione, molto lontano da quello stereotipo di un sud piegato su se stesso che a volte si percepisce nell’altra Italia.
Il Sud è una realtà complessa, che devi conoscere in prima persona; e questo vale soprattutto per un ragazzo come te, che ha l’ambizione di fare politica. E così, visto che fino a Roma sai arrivare anche da solo, mi offro di darti una mano a varcare il Tevere e ti accompagno per un giorno a Napoli: l’appuntamento è per venerdì prossimo, 30 aprile, quando i miei lavori in Parlamento saranno presumibilmente fermi e i tuoi nel Consiglio regionale della Lombardia non saranno ancora iniziati.
Partiamo da Termini con l’Alta velocità delle 7.35 ed alle 8.45 siamo già in piazza Garibaldi. Ti offro subito caffè e sfogliatella, per addolcirti un po’ le idee, e poi prendiamo la Circumvesuviana fino a San Giorgio a Cremano, dove alle 9.30 inizia la Marcia della pace che si concluderà in piazza Massimo Troisi (se il nome non ti dice niente, come temo, toccherà intervenire presto anche sul fronte cinema): vedrai una società civile molto attiva e partecipe. Poi risaliamo sul trenino e scendiamo a Trecase: ti porto a vedere il parco del Vesuvio, con discarica annessa, così ti fai anche un’idea sulla storia della munnezza. A pranzo, però, torniamo a Napoli: prenoto da Brandi, dove hanno inventato la pizza Margherita, ma il babà lo prendiamo da Mary, sotto la galleria Umberto I, e il caffè al Gambrinus, davanti a Palazzo Reale. Poi passiamo accanto al Maschio angioino per andare a salutare il sindaco – così prendi confidenza con Palazzo San Giacomo, visto che la Lega ha intenzione di correre alle amministrative dell’anno prossimo – e, per par condicio, andiamo a trovare anche il presidente della Regione: l’ufficio è a due passi dal lungomare, così ne approfittiamo per un giretto a Castel dell’Ovo. Poi alle 17 ti riporto in stazione: dopo una sosta da Tizzano, per comprarti una torta caprese da portare a casa, si prende l’Alta velocità delle 17.20 che alle 21.30 ti riporterà a Milano, se avrai ancora voglia di tornarci. Se no, sappi che i napoletani sono molto ospitali e ti terranno volentieri.
Che fai, vieni?
Andrea Sarubbi – deputato Pd

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