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Presidente, accetti la dialettica con Fini E’ strada del “suo” bipartitismo (maturo) Per due grandi contenitori all’americana Socialisti- lib-dem, lib-con- conservatori La “concorrenza” bipolare libera energia Se lo farà lei avrà modernizzato l’Italia

aprile 23, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è il giornale della politica vera, fatta di visione e scelte concrete per il futuro dell’Italia. E oggi torneremo a proporre idee e progetti per il domani del nostro Paese. Ma l’occasione è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire: lo scontro Berlusconi-Fini, sì, la rissa. Ma come avranno rilevato i commentatori più acuti e politicamente raffinati, così come avevamo già fatto noi di fronte alla vittoria di Vendola alle primarie in Puglia per il Pd,  «dai diamanti non nasce niente. Dalla merda nascono i fior». Il giorno più lungo per il centrodestra può essere – contro tutti i (pre)giudizi – il preludio per la nascita, anche in Italia, di un grande partito (del Popolo) repubblicano, che insieme ai Democratici vari la democrazia italiana del futuro. Perché la riforma del sistema, in senso moderno, prima ancora di ogni rivoluzione riformatrice affidata alla volubilità della politica italiana di oggi, inaspet- tatamente si sta realizzando in modo naturale.           

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Nella foto, il presidente del Consiglio Silvio: ci ascolta?

La sua discesa in campo, presidente, ha portato al bipolarismo. La fondazione del Pd e l’intuizione di rispondervi facendo nascere il Pdl hanno gettato le basi per una sana democrazia dell’alternanza, nel nostro Paese, con all’orizzonte il possibile approdo del bipartitismo.

Come funziona negli Stati Uniti? Ci sono due grandi contenitori-partito, uno progressista uno conservatore. Il contenitore progressista ha, in sé, un’anima più “sociale” e una liberal. Quello conservatore all’inverso: ha un’anima liberal e una che rappresenta più direttamente gli interessi delle classi alte. Come è stato ripetuto più volte in queste ore, facendo riferimento al “modello” Hillary-Obama, se le danno (anche) di santa ragione. Ma poi, al momento di passare dalla dialettica interna a quella con i loro avversari politici, si compattano come lei, presidente, ama facciano i suoi.

Il fondamento di questa unità, che ha consentito tra l’altro ad Obama – certo, non senza il ricorso ad una mediazione inevitabile, in politica – di varare la riforma sanitaria, sono i valori di fondo progressisti e quelli conservatori. Che uniscono tutti, dai socialisti ai liberali a sinistra, dai liberali ai conservatori puri a destra.

Con un collante in più: la sensibilità democratica (in senso tecnico-politico, per una volta) che attraversa tutta la società americana.

Grazie a tutto questo (certo, e non solo) gli Stati Uniti hanno una democrazia che funziona, basata sul principio sano dell’alternanza che favorendo la concorrenza libera energie.

Grazie al presidente del Consiglio, e ai Democratici e ora a Gianfranco Fini, il nostro Paese sta ora ricevendo un assist clamoroso da parte della Storia per attraccare, dopo quindici anni di navigazione in mare aperto, in questo stesso porto.

Ma il pallino è di nuovo nelle mani del presidente Berlusconi.

Presidente, proprio per evitare il logoramento del fuoco amico, ridare linfa al Pdl e offrirgli un futuro per quando lei non farà più politica, accetti, anzi, rilanci il confronto con Gianfranco Fini e dia vita, prima ancora che ci riescano a sinistra, ad un grande partito repubblicano. Sulla falsa riga appunto del Grand Old Party americano. Oltre a tutto questo la libera dialettica ridarà una spinta nuova anche al governo.

Certo, questi prossimi tre anni dovrete ancora mediare molto, perché non sarete (ancora) del tutto liberi. Ma nel 2013, se di fronte alla scelta sua e di Fini anche a sinistra si sarà riaperto un cantiere che porti all’ingresso di Di Pietro e di Vendola e al ritorno di Rutelli nel Pd, il Paese avrà due proposte alternative fondate su una ormai prossima maturità interna, e vedrà la fine sia del rischio di un consociativismo di cui non ha bisogno un’Italia che deve sbloccarsi e modernizzarsi (consociativismo che sappiamo lei non ama, presidente), sia della continuazione di quel bipolarismo muscolare che l’ingresso di Idv nel Pd e la conseguente, progressiva marginalizzazione della Lega (che oggi torna, indirettamente, a minacciarla, e che resta comunque un alleato con anche altri interessi da rappresentare), finalmente faranno morire.

Anche grazie all’avvento di due partiti che proprio in ragione della loro democrazia interna torneranno ad ascoltare e a rispondere alle esigenze del Paese

Lasciando spazio all’Italia del domani, che magari, intanto, avremo cominciato a costruire anche dal punto di vista sociale, culturale, economico.

Ci dia ascolto, presidente Berlusconi: il suo ingresso in politica, la modernizzazione che ha imposto alla politica italiana troverà così il suo approdo naturale, e lei passerà alla Storia per avere davvero cambiato questo Paese. Lo faccia per sé, oltre che per tutti noi. Questo è un traguardo che non le costerà nulla sul piano personale, e le consentirà di offrire un dono straordinario all’Italia. Rilanci, presidente. Noi abbiamo fiducia nel suo senso per la modernità.

MATTEO PATRONE

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