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Fini-Berlusconi, cosa pensano gli italiani Grande sondaggio-analisi firmato Crespi Per il 61,2% di elettori Pdl si separeranno

aprile 20, 2010 di Redazione 

Ve lo avevamo annunciato, ad inizio di giornata, ed ecco il grande spaccato dell’opinione dell’Italia sul presidente del Consiglio e sul capo di Montecitorio e, ovviamente, sul loro scontro-divisione rientrato stamattina (per ora. E’ proprio il caso di dirlo perché) per la grande maggioranza di coloro che vivono più da vicino questa realtà, e dunque ne subiscono maggiormente l’impatto emotivo ma, anche, la conoscono più a fondo (ovvero chi vota – e magari milita nel – Popolo della Libertà) pensano che, comunque, la rottura prima o poi sia inevitabile. Un altro sintomo di come quel redde rationem nel Pdl che il giornale della politica italiana aveva annunciato per primo – proprio, peraltro, per la firma del grande sondaggista – coinvolga e spacchi in profondità il partito, e sostanzialmente tra ex Fi ed ex An, anche se la linea di frattura non è più, abbiamo visto, esattamente quella delle vecchie appartenenze (soprattutto a livello di vertice, dove l’influenza della leadership di Berlusconi si fa sentire ancora più forte, a livello personale-individuale).

Nella foto, il presidente della Camera e il presidente del Consiglio (alle loro spalle, da destra, si riconoscono Mirko Tremaglia e Ronchi)

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di LUIGI CRESPI

Lo scontro tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini è arrivato a conoscenza di otto italiani su dieci che diventano nove tra gli elettori del PDL e non poteva essere altrimenti vista la rilevanza mediatica avuta da questa vicenda. Questo rende il sondaggio certamente più solido. Sulle cause che hanno determinato lo scontro, le opinioni sono abbastanza diversificate: circa il 22,0% (omogeneo tra elettori PDL e totale campione) attribuisce la causa dello scontro alla perdita di voti alle ultime elezioni regionali, il 23,0% degli italiani lo attribuisce all’eccesso di protagonismo di Berlusconi, dato questo che naturalmente diminuisce a poco meno dell’8% tra gli elettori PDL.

Quasi un quarto degli elettori PDL sostiene che il problema tra i due leader sta nella politica del governo troppo condizionata dalla Lega, tale dato scende al 13,3% del totale campione. Lo scontro di personalità guadagna un 25,1% del totale campione e il 17,6% tra gli elettori PDL che invece per il 24% attribuiscono la causa dello scontro ad una lotta di potere e di poltrone che scende al 10% sul totale Italia. La responsabilità dello scontro tra gli elettori del PDL viene omogeneamente distribuita: infatti quattro elettori su dieci dicono che la responsabilità è di Berlusconi e altri quattro di Fini, dato che sale quasi al 50% a sfavore di Berlusconi sul campione Italia.

Il 37,8% degli italiani in questo momento si sente più vicino a Fini, mentre il 30% a Berlusconi, dato che subisce un’inversione tra gli elettori del PDL che per 68,7% si sentono vicini al capo del governo, mentre per il 25,3% più vicini al presidente della Camera.

E’ leggera la prevalenza degli italiani che prevedono la separazione tra Fini e Berlusconi, mentre tra gli elettori del PDL il 61,2% ritiene la separazione inevitabile.

Né tra gli italiani (70,2%), né tra gli elettori del PDL (76,8%), l’ipotesi di elezioni anticipate nel caso di divorzio dei due leader è una ipotesi percorribile.

Il tentativo di misurare il peso elettorale di Fini in questa fase è quantomeno velleitario se non inutile. Possiamo dire che alla domanda diretta se si votasse per l’elezione del presidente della Repubblica, il 30,8% voterebbe Fini mentre il 54,9% Berlusconi che a livello nazionale corrisponde ad un 26,6% e 24,3% sostanziato anche dal profilo di immagine dove Berlusconi stravince su Fini in simpatia (59,8% su 35,3%), innovazione (72,8 su 23,9%) e concretezza (73,2 su 25,3%), mentre sostanzialmente pari è il confronto sulla credibilità (48,6 su 50,2%), mentre sull’onestà Fini capitalizza un 49,3 contro un 29,6% di Berlusconi.

Fini gode di un profilo abbastanza rigido ma rigoroso e appare più freddo, ma dopo Napolitano e con Berlusconi è uno degli uomini politici che ispira maggiore fiducia. Le sue tesi sui diritti civili hanno sempre destato grande attenzione e curiosità ed il rischio che corre in questa fase è che questa operazione sia vissuta come una questione di potere e di poltrone che sta determinando un grande sgomento negli elettori del PDL e sta portando grande vantaggio alla Lega.

E’ anche evidente che dare un peso polifonico al PDL non potrebbe che determinare vantaggi. E’ anche chiaro a tutti che questa è una fase nella quale il presidente della Camera si gioca la credibilità del suo futuro politico.

LUIGI CRESPI

Commenti

4 Responses to “Fini-Berlusconi, cosa pensano gli italiani Grande sondaggio-analisi firmato Crespi Per il 61,2% di elettori Pdl si separeranno

  1. bambino on aprile 21st, 2010 10.01

    SONO UN VECCHIO CAMERATA DELLA VERA DX NAZIONALE DELLA FIAMMA DEL NS. EX LEADER ALMIRANTE .DOPO LA SUA MORTE IL SIG. FINI A SFASCIATO UN PARTITO CHE ERA IL NS. FIORE ALL’OCCHIELLO PER NOI FASCISTI NEL SENSO DEMOCRATICO.OGGI SI RIPETE DINUOVO LA FALSITA”DI UN VOLTACAMPANA CHE VUOLE SOLO METTERE CONFUSIONE NEL PARTITO DI MAGGIORANZA,E’ TUTTO QUESTO A DISCAPITO DI TUTTI I CITTADINI ITALIANI,E’ UNA VERGOGNA CHE AL MOMENTO DELLE MODIFICHE IMPORTANTI COME QUELLI DELLA COSTITUZIONE E DELLA MAGISTRATUIRA E’ ECC,ECC,LASCI IL PARTITO DEL DI BERLUSCONI ,PER IL MIO PARERE TI CONVIENE DARE LE DIMMISSIONI E CAMBIARE MESTIERE!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Pippo on aprile 22nd, 2010 18.26

    Quello che non capiscono la maggioranza di chi vota a destra è che Fini vuole costruire una destra europea, laica nazionalista e moderna, Berlusconi invece è legato a un partito medievale e clericale, ed acconsentire, grazie alla lega, allo sfascio dei valori nazionali.

  3. Peter on aprile 29th, 2010 13.01

    Sono Italiano e purtroppo mi sento preso in giro dal PDL, precisamente dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, da quando è sceso in politica ha manifestato l’intenzione di fare le riforme. Ad oggi non mi risulta che queste siano state fatte, forse perchè non vuole farle. L’Italia ha bisogno di essere governata e che si facciamo riforme chiare e condivise. Siamo in ritardo in tantissimi campi e bisogna assolutamente rimontare. Credo che in un partito, il primo partito d’Italia, sia d’obbligo la discussione politica, il confronto politico, altrimenti, come sostiene qualcuno, siamo in presenza di una dittatura mascherata.

  4. enrico caselli on aprile 30th, 2010 16.00

    E’ stato detto e scritto fino alla noia che a sdoganare Fini sia stato Berlusconi, perché per il fascista Fini ogni strada politicasarebbe stata preclusa. Ora che abbiamo evidente come il democratico Berlusconi ha scambiato il ruolo con Fini, fondando un partito, si fa per dire, iperfascista con tanto di manganellatori delle opinioni pronti alla morte, a chi toccherà domani sdoganare il Cavaliere?

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