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L’analisi. Chi ha vinto il confronto televisivo in Inghilterra di L. Crespi

aprile 16, 2010 di Redazione 

Si è svolto ieri tra il laburista e pre- mier uscente Gordon Brown, il con- servatore Cameron (in vantaggio secondo i sondaggi) e il terzo incomodo lib-dem Nick Clegg. La vittoria nelle elezioni che si terranno tra poche settimane a Londra se la giocano – presumibilmente – Brown e Cameron, ma il successo nel primo “triello” – come lo definisce Crespi – di questa campagna elettorale è andato a Clegg, che propone agli inglesi una prospettiva di «change» radicale rispetto alle due opzioni storiche, che si trascinano un po’ stancamente dopo il quindicennio glorioso di Blair. Il maggiore esperto di comunicazione politica del nostro Paese giudica sul giornale della politica italiana il rendimento dei tre contendenti, che ci interessa non solo perché in gioco c’è la premiership di un Paese-guida del Vecchio continente e dello scacchiere internazionale, non solo come fatto di rilievo e non solo perché ci parla di una consuetudine delle grandi democrazie occidentali – il confronto televisivo tra i candidati – che in Italia non vediamo dal 2006, a causa delle resistenze di Berlusconi, che è disposto ad affrontarlo solo quando deve recuperare e non rischia di perdere ma solo di conquistarsi la possibilità di vincere, ma anche perché nel merito del confronto della politica inglese possiamo trarre qualche spunto anche per ciò che riguarda il futuro della nostra politica e del nostro Paese, che chiede il ritorno ad una politica italiana fatta di visione e scelte concrete per il futuro dell’Italia, una prospettiva di cui, forse, solo – oggi, anche vista la situazione dopo i quindici anni berlusconiani, ben diversi da quelli di Blair ma che hanno avuto lo stesso effetto di impedire-”congelare” per troppo tempo un cambiamento di cui ora i nostri due Paesi hanno più bisogno - una soluzione onesta e responsabile ed equidistante proprio come quella che propone il vincitore di ieri Clegg – che è schizzato nei sondaggi addirittura sopra il 35% dopo la performance televi- siva – può farsi carico. Il pezzo di Crespi. Sentiamo.

Nella grafica, Luigi Crespi

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di LUIGI CRESPI

Gordon Brown, David Cameron e Nick Clegg hanno dato vita al primo duello televisivo nella storia del Regno Unito. Grazie a SkyTg24 lo abbiamo potuto seguire in diretta anche in Italia, come premio di consolazione dato che nel nostro Paese non si vedono più da tempo.

Per rendere possibile il “triello” è stato ideato un protocollo rigido. I tre candidati in piedi dietro un leggio in uno studio apparso abbastanza angusto sono stati “regolati” dall’ottimo conduttore Alastair Stewart.

La rigidità del protocollo non mi pare che abbia penalizzato il dibattito e non ha certo messo a disagio i candidati che sono apparsi preparati ed agguerriti.

In generale i tre mi sono sembrati molto simili, stilisticamente poco distinti e caratterizzati. I due candidati che corrono per la vittoria, Brown e Cameron si sono marcati con durezza e questo ha favorito il terzo, il Lib-Dem Clegg che è riuscito a stravincere il confronto, puntando tutto su una parola tanto cara ad Obama: «Change»!, con la quale ha iniziato il confronto. Mentre Gordon Brown ha agitato goffamente la paura di una seconda recessione che colpirebbe il Paese nel caso in cui tornassero a governare i conservatori per la loro politica che tenderebbe a ridurre gli aiuti di Stato. Cameron con una vena populista è partito con le scuse per lo scandalo dei rimborsi gonfiati che ha travolto Westminster.

Ma per Cameron si tratta certamente di un’occasione mancata in quanto non è stato in grado di valorizzare la sua telegenia e la sua superiorità “televisiva” che non ha certo fatto la differenza. Anzi, troppo spesso si è fatto trascinare in battibecchi ed interruzioni con Brown a tutto vantaggio di Clegg che nel mio personalissimo cartellino è risultato il vincitore assoluto come confermato da un sondaggio espresso effettuato su 4.000 ascoltatori dall’emittente ITV, nel quale a Clegg è andato il favore del 43% degli intervistati, a Cameron il 26% mentre a Brown solo il 20% dei consensi. Orientamento confermato nella sostanza da YouGov per il Sun che ha assegnato a Nick Clegg il 51 per cento, e a David Cameron il 29 per cento con sempre in coda Gordon Brown con il 19 per cento. Diverso il sondaggio diffuso da Sky News, che ha rilevato un pareggio tra Cameron e Clegg, attribuendo la sconfitta netta al premier uscente. Io concordo con i primi due.

Vedremo nei prossimi giorni se il “triello” avra un qualche impatto sulle intenzioni di voto che in Inghilterra vengono rappresentate con qualche differenza tra gli istituti: tutti danno in vantaggio i conservatori ma non la pensano allo stesso modo sulla dimensione del vantaggio.

Infatti secondo l’ultimo sondaggio effettuato dall’istituto YouGov per conto del quotidiano Sun il Partito conservatore britannico è in testa di nove punti sui rivali del Labour. Secondo il rilevamento, i Tory sono al 41 per cento, i laburisti del premier Gordon Brown al 32 e i liberaldemocratici al 18 per cento. Si tratta del miglior risultato per i Tory dall’inizio della campagna elettorale. Proiettati su scala nazionale, i dati del sondaggio assegnerebbero al partito di David Cameron solo una maggioranza relativa dei 650 seggi al parlamento di Westminster.

Diversi e non di poco i dati dell’altro ieri dell’istituto Populus pubblicati dal Times che davano i laburisti in netta rimonta e in svantaggio di appena tre punti rispetto ai Tory (33% contro 36%).

LUIGI CRESPI

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